IL CIELO DI FEBBRAIO

M36, il giovane ammasso nell’Auriga

L’ammasso stellare Messier 36 è solo uno degli oggetti celesti visibili in questo mese che inizia oggi. L’11 è inoltre prevista una eclissi lunare di penombra che sarà visibile da tutta Italia, anche se la diminuzione di luminosità del nostro satellite sarà modesta

IL PIÙ ANTICO MAI SCOPERTO

Meteorite marziano da 2 miliardi di anni

Si chiama Northwest Africa 7635 ed è un meteorite marziano la cui età è stata stimata a 2.4 miliardi di anni. I risultati dell’analisi isotopica, spiega a Media Inaf Tom Lapen (primo autore dello studio, pubblicato sull’ultimo numero di Science Advances), dimostrano che Marte ospita alcuni dei vulcani più longevi del Sistema solare.

RESI PUBBLICI PER ORDINE DELLA CASA BIANCA

Tempeste solari: 16 anni di dati raccolti dai Gps

Sviluppati nei laboratori di Los Alamos e montati a bordo degli stessi satelliti che usiamo ogni giorno con i nostri navigatori e smartphone, i sensori mettono a disposizione dati preziosi per prevedere fenomeni estremi. Mauro Messerotti (Inaf): «Si tratta della più completa copertura osservativa mai effettuata»

L’IMMAGINE DEL VST DELL‘ESO

Tête-à-tête fra il Gatto e l’Aragosta

Questi straordinari oggetti sono regioni frenetiche di formazione stellare in cui le giovani stelle fanno brillare di rosso l’idrogeno gassoso circostante. Vst è frutto della collaborazione dell’Istituto nazionale di astrofisica con l’Eso e con un ruolo determinante dell’Osservatorio astronomico di Capodimonte a Napoli

LA RISPOSTA DALLE VISCERE DEL GRAN SASSO

Risolto il rompicapo della polvere cosmica

Dov’è finito tutto quel raro isotopo d’ossigeno che i calcoli suggerivano fosse presente nelle nubi attorno alle stelle giganti pre-solari ma che, stando all’analisi delle meteoriti, sembra ora mancare all’appello? Grazie ai risultati dell’esperimento Luna, pubblicati su Nature astronomy, si è scoperto che potrebbe essere stato distrutto già nelle stelle d’origine

LO SGUARDO DI FERMI SI SPINGE SEMPRE PIÙ IN LÀ

Quei blazar lontani lontani

Il telescopio della Nasa Fermi ha individuato alcune sorgenti luminose estremamente potenti nello spettro dei raggi gamma, che hanno avuto origine agli albori dell’Universo. Con il commento del ricercatore Inaf Antonio Stamerra

SCOPERTI DAL TELESCOPIO SPAZIALE FERMI

Brillamenti nascosti, ma non troppo

Il satellite della Nasa che studia i fotoni gamma nello spazio, cui l’Italia partecipa con l’Infn, l’Inaf e l’Asi, ha rivelato nuovi brillamenti solari ad altissima energia, che hanno avuto origine nella faccia non visibile del Sole. Patrizia Caraveo: «Un fenomeno sorprendete e affascinante, come la nostra stella che non smette mai di stupirci»