PIATTO E PRIVO DI OSTACOLI, È UN LUOGO IDEALE PER LE OPERAZIONI DI ATTERRAGGIO

Campioni marziani, appuntamento a Three Forks

I primi campioni del suolo marziano arriveranno a Terra nel 2033. In attesa di essere spediti, saranno stoccati a Three Forks, una regione del cratere Jezero in cui il rover Perseverance della Nasa è arrivato oltre un anno fa. Le agenzie spaziali statunitense ed europea stanno collaborando per pianificare il complesso recupero dei campioni, che avverrà grazie a un nuovo lander e due piccoli elicotteri di supporto

     14/11/2022
Social buttons need cookies

Three Forks, il luogo scelto per il deposito temporaneo dei campioni marziani. Crediti: Nasa/Jpl-Caltech/University of Arizona/Usgs

I primi campioni di suolo marziano prelevati dal rover Perseverance nel corso della missione Mars 2020 da inviare a Terra proverranno dal cratere Jezero. Questa zona della superficie di Marte vicino al delta dell’antico fiume è stata già esplorata minuziosamente da Perseverance dal 2021, quando è atterrato nel cratere Jezero: in oltre tredici chilometri di perlustrazione, il rover ha già prelevato quattordici campioni di roccia e aria marziana. È quanto avvenuto nella prima fase della missione Mars Sample Return, articolata in diversi passaggi, con l’obiettivo di riportare a Terra i primi campioni scientifici dalla superficie di un altro pianeta. La posizione individuata per il deposito dei campioni, chiamata Three Forks, è piatta e priva di ostacoli, un punto ideale per le operazioni di manovra. Il piano è di depositare qui le dieci provette di campionamento.

«Non era mai successo prima d’ora che si selezionasse una serie di campioni provenienti da un altro pianeta e si predisponesse il loro ritorno sulla Terra», ricorda Thomas Zurbuchen, amministratore associato del Dipartimento missioni scientifiche della Nasa. «La Nasa e l’Esa hanno preso in esame il sito proposto e i campioni. Quando il primo contenitore sarà posizionato sulla superficie, sarà un momento storico per l’esplorazione spaziale».

Illustrazione artistica della missione Mars Sample Return. Crediti: Nasa

Il rientro dei campioni di Marte sulla Terra è previsto per il 2033, e i vari passaggi preliminari sono stati concordati lo scorso ottobre tra le agenzie spaziali americana ed europea, che hanno approvato il piano per depositare il primo set di campioni in superficie. In programma sono previsti due elicotteri da recupero invece che un nuovo rover di supporto. Una recente valutazione dell’affidabilità e dell’aspettativa di vita di Perseverance conferma infatti che il rover sarà in grado di fornire campioni al nuovo lander – il Sample Retrieval Lander – anche nel 2030. Nel frattempo, Perseverance sta raccogliendo due campioni da ciascuna tipologia di roccia: uno da depositare, appunto, nel luogo di stoccaggio sulla superficie come parte del set di campioni e un secondo da conservare all’interno del rover per essere consegnato direttamente al lander di recupero.

Il braccio robotico dell’Agenzia spaziale europea, il Sample Transfer Arm. Crediti: Leonardo/Maxon/GMV/ OHB Italia/ SAB Aerospace s.r.o

In questo processo, il ruolo dell’Agenzia spaziale europea è quello di fornire la necessaria assistenza con il Sample Transfer Arm, un braccio robotico di due metri e mezzo che raccoglierà i contenitori pieni del prezioso materiale e li trasferirà su un razzo per il lancio nell’orbita marziana. Nel caso in cui Perseverance non fosse in grado di consegnare i campioni al braccio robotico nel 2030 come stabilito, entreranno in gioco i due piccoli elicotteri schierati dal lander. Sempre europeo è poi l’Earth Return Orbiter, il primo veicolo spaziale interplanetario a catturare campioni in orbita e fare un viaggio di ritorno tra la Terra e Marte.

Inoltre, la comunità scientifica europea contribuisce alla scelta dei campioni da portare sulla Terra e dei metodi di analisi più adatti da utilizzare una volta giunti a destinazione. Finora, i migliori candidati sembrerebbero essere le rocce ignee e le rocce sedimentarie. Proprio la varietà dei campioni raccolti e la loro complessità sembra essere il punto di forza di questa selezione: «Portare questi campioni nei nostri laboratori ci consentirebbe di ottenere risultati scientifici rivoluzionari e comprendere in dettaglio la superficie da cui provengono (Jezero)», spiega Gerhard Kminek, scienziato a capo della missione Esa Mars Sample Return. «Potremmo anche saperne di più sulle condizioni ambientali di Marte in un momento in cui la vita è emersa sulla Terra e forse sul Pianeta Rosso».