HD 80606 B OSSERVATO DA SPITZER

Quello strambo pianeta extrasolare

Il telescopio orbitante della NASA ha studiato nel dettaglio la bizzarra orbita di questo esopianeta, il cui clima porta i ricercatori a porsi diversi interrogativi in merito alla formazione dei pianeti gioviani caldi

IN 5 FRAMMENTI EPPURE “VIVO”: HA INVIATO SEGNALI

Perso il contatto con il satellite Hitomi. È mistero

Lanciato lo scorso 17 febbraio, il telescopio spaziale X giapponese ASTRO-H sarebbe dovuto entrare in funzione alle 8:40 ora italiana di sabato 26 marzo. Alle 9:20 il JSpOC lo ha avvistato diviso in più frammenti. Ma successivamente la JAXA ha comunque ricevuto dal satellite brevi segnali

IL NUOVO CATALOGO DI SORGENTI X

Il cielo di ROSAT è più limpido che mai

2RXS, appena rilasciato dagli scienziati dell’Istituto Max Planck per la Fisica Extraterrestre (MPE), è la più profonda e dettagliata visione del cielo X nella sua interezza oggi disponibile, e contiene osservazioni di potenti buchi neri in fase di accrescimento, ammassi giganti di galassie, stelle attive e resti di supernova. Il commento di Patrizia Caraveo (INAF)

DA LUNEDÌ 28 A GIOVEDÌ 31 MARZO

Radioastronomia protagonista su RAI Scuola

Il programma “Memex– La scienza raccontata dai protagonisti”, trasmesso da Rai Scuola, dedica un focus alla radioastronomia e spiega i traguardi raggiunti da questa branca della ricerca astrofisica. Le quattro puntate vedranno come conduttore in studio Nicolò D’Amico, presidente dell’INAF

TUTTA COLPA DELL’EFFETTO MAREALE

Lune di Saturno: più giovani dei dinosauri?

Alcuni dei satelliti principali potrebbero essersi formati circa 100 milioni di anni fa. Dunque successivamente al regno dei dinosauri, che risale al Triassico superiore, quindi circa 230 milioni di anni fa. Lo studio su The Astrophysical Journal

COLPA DEI QUASAR

Il vento che frena la formazione stellare

Circa 11 milardi di anni fa il ritmo a cui le stelle nascevano nell’universo è rallentato, ma perché? Lo studio di un team di ricerca della Johns Hopkins sembra aver trovato la soluzione al mistero: il colpevole è il vento di materia, anzi, i quasar che lo emettono

TRE MILIARDI DI ANNI FA IL CAMBIO DI ROTAZIONE

Il lato non tanto oscuro della Luna

La Luna ci mostra sempre la stessa faccia, grazie alla rotazione sincrona con la Terra. Ma uno studio appena uscito su Nature dimostra che 3.5 miliardi di anni fa lo scenario era molto diverso. La scoperta potrà aiutarci a indagare il passato del nostro satellite e del nostro pianeta, e forse anche a svelare l’origine dell’acqua che si trova sulle loro superfici