Meteorite marziano da 2 miliardi di anni
Si chiama Northwest Africa 7635 ed è un meteorite marziano la cui età è stata stimata a 2.4 miliardi di anni. I risultati dell’analisi isotopica, spiega a Media Inaf Tom Lapen (primo autore dello studio, pubblicato sull’ultimo numero di Science Advances), dimostrano che Marte ospita alcuni dei vulcani più longevi del Sistema solare.
Tempeste solari: 16 anni di dati raccolti dai Gps
Sviluppati nei laboratori di Los Alamos e montati a bordo degli stessi satelliti che usiamo ogni giorno con i nostri navigatori e smartphone, i sensori mettono a disposizione dati preziosi per prevedere fenomeni estremi. Mauro Messerotti (Inaf): «Si tratta della più completa copertura osservativa mai effettuata»
Tête-à-tête fra il Gatto e l’Aragosta
Questi straordinari oggetti sono regioni frenetiche di formazione stellare in cui le giovani stelle fanno brillare di rosso l’idrogeno gassoso circostante. Vst è frutto della collaborazione dell’Istituto nazionale di astrofisica con l’Eso e con un ruolo determinante dell’Osservatorio astronomico di Capodimonte a Napoli
Risolto il rompicapo della polvere cosmica
Dov’è finito tutto quel raro isotopo d’ossigeno che i calcoli suggerivano fosse presente nelle nubi attorno alle stelle giganti pre-solari ma che, stando all’analisi delle meteoriti, sembra ora mancare all’appello? Grazie ai risultati dell’esperimento Luna, pubblicati su Nature astronomy, si è scoperto che potrebbe essere stato distrutto già nelle stelle d’origine
Quei blazar lontani lontani
Brillamenti nascosti, ma non troppo
Il satellite della Nasa che studia i fotoni gamma nello spazio, cui l’Italia partecipa con l’Infn, l’Inaf e l’Asi, ha rivelato nuovi brillamenti solari ad altissima energia, che hanno avuto origine nella faccia non visibile del Sole. Patrizia Caraveo: «Un fenomeno sorprendete e affascinante, come la nostra stella che non smette mai di stupirci»






