DEBOLE SEGNALE DI 30 MILLISECONDI

Un istante prima di Ligo, Agile ha visto qualcosa

In concomitanza con l’onda gravitazionale del 4 gennaio scorso, circa mezzo secondo prima, il piccolo satellite italiano ha registrato un segnale debole ma interessante. «Potrebbe essere associato all’evento Gw170104, e la conferma potrebbe venire dalla rivelazione combinata di più satelliti», dice Marco Tavani a Media Inaf

VOCI E DOMANDE DELL’ASTROFISICA

Tutti pazzi per le onde gravitazionali

Con la scoperta delle onde gravitazionali si apre una nuova branca dell’astronomia, l’astronomia gravitazionale. Le onde gravitazionali, al contrario dei fotoni, viaggiano indisturbate nello spazio tempo, attraversando tutto ciò che incontrano: messaggere perfette, dunque, dal Big Bang fino a noi

OSSERVATO IL SISTEMA LUHMAN 16

Due nane brune per Hubble

Grazie a una serie di accurate osservazioni con il telescopio spaziale più famoso al mondo, un team di ricercatori guidato da Luigi Bedin dell’Inaf ha caratterizzato con grande accuratezza i moti di un peculiare sistema binario, che si trova a soli sei anni luce da noi

DUE BUCHI NERI A TRE MILIARDI DI ANNI LUCE

Onde gravitazionali, non c’è due senza tre

Il 4 gennaio di quest’anno i ricercatori della collaborazione Ligo/Virgo hanno identificato, per la terza volta, una sorgente di onde gravitazionali generate dalla fusione di un sistema binario di buchi neri, localizzato a 3 miliardi di anni luce, che ha prodotto un oggetto di circa 49 masse solari. I risultati, annunciati oggi, sono pubblicati su Physical Review Letters

LA PROSSIMA VOLTA A SETTEMBRE

Il “signore degli anelli” che nasconde la sua stella

È presumibilmente un gigantesco pianeta gassoso anellato che fa cucù di fronte alla stella PDS 110 a determinarne le inspiegabili eclissi ogni due anni e mezzo. E allora, lucidate i cannocchiali e aiutate i ricercatori: il prossimo occultamento è previsto a settembre e la stella è abbastanza luminosa da poter essere osservata con telescopi amatoriali

HA DIMENSIONI MOLECOLARI. LO STUDIO SU NATURE

Creato in laboratorio un “buco nero” tascabile

Uno studio appena uscito sulla rivista Nature dimostra che è possibile generare un buco nero “elettomagnetico” di piccolissima taglia: le dimensioni di una molecola. Estraendo 54 dei 62 elettroni di una molecola di iodometano, infatti, i ricercatori sono riusciti a creare un oggetto in grado di attirare altri elettroni con una forza superiore a quella gravitazionale di un buco nero stellare

OSSERVAZIONI TRE VOLTE PIÙ RAPIDE

Con l’ologramma più spettri per tutti

Un nuovo studio teorico – tutto targato Inaf – introduce i reticoli di diffrazione multiplexing, una tecnologia innovativa basata su nuovi materiali fotopolimerici per astronomia. Mediante un semplice upgrade degli strumenti esistenti, permettono di ottenere un numero maggiore di spettri per singola osservazione. Ce ne parla il primo autore, Alessio Zanutta