È STATO IL FLYBY ASTEROIDALE PIÙ RAVVICINATO MAI OSSERVATO

Record da mancata collisione: asteroide a 2950 km

Domenica 16 agosto un piccolo asteroide di pochi metri di diametro è passato a meno di tremila km dalla superficie terrestre. Si tratta del flyby più stretto mai registrato per un asteroide near-Earth. Anche nel caso di una collisione, comunque, l'asteroide era talmente piccolo che – probabilmente – si sarebbe completamente disintegrato in atmosfera

     19/08/2020
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La traccia lasciata dall’asteroide 2020 Qg nell’immagine della scoperta. Crediti: Ztf/Caltech Optical Observatories

Mentre orbita attorno al Sole, la Terra non è sola nello spazio: sappiamo che si trova a navigare in mezzo a una vera e propria nube di asteroidi near-Earth che, sul medio periodo, in parte sono destinati a collidere con il nostro pianeta. Gli asteroidi near-Earth non sono tutti uguali. Sono pochi quelli più grandi di 1 km di diametro (solo 1000), ma a mano a mano che si scende con le dimensioni, il loro numero aumenta in modo esponenziale. La popolazione di asteroidi con pochi metri di diametro è stimata essere di centinaia di milioni di oggetti. Per questo motivo, capita abbastanza frequentemente che piccoli asteroidi facciano dei passaggi ravvicinati con la Terra (flyby), o che colpiscano direttamente il nostro pianeta, come nel famoso caso di 2008 Tc3. Nel recentissimo caso di 2020 Qg (alias Ztf0DxQ) si è trattato del flyby più stretto mai fatto da un asteroide near-Earth.

2020 Qg è stato scoperto il 16 agosto 2020 alle 10:23 Ut dalla Zwicky Transient Facility (Ztf) di Monte Palomar. La Ztf è costituita da un telescopio di tipo Schmidt da 122 cm di diametro accoppiato con una camera Ccd a grande campo in grado di riprendere simultaneamente 47 gradi quadrati di cielo. Con la Ztf ogni ora viene scansionata un’area di cielo equivalente al 10 per cento dell’intera sfera celeste, fino alla magnitudine +20,5. Si tratta di uno strumento adatto per rilevare i fenomeni transienti del cielo come supernove, outburst di comete o gli asteroidi prossimi alla Terra. Al momento della scoperta, 2020 Qg brillava con una magnitudine apparente di +17,8 (circa 52mila volte più debole delle stelle appena visibili a occhio nudo), ed era abbastanza veloce sulla sfera celeste da lasciare una traccia allungata sull’immagine della Ztf.

Poteva essere un asteroide near-Earth come tanti se ne scoprono ogni notte. In realtà, determinandone l’orbita, si è capito che, circa 6 ore prima di essere scoperto, l’asteroide era passato a soli 2950 km al di sopra della superficie terrestre. Il flyby, avvenuto alla velocità relativa di circa 12 km/s, si è verificato al di sopra dell’Oceano Indiano alle 04:10 Ut del 16 agosto, in pieno giorno. Ed è proprio questo il motivo che ha impedito la scoperta preventiva dell’asteroide: è arrivato dal lato diurno, come l’asteroide che ha dato luogo alla storica caduta di Chelyabinsk. Quello di 2020 Qg è il flyby più stretto mai osservato per un asteroide near-Earth, un vero e proprio record.

L’asteroide ci ha dunque sfiorati, ma anche se fosse stato in rotta di collisione con la Terra non ci sarebbe stato nessun pericolo: le dimensioni stimate per 2020 Qg sono comprese fra 3 e 6 metri di diametro, un corpo modesto che – ipotizzando una composizione rocciosa – si sarebbe disintegrato nell’atmosfera terrestre dando vita a un bel bolide molto luminoso, come quelli di cui va a caccia il progetto Prisma coordinato dall’Inaf. Tutto bene, dunque: non sono i corpi come 2020 Qg a costituire un rischio per la vita sulla Terra, ma i sui fratelli maggiori a partire dai 100 metri di diametro a salire, che sono diversi milioni e – per la maggior parte – ancora sconosciuti.

Rappresentazione grafica del flyby di 2020 Qg con la Terra. Notare come il passaggio sia avvenuto sopra l’emisfero diurno. Crediti: Nasa/Jpl-Caltech

Dopo il flyby con la Terra l’orbita eliocentrica di 2020 QG si è modificata e, almeno per i prossimi decenni, passaggi così ravvicinati sono da escludere. Un bel record da segnare sul calendario, in attesa che venga infranto.