SI CERCANO ALTERNATIVE ALLA MISSIONE CONGIUNTA CON ROSCOSMOS

Rosalind pronto per Marte, l’Esa non demorde

Il rover Rosalind Franklin, fa sapere l’Esa, avrebbe potuto rispettare l’opportunità di lancio originalmente prevista per il 20 settembre 2022, sfumata con la sospensione della collaborazione con Roscosmos per via della guerra in Ucraina. L’Esa è ora impegnata a cercare altre opzioni per portare comunque su Marte il rover, al momento ancora in Italia. Con un commento di Maria Cristina De Sanctis (Inaf), responsabile scientifica dello strumento Ma_Miss a bordo del veicolo

     05/04/2022
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Il rover Rosalind Franklin della missione ExoMars 2022 è tecnicamente pronto per il lancio. Ad annunciarlo con un tweet datato 28 marzo è stata la stessa Agenzia spaziale europea, l’Esa, a valle della riunione per la System-Qualification and Flight Acceptance Review, incontro avvenuto con lo scopo di verificare lo stato di completamento della missione che vede anche una forte partecipazione italiana.

Al termine dell’incontro il comitato di revisione Esa ha affermato che il veicolo spaziale sarebbe stato pronto per la spedizione tempestiva al sito di lancio e che il programma aveva un margine di tempo sufficiente per rispettare l’opportunità di lancio fissata per il 20 settembre 2022; opportunità svanita a causa del conflitto in Ucraina.

Come parte del programma ExoMars, la missione Esa ExoMars 2022 era cominciata come sforzo di collaborazione tra l’Esa e l’Agenzia spaziale russa Roscosmos: l’Esa avrebbe fornito il rover, Roscosmos avrebbe fornito i servizi di lancio, compreso il vettore e il lander Kazachok, che avrebbe portato Rosalind Franklin sulla superficie del Pianeta rosso.

Il rover della missione ExoMars visto frontalmente. Crediti: Esa/Mlabspace

Con l’inizio della guerra in Ucraina voluta dalla Russia, il Consiglio dell’Agenzia spaziale europea riunitosi a Parigi il 16 e 17 marzo scorso ha tuttavia deciso di sospendere la collaborazione con l’agenzia spaziale guidata da Dmitry Rogozin, e con essa la missione ExoMars. La conseguenza di ciò è che, nonostante il rover sia pronto ad affrontare l’ambiente marziano, per il momento rimane bloccato a terra in attesa di sapere quali saranno le sorti che lo attendono.

«Il rover di Exomars è ufficialmente pronto per il lancio, dopo aver superato gli ultimi test e le ultime verifiche, anche attraverso una dettagliata review di tutti i sistemi e sottosistemi che lo compongono. In questi giorni, infatti, il rover sarebbe dovuto partire per la base di lancio, dove sarebbe poi rimasto fino alla partenza per Marte», dice a Media Inaf  Maria Cristina De Sanctis, ricercatrice dell’Istituto nazionale di astrofisica e responsabile scientifico dello strumento Ma_Miss (Mars Multispectral Imager for Subsurface Studies), uno spettrometro miniaturizzato – integrato nel trapano di ExoMars – che permetterà di caratterizzare la composizione del suolo marziano perforando fino alla profondità di due metri.

«Anche gli strumenti hanno finito tutti gli ultimi test e verifiche e sono anche essi ready to go», aggiunge De Sanctis. «Naturalmente, data la decisione dell’Esa e l’incertezza del momento, il rover e gli strumenti sono ancora in Italia. I team di missione e quelli degli strumenti continuano sia le attività scientifiche che quelle di supporto alla missione. Per quanto riguarda Ma_Miss, al momento non si pensa di cambiare il cronoprogramma delle attività scientifiche legate allo strumento. Abbiamo un laboratorio molto ben attrezzato per la misura degli analoghi di Marte in condizioni molto simili a quelle che Ma_Miss si troverà ad affrontare una volta sul Pianeta rosso e il team sta acquisendo dati molto interessanti su vari campioni rappresentativi del sottosuolo di Marte. In particolare, si stanno per misurare nuovi campioni contenente materiale organico. Queste misure, insieme ad altre già fatte e in programma nei prossimi mesi, ci guideranno alla interpretazione dei dati di Marte allo scopo di individuare materiale organico con Ma_Miss».

Immagine che mostra il rover Rosalind Franklin in una configurazione stivata sulla piattaforma scientifica Kazachok che avrebbe dovuto portarlo sulla superficie del Pianeta rosso. Crediti: Thales Alenia Space

Il rover verrà ora trasportato in un sito della Thales Alenia Space in Italia, in attesa di ulteriori istruzioni attese da uno studio industriale, deciso e voluto dagli Stati membri dell’Esa durante la riunione del Consiglio dell’Agenzia, utile per definire meglio le opzioni disponibili per tentare di implementare la missione in un futuro lancio.

Si tratta di uno studio di fattibilità che «durerà tre mesi – dovrebbe terminare dunque all’inizio di luglio – e ha l’obiettivo di trovare il modo più efficace, in termini di tempo e risorse, per far atterrare Rosalind Franklin su Marte», spiega in un tweet il Direttore generale dell’agenzia spaziale europea, Josef Aschbacher, rispondendo alla domanda di un utente sull’account twitter del magazine tedesco Bericht aus Berlin.

Il rover Rosalind Franklin di Esa ha un potenziale unico per cercare prove della vita passata su Marte grazie al suo trapano – costruito in Italia da Leonardo e al cui al cui interno, come detto, è integrato Ma_Miss – in grado di penetrare il suolo marziano fino a due metri di profondità alla ricerca di potenziali tracce di vita, e al suo laboratorio. Sarà anche il primo rover a utilizzare nuove tecniche di guida, tra cui la camminata su ruote, per superare gli ostacoli.

L’Esa cercherà di effettuare il lancio del rover il prima possibile, compatibilmente con la rapidità con cui verranno sviluppate tecnologie per supportare una missione a guida europea, o in collaborazione con altri partner internazionali, e la disponibilità di lanciatori, come Vega C e Ariane 6, e siti di lancio compatibili.

«Spero che i nostri Stati membri decideranno che questa non è la fine di ExoMars, ma piuttosto una rinascita della missione, che forse funge da innesco per sviluppare una maggiore autonomia europea», osserva David Parker, Direttore dell’esplorazione umana e robotica dell’Esa. «Contiamo su team brillanti, competenze in tutta Europa e collaborazioni con partner internazionali per rimodellare e ricostruire la missione. Il team è impegnato e concentrato sulla definizione dei prossimi passi per assicurare di portare questo incredibile rover su Marte affinché possa completare il lavoro per cui è stato progettato».

«Oggi affrontiamo sfide senza precedenti, ma sono fiducioso che insieme i nostri Stati membri possano costruire per l’Europa una capacità più forte e ancora più solida», ha dichiarato in un altro tweet Aschbacher, e nel comunicato allegato allo stesso tweet ha sottolineato «la determinazione dell’Agenzia a garantire che il lavoro dell’Esa nello spazio non venga fatto deragliare dai tragici eventi in Ucraina». Sul fronte delle sanzioni, «l’Esa continua ad applicare le restrizioni alla Russia decise dai suoi Stati membri e a valutarne l’impatto sui programmi in corso», continua Aschbacher, «lavoro che prosegue in stretto coordinamento con i partner industriali e internazionali».

Nel frattempo, l’ExoMars Trace Gas Orbiter (Tgo), l’altra sonda della missione Exomars, in orbita attorno a Marte dal 2016, continua a trasmettere la maggior parte dei dati dal Pianeta rosso, dai rover Curiosity e Perseverance della Nasa e dal suo Insight. Tgo ha una notevole quantità di carburante a bordo, il che significa che in futuro potrebbe anche sostenere il trasferimento di dati del rover ExoMars e la campagna Mars Sample Return. Il contributo che la missione europea ExoMars sta già dando con il Trace Gas Orbiter allo studio di Marte è determinante, e lo sarà ancor di più con l’arrivo del rover Rosalind Franklin.