LO STUDIO A GUIDA INAF SU MNRAS

Supernova con buco nero nella Fenice

Un team di ricercatori, molti dei quali dell’INAF, presenta i risultati di un lungo e accurato studio su una supernova esplosa quasi 20 anni fa, ricostruendone in dettaglio la sua evoluzione. Stefano Benetti (INAF): «Potremmo aver osservato per la prima volta la fine di una stella massiccia, altrimenti destinata ad una fine oscura ed anonima. Ora nella zona dell’esplosione ci dovrebbe essere un buco nero avente una massa di circa 7-8 masse solari»

OLTRE 6500 LE PERSONE COINVOLTE

Grande successo per Light in Astronomy

Laboratori aperti, conferenze, spettacoli e osservazioni all’insegna della luce dall’8 al 15 novembre nelle strutture INAF. Hanno partecipato complessivamente più di 6.500 persone – tra le quali numerosissimi studenti – alla settimana “Light in Astronomy” ideata l’Istituto Nazionale di Astrofisica per celebrare l’Anno Internazionale della Luce, nell’ambito del progetto PDIN INAF “From Astronomical light to public enlightment (trough public outreach and education programs)”.

SRT COMINCIA LE OSSERVAZIONI SCIENTIFICHE.

Il debutto del gigante

Completata la prima fase di sviluppo del Sardinia Radio Telescope, si apre per la prima volta alla comunità scientifica. E’ appena uscita infatti la primissima “Call for proposals” di SRT

SCOPERTA DA HUBBLE E SPITZER

Quella giovane galassia lontana lontana

Si chiama Tayna e si tratta di una galassia giovane esistita 400 milioni di anni dopo il Big Bang. Una scoperta incredibile che è stata ottenuta grazie ad una collaborazione spaziale tra due dei principali telescopi della NASA che ha permesso di individuare, attraverso il fenomeno della lente gravitazionale, l’oggetto più debole mai osservato nell’Universo primordiale. I risultati di questo studio sono riportati su Astrophysical Journal

COLPA DELLA CODA MAGNETICA

Saturno: bye bye ioni d’acqua

Ecco come il sesto pianeta del Sistema solare ha perso gli ioni d’acqua presenti nella magnetosfera, cioè il plasma intrappolato nello spazio attorno al pianeta dal suo campo magnetico

RILEVATI GRAZIE ALL’EVENT HORIZON TELESCOPE

Campi magnetici sull’orizzonte degli eventi

I buchi neri supermassici situati al centro delle galassie funzionano un po’ come dei giganteschi motori che convertono l’energia del materiale che viene da loro “ingurgitato” in intense radiazioni che riescono a coprire la luce delle stelle circostanti. Si ritiene che tali oggetti siano alimentati da campi magnetici e gli scienziati hanno avuto per la prima volta evidenza della loro presenza rilevandoli appena fuori l’orizzonte degli eventi del buco nero che si trova al centro della nostra galassia. Tutto questo grazie all’Event Horizon Telescope.

METÀ DEI “GIGANTI” DI KEPLER NON SONO PIANETI

Credevo fosse un Giove e invece era una stella

Una campagna osservativa, durata cinque anni, condotta con lo spettrografo SOPHIE mostra che, fra i candidati pianeti giganti individuati dalla sonda Kepler della NASA, i falsi positivi sono più della metà. Aldo Bonomo (INAF Torino): “Si tratta perlopiù di stelle binarie a eclisse”