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Viaggio nello spettro elettromagnetico

Oggi termina il nostro viaggio nello spettro elettromagnetico, che vi ha tenuto compagnia per otto settimane. Attraverso otto video della Nasa in versione italiana, avete approfondito la conoscenza delle onde elettromagnetiche, i loro comportamenti e il modo in cui gli scienziati visualizzano i dati scientifici. E avete scoperto che molto, per non dire l'essenziale, è invisibile agli occhi

     04/06/2021
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Lo spettro elettromagnetico. Crediti: Nasa

Con oggi termina il nostro viaggio nello spettro elettromagnetico: otto video della Nasa che vi abbiamo proposto in versione italiana, con i quali avete scoperto le onde elettromagnetiche, i loro comportamenti e il modo in cui gli scienziati visualizzano i dati scientifici raccolti grazie a queste radiazioni. Ogni regione dello spettro elettromagnetico è stata descritta e illustrata con diversi esempi, dal campo astrofisico alle applicazioni pratiche nella vita di tutti i giorni.

Nell’introduzione allo spettro elettromagnetico abbiamo visto come l’energia elettromagnetica viaggia sotto forma di onde che coprono uno spettro molto ampio, dalle onde radio molto lunghe ai raggi gamma molto corti.

Le onde radio – la radiazione elettromagnetica caratterizzata dalle lunghezze d’onda più lunghe – possono trasportare melodie da una stazione radio, così come importanti informazioni su oggetti astrofisici anche lontanissimi.

Le microonde, capaci di penetrare attraverso le nuvole, la polvere, il fumo, la neve e la pioggia, sono ideali per i satelliti impiegati nelle telecomunicazioni. Inoltre, abbiamo visto come queste onde siano anche utilizzate da strumenti scientifici – attivi e passivi – che si occupano di studiare sia la Terra che il cielo.

Abbiamo dato uno sguardo alle onde infrarosse, con lunghezze d’onda appena oltre lo spettro visibile della luce: dal vicino infrarosso, utilizzato nei telecomandi, al lontano infrarosso che può essere percepito come calore. Gli scienziati, studiando gli oggetti che riflettono, trasmettono e assorbono la radiazione solare del vicino infrarosso, possono monitorare la salute della vegetazione e la composizione del suolo.

Non poteva mancare, ovviamente, la luce visibile: quella piccolissima parte dello spettro elettromagnetico che possiamo vedere con i nostri occhi.

Quando l’intero spettro della luce visibile viaggia attraverso il vetro di un prisma, le lunghezze d’onda vengono separate nei colori dell’arcobaleno. Crediti: Nasa

Le onde ultraviolette, la cui lunghezza d’onda è un pochino più corta della luce visibile. Abbiamo visto come il Sole sia una sorgente dell’intero spettro delle radiazioni ultraviolette e come la maggior parte di queste radiazioni viene bloccata dall’atmosfera. Grazie alle onde ultraviolette, gli scienziati studiano le stelle, le galassie e la composizione dell’atmosfera terrestre.

Molto più energetici, i raggi X fortunatamente vengono bloccati dall’atmosfera terrestre. Gli scienziati pertanto usano i satelliti per osservare la radiazione X proveniente da galassie e stelle, come il Sole.

Infine, oggi è stata la volta dei raggi gamma, i più energetici di qualsiasi onda nello spettro elettromagnetico, prodotti dagli oggetti più caldi e dai fenomeni più violenti dell’universo.

Tutto questo è lo spettro elettromagnetico, senza il quale non esisterebbe la vita. L’umanità è stata per molto tempo limitata dai soli sensori che la natura le ha regalato ma ora possiamo dire, anche grazie all’astrofisica, che possiamo “vedere” in ogni banda dello spettro elettromagnetico. E scoprire che molto è invisibile agli occhi.

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