IMPORTANTI I SUOI CONTRIBUTI NELL’AMBITO DELLA PLANETOLOGIA

Addio a Maria Teresa Capria

La ricercatrice Maria Teresa Capria è venuta a mancare il 15 aprile scorso. Il ricordo di colleghi e amici

     27/04/2022

Maria Teresa Capria. Crediti: Patrizia Galliano / Media Inaf

Maria Teresa Capria ci ha lasciato nella notte di venerdì 15 aprile dopo una malattia lunga e crudele. Teresa ha lottato contro il suo male per più di 5 anni, e in tutto questo periodo non si è mai arresa affrontando dignitosamente ogni giorno un nemico insensibile con la determinazione e la tenacia che la caratterizzavano.

Questo tratto del carattere di Teresa ha contraddistinto tutta la sua carriera scientifica iniziata nella prima metà degli anni ’80 come giovane laureata in informatica presso l’Istituto di astrofisica spaziale che era stato scelto dal Cnr come nodo della rete di calcolo che doveva servire tutti gli Istituti dell’Italia meridionale. Marcello Fulchignoni era direttore dell’Ias: «Insieme a Teresa abbiamo sofferto tutta la burocrazia necessaria a far funzionare il nodo Cnr, insieme abbiamo poi scoperto le possibilità della prima rete informatica intercontinentale e, ancora, meraviglia delle meraviglie, abbiamo vissuto l’arrivo del personal computer, prima quelli fissi, formato apparecchio televisivo, poi i primi pesanti portatili. È stata Teresa ad insegnarmi come connettermi in rete e come gestire un portatile».

Ricorda Giovanni Valsecchi: «Marcello spedì Teresa e me, allora giovani ricercatori, a Milano a seguire un corso sull’architettura e sul software di array processors che avremmo acquisito a breve.  All’epoca la conoscevo appena, ed in quei giorni ebbi modo di vedere di che pasta era fatta: seria, gentile, sempre positiva e soprattutto determinata, come avrebbe dimostrato in tutta la sua carriera successiva».

Gli anni passati presso il Dlr (Deutsches Zentrum für Luft- und Raumfahrt) di Oberpfaffenhofen a lavorare con Gerhard Neukum, uno dei fondatori delle Scienze  Planetarie in Germania, hanno introdotto Teresa alla analisi di immagine applicata alla ricerca planetologica attraverso un software che allora rappresentava quanto di più avanzato nel settore del telerilevamento. Questa esperienza ha rafforzato la sua collaborazione con il gruppo di Planetologia dello Ias sulle tematiche dei Piccoli Corpi del Sistema solare che sarebbero successivamente diventate il nucleo centrale della sua attività scientifica. Ricorda ancora Marcello Fulchignoni: «Credo di aver avuto una qualche influenza su quella scelta. L’applicazione di un metodo di clustering ai dati di spettrofotometria di parecchie centinaia di asteroidi produsse una tassonomia degli asteroidi basata sulla loro composizione che è ancora un riferimento per la comunità internazionale. Questi furono gli inizi della nostra fruttuosa collaborazione e, soprattutto, della preziosa amicizia che ci ha legati a Teresa per oltre quaranta anni».

Il suo expertise informatico è stato il mezzo che le ha permesso di iniziare la collaborazione, ma sono state la passione e la dedizione che le hanno consentito di dare un importante contributo scientifico. A questo proposito Maria Cristina De Sanctis ricorda che «Teresa è stata una collega molto collaborativa e che metteva a disposizione degli altri le sue conoscenze. Abbiamo lavorato per anni alla messa a punto di un codice numerico per l’evoluzione termofisica di comete, un codice particolarmente complesso in cui la sua esperienza è stata essenziale. Ha sempre trovato delle soluzioni ai vari problemi che man mano emergevano e, grazie a lei, questo codice si è arricchito ed è diventato un punto di rifermento per la comunità che studia le comete. Ho imparato molto da lei, non solo per quanto riguarda la soluzione di equazioni complesse, ma soprattutto a non essere proprietaria delle proprie conoscenze ma a condividerle con gli altri».

Quando all’inizio degli anni ’90 sotto la guida di Angioletta Coradini alcuni membri del gruppo di Planetologia dello Ias hanno iniziato la nuova avventura della partecipazione alle missioni spaziali, Teresa ha subito messo a disposizione la sua expertise per assumere la responsabilità della archiviazione dei dati provenienti dallo strumento Virtis a bordo della sonda Rosetta. Fabrizio Capaccioni dice: «Dal 1995 e per tutta la durata del progetto Rosetta, ho potuto condividere con Teresa tanti viaggi di lavoro. Sono quelle situazioni, in attesa e durante il volo, in treno, a cena, in cui si ha molto tempo per parlare non soltanto di lavoro, ma anche, e principalmente, dei temi più vari. Ed era sempre gratificante e stimolante parlare con lei. Quei momenti mi hanno fatto enormemente apprezzare la sua grande varietà di interessi e la sua profonda cultura. Teresa era una perfetta compagna di viaggio sempre pronta all’inaspettato e sempre entusiasta. Ma c’è ovviamente di più; con Teresa, conosciuta dalla seconda metà degli anni ’80, eravamo quasi coetanei e con lei ho condiviso quella che credo si possa definire una “adolescenza professionale” che ha prodotto un legame profondo che resiste allo spazio e al tempo; è per me una perdita molto dolorosa».

Teresa ha anche lavorato sulla spettroscopia ad alta risoluzione di comete. Nei primi anni 2000 ha collaborato con alcuni colleghi giapponesi che la ospitarono per qualche mese al National Astronomical Observatory of Japan a Tokyo. Junichi Watanabe, vice-presidente dell’Iau, la ricorda con grande simpatia: «Teresa ha rappresentato un importante stimolo per tutti noi nel periodo passato in Giappone per la ricerca sulle comete, aiutando molti giovani ricercatori e ricercatrici».

L’esperienza fatta nell’ambito del progetto Rosetta ha aperto la strada ad una nuova avventura in collaborazione con l’Osservatorio di Padova nell’ambito del progetto Simbio-Sys su BepiColombo. A questo proposito Gabriele Cremonese la ricorda così: «Quando l’Esa ha selezionato la missione BepiColombo, nell’autunno del 2000, insieme a Teresa riuscimmo ad ottenere un piccolo finanziamento dell’Asi per lo studio di una camera per osservare la superficie del pianeta, forse il primo finanziamento italiano per la missione. Nel 2001 ebbi l’idea di una stereo camera, che piacque molto a Teresa. Iniziammo a lavorare per costituire un team e prepararci a rispondere all’Announcement of Opportunity dell’Esa nella primavera del 2004. Si costituì Simbio-Sys di cui la stereo camera (Stc) faceva parte. Teresa iniziò subito a lavorare ad un simulatore di Stc attorno a Mercurio per comprendere la strategia per effettuare il Global Mapping. È stato un lavoro pioneristico, fondamentale per definire il design finale dello strumento. Ho perso una cara amica e un membro importante del team di Simbio-Sys ».

La preparazione scientifica e la perseveranza di Teresa mitigata da una serenità che non era mai arrendevolezza, da una chiara visione dell’obiettivo, e da una capacità di dare giudizi equilibrati e ben meditati l’hanno resa molto apprezzata nei comitati e gruppi di lavoro. Solo per ricordare alcuni dei suoi incarichi, è stata membro del Consiglio scientifico dell’Inaf dal 2016 al 2020, membro del team AstRoMap (Astrobiology and Planetary Exploration Road Mapping) un progetto Fp7 della Commissione europea, è stata la responsabile italiana dell’ambizioso programma Europlanet (finanziato nel programmi Ue Fp6, Fp7 e Horizon 2020), la prima rete di ricercatori europei nell’ambito della planetologia, allo scopo di promuovere questa disciplina scientifica con varie iniziative, dallo scambio di ricercatori alla messa di disposizione di osservatori e laboratori, nonché alla organizzazione del congresso europeo di planetologia, di cui è stata chair dal 2014 al 2019. Attualmente ricopriva un ruolo importante nella struttura direttiva del Cospar (COmmittee for SPAce Research) come Chair della Commissione Scientifica B: Space Studies of the Earth-Moon System, Planets, and Small Bodies of the Solar System. È stata infine la persona che più si è spesa per dare vita alla Società Italiana di Scienze Planetarie, formatasi da pochi mesi, di cui era la Presidente in carica.

Teresa è stata una figura accogliente e rassicurante per i giovani ricercatori, prodiga di suggerimenti e consigli, sempre disponibile a collaborare, mai prevaricatrice e ricercatrice appassionata del suo lavoro.

Questo insegnamento è quello che dovremmo portare nei nostri cuori, ci mancherai Teresa.