IL DECOLLO ALLE 7:47 ORA ITALIANA

Artemis: lanciato il razzo del ritorno alla Luna

Lanciato il razzo Sls di Artemis 1, la prima missione senza equipaggio del programma Artemis, diretta all'orbita lunare. Il lancio dello Space Launch System della Nasa è avvenuto dal Kennedy Space Center a Cape Canaveral. La prima manovra per mantenere la capsula Orion in rotta verso la Luna è prevista alle 16:51 ora italiana

     16/11/2022
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Il lancio dello Space Launch System che trasporta la navicella spaziale Orion, presso il Launch Pad 39B del Kennedy Space Center, in Florida, alle 1:47 ora locale del 16 novembre 2022. Crediti: Nasa/Bill Ingalls

Si è alzato in volo questa mattina, alle 7:47 ora italiana, il razzo Sls (Space Launch System) dalla base di lancio 39B presso il Kennedy Space Center della Nasa. Sfrecciando nel cielo notturno della Florida, il lanciatore più potente al mondo ha dato così inizio alla missione Artemis 1, che vedrà la capsula Orion spingersi fin oltre la Luna, per rientrare poi sulla Terra tra circa 25 giorni.

La missione, un test di volo senza equipaggio, è il primo e fondamentale segmento del programma Artemis per l’esplorazione della Luna, in vista della prossima missione, Artemis II, che riporterà gli astronauti sul nostro satellite naturale. Sarà il primo ritorno dell’umanità, e la prima volta per astronaute donne, sulla Luna dai tempi del programma Apollo, della cui ultima missione – l’Apollo 17 – ricorre il cinquantesimo anniversario proprio il prossimo dicembre.

«Questo test di volo senza equipaggio spingerà Orion ai limiti, nelle asperità dello spazio profondo, aiutandoci a prepararci per l’esplorazione umana della Luna e, infine, di Marte», ha dichiarato l’amministratore della Nasa Bill Nelson.

Dopo aver raggiunto la sua orbita iniziale, Orion ha dispiegato i pannelli solari e gli ingegneri hanno iniziato a eseguire i controlli dei sistemi del veicolo spaziale. Dopo circa un’ora e mezza di volo, il motore dello stadio superiore del razzo si è acceso con successo per circa 18 minuti per dare a Orion una potente spinta, necessaria a inviarlo fuori dall’orbita terrestre.

Orion si è separato dal suo stadio superiore ed è in rotta verso la Luna alimentato dal modulo di servizio, lo European Service Module fornito dall’Agenzia spaziale europea (Esa), uno dei partner internazionali del programma Artemis. Progettato e supervisionato dall’Esa, il modulo di servizio di Orion è la parte del veicolo spaziale che fornisce aria, elettricità e propulsione alla capsula. «Il modulo di servizio europeo e la navicella spaziale Orion provengono da decenni di eccellente collaborazione tra Esa e Nasa», ha commentato il Direttore generale dell’Esa, Josef Aschbacher. L’Europa, un partner importante del programma di esplorazione guidato dalla Nasa, sarà coinvolta nei prossimi anni con il lancio di moduli europei per costruire il Lunar Gateway, una nuova stazione spaziale internazionale in orbita attorno a Terra e Luna, e la partecipazione di astronauti europei all’esplorazione lunare entro la fine di questo decennio.

Il modulo di servizio eseguirà anche la prima di una serie di manovre per mantenere Orion in rotta verso la Luna circa otto ore dopo il lancio, alle 16:51 ora italiana. Nei prossimi giorni, i controllori di missione del Johnson Space Center della Nasa, a Houston, effettueranno ulteriori verifiche e correzioni di rotta, se necessario. Si prevede che Orion si avvicinerà alla Luna il 21 novembre, eseguendo un flyby della superficie lunare nel suo percorso verso quella che viene chiamata “orbita retrograda distante”, un’orbita altamente stabile che porterà la capsula a ben 64mila chilometri al di là della Luna, oltre le distanze raggiunte dalle missioni Apollo.

«Ci è voluto molto per arrivare qui, ma Orion è ora in viaggio verso la Luna», ha dichiarato Jim Free, vice amministratore associato della Nasa per l’Exploration Systems Development Mission Directorate. «Questo lancio di successo significa che la Nasa e i nostri partner sono sulla buona strada per esplorare lo spazio più lontano che mai a beneficio dell’umanità».

Nelle prossime ore, si dispiegheranno anche una serie di dieci piccoli satelliti, o cubesat: ciascuno di essi ha una missione dedicata allo studio del Sistema solare oppure alla dimostrazione di tecnologie che potrebbero giovare alla progettazione di future missioni per esplorare la Luna e oltre. Tra questi anche ArgoMoon, cubesat dell’Agenzia spaziale italiana (Asi) realizzato da Argotec, che fornirà alla Nasa le immagini significative a conferma della corretta esecuzione delle operazioni del vettore Sls, che al momento del rilascio dei CubeSat non potrà inviare segnali verso Terra.

«L’inizio di una nuova grande collaborazione internazionale che vede ancora una volta l’Italia e l’intera filiera industriale tra i protagonisti, continuando un percorso che ci ha resi nel tempo partner di eccellenza nella sfida dell’esplorazione spaziale», ha dichiarato il presidente dell’Asi, Giorgio Saccoccia. «Europa, Usa e molti altri paesi nel mondo uniti in unico obiettivo destinato al progresso di tutta l’umanità: tornare sulla Luna per restarci! A cinquant’anni dall’ultima missione Apollo, oggi, con Artemis I andiamo sulla Luna per fare nuove scoperte, imparare a vivere e lavorare oltre i confini del nostro pianeta. Questa missione rappresenta un grande momento per tutti coloro che stanno contribuendo a questo entusiasmante progetto, ma anche per tutti coloro che guardano allo spazio, alla tecnologia, al futuro con gli occhi di chi crede nell’ingegno umano e non smette di sognare».

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