PUBBLICATA LA CLASSIFICA BIBLIOMETRICA DI RESEARCH.COM

Nove astrofisiche italiane nella Top-1000

Nel “Best Female Scientists in the World Ranking” – pubblicato annualmente dal sito Research.com, piattaforma specializzata in “best of” a tema scientifico – sono presenti per il 2023 ventisei scienziate di istituzioni italiane. Tutte con H-index uguale o superiore a 100. «Il mio H-index è dovuto in gran parte alle fortunate collaborazioni delle quali faccio parte», dice Patrizia Caraveo, quinta fra le 26 e prima fra le astrofisiche

     29/11/2023

Le prime tre astrofisiche dell’Inaf nella Top-1000 2023 di Research.com

È online la Top-1000 delle scienziate 2023, una delle classifiche pubblicate annualmente dal sito Research.com, piattaforma specializzata in “best of” a tema scientifico: migliori conferenze, migliori riviste, migliori università e – appunto – migliori scienziati e scienziate. Dove per “migliori” si intende quelli con H-index più elevato, un indice bibliometrico basato sul numero di pubblicazioni e citazioni (qui qualche dettaglio sulla metodologia usata).

È una classifica cumulativa, ma si può consultare anche paese per paese, in base all’istituzione di appartenenza. Gli Stati Uniti la fanno da padroni, con ben 609 scienziate afferenti a istituzioni Usa fra le mille elencate. L’Italia, con 26, è all’ottavo posto, dietro a Usa, Regno Unito, Germania, Canada, Australia, Francia e Olanda. E fra le 26 scienziate in Italia entrate nella Top-1000 – la prima è Silvia Franceschi del Centro di riferimento oncologico di Aviano, che con un H-index di 187 risulta anche 20esima nel mondo – ben nove sono astrofisiche: Patrizia Caraveo (in quinta posizione, con 144 di H-index), Lucia Pozzetti (nona, 118), Marcella Brusa (decima, 117), Elena Pian (undicesima, 116), Elena Zucca (dodicesima, 113), Angela Iovino (quattordicesima, 110), Laura Pentericci (ventesima, 104), Giulia Rodighiero (ventunesima, 103) e Angela Bongiorno (ventitreesima, 102).

«Quando ho ricevuto la mail con oggetto “P. A. Caraveo is ranked 5 in Italy among Top Female Scientists for 2023” ho cercato di capire se fosse una cosa seria», racconta Patrizia Caraveo a Media Inaf. «Dopo essermi convinta che non proveniva dalla galassia delle organizzazioni predatorie, ho guardato la classifica e ho pensato che, nel mio caso, si tratta di un riconoscimento alla carriera, perché il mio H-index è dovuto in gran parte alle fortunate collaborazioni delle quali faccio parte. Ogni volta che vengono utilizzati dati Fermi, Swift o Agile vengono citati i lavori di descrizione degli strumenti. Anche i cataloghi sono una continua sorgente di citazioni. In un certo senso, nel mondo delle citazioni, io vivo di rendita».

La classifica stilata da Research.com – “basata su un esame dettagliato di 166880 fra ricercatrici e ricercatori presenti su Google Scholar and Microsoft Academic Graph”, si legge nel sito – presenta studiose di spicco in tutte le aree scientifiche principali. Fra le 26 nella Top-1000, 14 appartengono all’area medica, 10 – fra le quali le nove astronome – a quella fisica e 2 a quella chimica.

«Siamo dolorosamente consapevoli del fatto che la ricerca scientifica continua a essere un settore di lavoro prevalentemente maschile», scrive Research.com, «e crediamo che le scienziate meritino pari opportunità di essere rappresentate e riconosciute per i loro risultati. La nostra speranza è quella di ispirare le ricercatrici, le donne che stanno pensando di intraprendere una carriera accademica e i decisori politici di tutto il mondo con l’esempio di donne di successo nella comunità della ricerca. Ci auguriamo che ciò contribuisca a fornire maggiori possibilità e pari opportunità alle donne nella scienza».