UN ULTERIORE PASSO VERSO LA RICERCA DI PIANETI ABITABILI

Alla ricerca del pianeta perduto

Utilizzando i telescopi Ngts, un team di ricercatori ha progettato un nuovo metodo per individuare i pianeti con un periodo di rotazione attorno alla propria stella molto lungo, rilevando nuovamente il pianeta Ngts-11b – scoperto da Tess nel 2018 – tra centinaia di mondi perduti. La riscoperta di questi pianeti potrebbe spianare la strada alla ricerca di mondi nella zona abitabile di lontani sistemi planetari. Tutti i dettagli su ApJ Letters

     22/07/2020
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I telescopi NGTS (Next-Generation Transit Survey) in Cile.

La maggior parte dei pianeti extra-solari confermati fino a oggi, possiede un periodo di rotazione attorno alla propria stella molto breve e vengono individuati dai ricercatori attraverso l’uso di metodi che registrano i mutamenti di luminosità nella stella che si sta osservando. A volte però può succedere che il periodo di rotazione di un pianeta, appena individuato, sia molto più lungo e venga rilevato una sola volta prima di uscire dal campo di osservazione dei telescopi e considerato “perduto”.

In un nuovo studio pubblicato su Astrophysical Journal Letters, gli astronomi dell’Università di Warwick hanno sperimentando un nuovo metodo per rintracciare e caratterizzare questi mondi, nella speranza di trovare pianeti con temperature più stabili – come quelli nel nostro Sistema solare – e persino potenzialmente abitabili.

Il pianeta “ritrovato” oggetto dello studio si chiama Ngts-11b (Toi-1847 b) e si trova in un sistema planetario lontano 620 anni luce da noi; possiede dimensioni e massa simili a quelle di Saturno, con un periodo di rotazione di trentacinque giorni, ed è cinque volte più vicino alla sua stella di quanto lo sia la Terra dal Sole. Ngts-11b era stato originariamente individuato nel 2018 –  durante una ricerca di pianeti condotta dal team dell’Università di Warwick – utilizzando i dati del telescopio Tess (Transiting Exoplanet Survey Satellite) della Nasa. 

Per individuare i pianeti, Tess utilizza il metodo dei transiti, scansionando e analizzando grandi porzioni di cielo per 27 giorni. Ciò significa che molti dei pianeti che possiedono un periodo di rotazione più lungo, vengono registrati nei dati raccolti da Tess una sola volta e, senza una seconda osservazione, il pianeta viene perduto di vista. 

I ricercatori hanno continuato a seguire uno di questi pianeti “perduti” usando i telescopi Ngts (Next-Generation Transit Survey) in Cile e osservando la stella per settantanove notti, fino a che il pianeta Ngts-11b è stato registrato una seconda volta, quasi un anno dopo il primo transito rilevato.

«Inseguendo quel secondo transito abbiamo trovato un pianeta di lungo periodo. È il primo di molti di questi ritrovamenti che si spera spingano alla ricerca di questi pianeti», dice Samuel Gill del Dipartimento di Fisica dell’Università di Warwick. «Scoperte del genere sono rare ma importanti, dal momento che ci consentono di trovare pianeti con periodi orbitali più lunghi di quelli che altri astronomi stanno trovando. Questi pianeti sono più freddi, più simili ai pianeti del nostro Sistema solare. Ngts-11b ha una temperatura più fredda di Mercurio e Venere, pari a centosessanta gradi Celsius. Sebbene il pianeta sia ancora troppo caldo per supportare la vita come la conosciamo, rispetto a molti pianeti precedentemente scoperti e che in genere hanno temperature superiori a mille gradi Celsius, è più vicino alla zona abitabile».

Trovarsi nella zona abitabile consentirebbe a un pianeta – o a una luna – di possedere acqua liquida; dunque bisogna trovarsi non troppo vicino alla stella, né troppo lontano.

«Questo pianeta ha un’orbita di trentacinque giorni, che è un periodo molto più lungo di quanto normalmente rilevato in altri pianeti», dice Daniel Bayliss dell’Università di Warwick. «È emozionante avere sotto gli occhi la zona di abitabilità di un sistema planetario».

«Il transito originale è apparso solo una volta nei dati di Tess, ed è stato il minuzioso lavoro investigativo del nostro team che ci ha permesso di ritrovarlo un anno dopo con Ngts», spiega Pete Wheatley dell’Università di Warwick. «Ngts ha dodici telescopi all’avanguardia, che significa che possiamo monitorare più stelle per mesi e mesi, alla ricerca di pianeti perduti. La diminuzione della luminosità durante il transito è solo dell’uno per cento e si verifica solo una volta ogni 35 giorni, rendendo la sua osservazione fuori dalla portata di altri telescopi».

«Esistono centinaia di singoli transiti rilevati da Tess che monitoreremo con questo metodo», conclude Gill. «Questo ci permetterà di scoprire esopianeti più freddi, di tutte le dimensioni, compresi i pianeti più simili a quelli del nostro Sistema solare. Alcuni di questi saranno piccoli pianeti rocciosi nella zona abitabile, abbastanza freddi da ospitare oceani di acqua liquida e, potenzialmente, anche la vita extraterrestre».

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