IL FLYBY È PREVISTO PER GIOVEDÌ ALLE 11:44 ORA ITALIANA

Ritorno a Mercurio

Nel suo lungo viaggio interplanetario verso Mercurio, il prossimo 23 giugno la missione Esa-Jaxa BepiColombo incontrerà per la seconda volta il pianeta oggetto dei suoi futuri studi per un flyby gravitazionale. Si tratta tuttavia di un rapido sorvolo, il secondo di una serie di sei, in preparazione dell'ingresso in orbita a fine 2025. Con un commento di Gabriele Cremonese dell'Inaf

     20/06/2022
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Illustrazione di uno dei flyby di Mercurio da parte della sonda Esa-Jaxa BepiColombo. Crediti: Esa/Atg medialab

Giovedì 23 giugno la missione BepiColombo effettuerà il secondo sorvolo ravvicinato della sua destinazione finale: il pianeta Mercurio. Si tratta del quinto flyby della missione, dopo quelli di Terra e Venere nel 2020, un secondo in prossimità di Venere e il primo di Mercurio nel 2021. Malgrado questo fugace approccio, BepiColombo è ancora lungi dall’aver completato il suo viaggio: serviranno infatti altri quattro sorvoli del pianeta più interno del Sistema solare prima prima di poter inserire nella sua orbita le due sonde che compongono la missione, il Mercury Planetary Orbiter, o Mpo, dell’Agenzia spaziale europea (Esa) e il Mercury Magnetospheric Orbiter, o Mmo, dell’Agenzia spaziale giapponese (Jaxa), a fine 2025.

Come l’anno scorso, la manovra porterà BepiColombo a circa 200 chilometri dalla superficie di Mercurio, pari a metà della distanza della Stazione spaziale internazionale da Terra, raggiungendo il massimo avvicinamento alle 11:44 ora italiana. Lo scopo principale è quello di affinare la traiettoria della navicella, utilizzando l’effetto di fionda gravitazionale, ma il passaggio ravvicinato del pianeta permetterà anche di testare, un’altra volta, alcuni degli strumenti scientifici – quelli la cui visuale non è ostruita dalla configurazione di crociera. Durante il lungo viaggi, infatti, i tre moduli della missione – Mpo, Mmo e il Mercury Transfer Module, o Mtm – sono impilati l’uno sull’altro, il che permette di operare solo un numero limitato degli strumenti di bordo. Si prevedono dunque una serie di misure del campo magnetico, del plasma e delle particelle nell’ambiente di Mercurio, incluse alcune regioni inesplorate a cui le due sonde non avranno accesso una volta in orbita.

Anche se le camere ad alta risoluzione non potranno scattare immagini, non mancheranno i selfie, secondo il mantra di tanti forum online oggigiorno – “pics or it didn’t happen”, ovvero “se non ci sono foto, non è successo”. Le tre camere di monitoraggio (M-Cam) montate su Mtm sono pronte a immortalare la superficie del pianeta, insieme ad alcuni elementi della navicella che faranno capolino in primo piano, in una serie di istantanee in bianco e nero. In fase di avvicinamento, la navicella sorvolerà il lato notturno del pianeta, così le prime foto saranno realizzate a partire da cinque minuti dopo il massimo approccio, quando BepiColombo sarà a circa 800 chilometri da Mercurio. Queste prime immagini saranno trasmesse a Terra poche ore dopo il flyby, mentre le altre seguiranno tra giovedì 23 e venerdì 24 giugno, con l’obiettivo di rendere pubblica l’intera sequenza lunedì 27 giugno sul Planetary Science Archive dell’Esa.

La geometria del secondo flyby di Mercurio, le opportunità per scattare immagini con le M-Cam e gli strumenti scientifici attivi a bordo di BepiColombo. Crediti: Esa

«In preparazione del secondo flyby con Mercurio della missione BepiColombo, il team di Simbio-Sys ha supportato l’Esa nella definizione dei tempi di integrazione e della sequenza di immagini delle M-Cam, poste all’esterno del satellite», dice a Media Inaf  Gabriele Cremonese, ricercatore all’Istituto nazionale di astrofisica di Padova e principal investigator dello strumento Simbio-Sys, che è oscurato dalla presenza di Mtm e dunque non è operativo durante i flyby. «Anche in questo caso, Valentina Galluzzi ed Emanuele Simioni hanno simulato le acquisizioni e le regioni della superficie del pianeta che verranno osservate: un’attività che è stata molto apprezzata due settimane fa al congresso internazionale a Orléans su Mercurio, quando abbiamo mostrato i risultati e le immagini del flyby precedente».

https://twitter.com/daverothery/status/1534549084081733633

Dovrebbe essere possibile, quanto meno per quanto riguarda le immagini scattate a distanze più ravvicinate, identificare alcuni dei grandi crateri da impatto e altre importanti caratteristiche geologiche legate all’attività tettonica e vulcanica come scarpate, creste e pianure laviche sulla superficie di Mercurio, che conserva i segni di 4,6 miliardi di anni di storia del Sistema solare.

In questo secondo dei sei passaggi ravvicinati del piccolo pianeta, BepiColombo ne sorvolerà la superficie a una velocità relativa di 7,5 chilometri al secondo, rallentando rispetto al Sole di 1,3 chilometri al secondo e avvicinandosi gradualmente all’orbita di Mercurio. I prossimi flyby del pianeta sono previsti il 20 giugno 2023, il 5 settembre e 2 dicembre 2024, e infine il 9 gennaio 2025.