LA FORMAZIONE ALMENO 4,51 MILIARDI DI ANNI FA

La vecchia signora

L’analisi degli zirconi raccolti durante la missione Apollo 14 del 1971 sembra lasciare poco margine di errore: la Luna è di decine di milioni di anni più vecchia di quanto pensassimo. La sua formazione avrebbe avuto luogo appena 60 milioni di anni dopo la nascita del Sistema solare

TRE APPUNTAMENTI IN PROGRAMMA

Conferenze in Cirenaica

Al via venerdì prossimo a Bologna, nel rione Cirenaica, il secondo ciclo di conferenze dal titolo “Astronomia in Cirenaica”, curato da INAF-Osservatorio Astronomico di Bologna e associazione Sofos. Gli incontri sono aperti al pubblico e a ingresso libero

STELLE FATTE A PEZZI VICINO AL CENTRO GALATTICO

Proiettili cosmici scagliati dal buco nero

L’immensa forza di attrazione gravitazionale esercitata dal buco nero distrugge la stella; il gas e la polvere stellare si uniscono per formare degli oggetti di massa planetaria, che verrebbero scagliati via, anche fuori dalla nostra galassia

VITA IN MICROGRAVITÀ

Un pesciolino per aiutare gli astronauti

Le analisi e le ricerche svolte sugli astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale hanno chiaramente mostrato come si verifichi una perdita significativa della densità minerale ossea nel corso delle missioni spaziali, ma i meccanismi molecolari alla base di questi cambiamenti della struttura ossea rimangono ancora poco chiari. Ora per comprenderli meglio gli scienziati hanno un alleato in più, un piccolo pesce

QUANDO LA SCIENZA SI FA DISTRIBUITA

Einstein@Home trova nuove pulsar gamma

Con l’aiuto di decine di migliaia di volontari, il progetto di calcolo distribuito Einstein@Home ha permesso di scoprire 13 nuove pulsar in raggi gamma nell’archivio dati del telescopio spaziale Fermi. Due di queste ruotano in modo sorprendentemente lento, più lento rispetto a qualsiasi altra pulsar in raggi gamma nota. Con il commento di Patrizia Caraveo (INAF)

NUOVE OTTICHE ADATTIVE PER LO STUDIO DEL SOLE

Tre specchi è meglio di uno

Un innovativo sistema di ottiche adattive multiconiugate, che utilizza tre specchi deformabili per correggere le aberrazioni introdotte dal tremolio dell’atmosfera, ha consentito di ottenere immagini della superficie solare con un campo di vista corretto tre volte più ampio rispetto al sistema a specchio deformabile unico. Installato al New Solar Telescope in California, è l’apripista dei sistemi che renderanno ancora più potenti i telescopi solari di prossima generazione

DALL’ITALIA AGLI USA

A caccia di buchi neri supermassivi

Lui è Fabio Vito, classe 1986, nato a Bologna e dottorato in Astrofisica e Cosmologia nella stessa città di nascita. Oggi ricercatore post-doc alla Pennsylvania State University, lavora con un team di astronomi guidato da William Brandt sui Nuclei Galattici Attivi. Lo abbiamo intervistato su uno studio che lo ha portato a indagare le proprietà e lo sviluppo di poderosi buchi neri agli albori dell’Universo