COMPLICE IL CORONAVIRUS CHE STA COLPENDO GLI USA

Ancora un rinvio per il lancio del Jwst

Ancora un rinvio per l’erede del telescopio spaziale Hubble, il James Webb Space Telescope. La decisione della Nasa di rimandare il lancio al 31 ottobre 2021 è stata dettata dall'impatto delle maggiori misure di precauzione imposte dalla diffusione del Covid-19 che sta affliggendo gli Stati uniti

     20/07/2020
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Segnatevi questo giorno: 31 ottobre del 2021. È la nuova data, speriamo sia quella definitiva, scelta per il lancio del più grande e complesso telescopio spaziale mai costruito, il James Webb Space Telescope. A comunicarla è la Nasa, in un tweet in cui sono riportate anche le motivazioni del rinvio rispetto alla data del 30 marzo 2021 precedentemente fissata: la pandemia di coronavirus che purtroppo imperversa negli Usa e altre sfide tecniche che si sono verificate in itinere.

Tra i fattori che hanno portato l’agenzia spaziale statunitense a prendere questa decisione – basata sulla valutazione dei rischi nel portare avanti le restanti attività di integrazione del telescopio e gli ultimi test  prima del lancio –  c’è l’impatto delle maggiori misure di precauzione imposte dall’emergenza Covid- 19, la conseguente riduzione del personale presso le strutture e l’impossibilità di lavorare su più turni. Lo si legge nel comunicato stampa diffuso poco dopo dall’agenzia spaziale. Per vedere il prossimo osservatorio spaziale a infrarossi della Nasa nello spazio ci tocca dunque attendere ancora un bel po’.

Il James Webb Space Telescope della NASA nella camera sterile della Northrop Grumman, il principale partner industriale della Nasa per la missione, Redondo Beach (California), dove è stato sottoposto, superandolo con successo, al test completo dei sistemi. Crediti: NASA / Chris Gunn

«La perseveranza e l’innovazione di tutto il team del James Webb Telescope ci ha permesso di lavorare in situazioni difficili che non avremmo potuto prevedere nel nostro percorso per lanciare questa missione senza precedenti» sottolinea nel comunicato Thomas Zurbuchen, associate administrator al Dipartimento delle missioni scientifiche della Nasa a Washington. «Il telescopio James Webb è l’osservatorio spaziale più complesso al mondo» continua Zurbuchen «ed è la nostra priorità scientifica. Per fare progressi anche durante la pandemia abbiamo lavorato sodo. Il team continua ad essere concentrato sui traguardi e sulle soluzioni tecniche che ci porteranno alla nuova data di lancio».

Nonostante questi ritardi imposti dall’emergenza sanitaria, il James Webb non necessiterà di ulteriori fondi per completare lo sviluppo, fa sapere inoltre la Nasa, ma utilizzerà i finanziamenti del programma esistenti, per rimanere entro il limite dei costi di 8,8 miliardi di dollari.

«Sulla base delle attuali proiezioni, il programma prevede di completare il lavoro rimanente senza richiedere fondi aggiuntivi», sottolinea Gregory Robinson, direttore del programma Webb alla Nasa . «Dopo aver ripreso le operazioni di preparazione per i test ambientali finali di quest’estate -prosegue Robinson – stiamo facendo importanti progressi nella preparazione per il lancio di questo complesso osservatorio».

Il team di ingegneri, nonostante le restrizioni imposte dalla pandemia da coronavirus, sta infatti lavorando per completare una serie di test ambientali, essenziali affinché il telescopio spaziale sia idoneo al lancio. La settimana scorsa, già assemblato nella sua forma definitiva, il telescopio ha completato con successo il Comprehensive Systems Test, che assicura che tutti i componenti hardware e software di cui il telescopio è costituito comunichino e funzionino all’unisono per raggiungere il successo della missione.

Illustrazione artistica del James Webb Space Telescope ripiegato all’interno dell’ogiva del razzo Ariane 5. Crediti: Esa – D. Ducros

Un risultato importante, questo, che consente agli ingegneri di prepararsi per i prossimi test ambientali, acustici e di vibrazione, programmati per agosto. Completati anche questi, il team eseguirà un ultimo Comprehensive Systems Test. Se anche questo darà i risultati sperati, all’inizio del prossimo anno il telescopio James Webb sarà piegato come un “origami” per essere inserito  all’interno del payload fairing del vettore Ariane V, il “bagagliaio” posto sulla cima del lanciatore, pronto per la spedizione sul sito di lancio: la base di Kourou, nella Guyana Francese. Da lì inizierà il suo viaggio verso il punto langrangiano L2 del sistema Terra-Sole, a 1.5 milioni di km di distanza dalla Terra, raggiunto il quale dispiegherà il suo gioiello: l’enorme specchio primario placcato in oro da 6.5 ​​metri di larghezza – quasi tre volte quello di Hubble – per rilevare la debole luce di stelle e galassie lontane.

«Webb è stato costruito sulle incredibili eredità dei telescopi spaziali Hubble e Spitzer per osservare l’universo a infrarossi ed esplorare ogni fase della storia del cosmo», ricorda  Eric Smith, scienziato del programma Webb della Nasa. «L’osservatorio rileverà la luce dalla prima generazione di galassie che si sono formate nell’universo primordiale dopo il big bang e studierà le atmosfere degli esopianeti vicini per possibili segni di abitabilità».

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