LO STUDIO SU SCIENCE

Un mega idrocarburo nella nube del Toro

È una delle più grandi molecole di idrocarburi policiclici aromatici che siano mai state rilevate nello spazio, la più grande usando osservazioni radioastronomiche. A scoprirla, all’interno della nube molecolare Tmc-1, è stato un team di ricercatori del Mit utilizzando il Green Bank Observatory. Parliamo dell’1-cianopirene: secondo gli scienziati, potrebbe essere responsabile del trasporto di parte del carbonio fornito dalle nubi molecolari ai giovani sistemi planetari

ALL’ORIGINE UNA SUPERNOVA IAX

Resto di supernova a dente di leone in 3D

Grazie al Keck Cosmic Web Imager è stato possibile studiare nel dettaglio il resto di supernova associato a Sn 1181. Servendosi dello spettrografo, i ricercatori hanno potuto creare una mappa 3D dettagliata della nebulosa e dei suoi strani filamenti. Inoltre, hanno potuto dimostrare che il materiale dei filamenti viaggiava a circa mille chilometri al secondo. Tutti i dettagli su ApJ Letters

SPACEX HA RESO IL 13 OTTOBRE UNA DATA MEMORABILE NELLA STORIA DELLO SPAZIO

Starship manda in orbita la competizione

Con i due lanci di Hera ed Europa Clipper e il successo del test del nuovo lanciatore Starship, il divario fra SpaceX e la concorrenza si fa sempre più ampio. Ne parla l’astrofisica Patrizia Caraveo in questo commento pubblicato la settimana scorsa sul Sole24Ore, che riprendiamo qui con il suo consenso

CON UN COMMENTO DI CRISTIANA SPINGOLA DI “INAF GREEN”

Osservatori astronomici per una transizione verde

In che modo i sistemi energetici per gli osservatori astronomici possono diventare rinnovabili e inclusivi? Risponde a questa domanda uno studio, pubblicato su Nature Sustainability e guidato dall’Università di Oslo, che suggerisce un modello virtuoso di comunità energetica e contribuisce ad aprire la strada a uno sviluppo win-win dei nuovi progetti di infrastrutture astronomiche 

LA MISSIONE LISA VERRÀ LANCIATA A METÀ DEGLI ANNI 2030

Un prototipo dorato per le onde gravitazionali

Pubblicate le prime immagini del prototipo in scala reale realizzato dalla Nasa di uno dei sei telescopi della missione dell’Esa Lisa. Si tratta di un osservatorio spaziale per onde gravitazionali costruito come un enorme interferometro laser a forma di triangolo equilatero, con sei piccoli telescopi disposti a coppie sui vertici

LO STUDIO È PUBBLICATO SU NATURE

Non si finisce mai di conoscere un buco nero

La prima scoperta di un buco nero triplo viene da una vecchia conoscenza: il buco nero V404 Cygni, a circa ottomila anni luce dalla Terra. Le due compagne sono stelle, la più vicina (e già nota) delle quali sta lentamente cedendo massa al buco nero e spiraleggiando sempre più vicino ad esso; la seconda, invece, nuova scoperta del sistema, impiega 70mila anni a compiere la sua orbita

LO STUDIO SU NATURE ASTRONOMY

Vecchia dentro, giovane fuori

Scoperta la più antica evidenza della modalità di crescita dall’interno verso l’esterno (“inside-out growth”) in una galassia settecento milioni di anni dopo il Big Bang. A differenza delle zone centrali, caratterizzate da stelle più antiche, le regioni esterne della galassia sono ricche di stelle giovani e ospitano intensa attività di formazione stellare. La scoperta è stata realizzata con Webb dall’Università di Cambridge