RIPARAZIONI, CONTROLLI E AGGIORNAMENTI

ExoMars 2022: nuovi test in vista sui paracadute

Ingegneri e scienziati che lavorano alla seconda missione ExoMars, con lancio previsto non più nel 2020 bensì nel 2022, approfittano del tempo a disposizione per aggiornare e apportare modifiche a diversi strumenti del rover e del lander. Grande attenzione ai nuovi paracadute che saranno in dotazione al modulo di discesa: test ad alta quota per settembre

     18/05/2020
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Lo spiegamento del paracadute di 35m della prossima missione ExoMars è stato sottoposto a un test di lancio a bassa quota all’inizio di maggio. Crediti: Esa/I. Barel

Dopo che l’Agenzia spaziale europea e la Roscosmos Space Corporation hanno annunciato ufficialmente l’ulteriore rinvio del lancio del secondo ExoMars al 2022, i tecnici che lavorano alla missione approfittano di questo lungo lasso di tempo per apportare modifiche, riparare, sostituire, effettuare test sugli strumenti che compongono la missione marziana. Fra le cause del rinvio, quella principale è un problema ai paracadute riscontrato l’anno scorso durante alcune prove con questi componenti, cruciali per far arrivare sulla superficie di Marte il lander di ExoMars – costituito dal rover Rosalind Franklin (progettato per esplorare il pianeta alla ricerca di segni di vita) e dalla piattaforma di superficie Kazachok (alla quale spetterà il monitoraggio dell’ambiente locale del sito di approdo). Per questo motivo, sono in corso i preparativi per ulteriori test sui quattroparacadute da destinare a ExoMars, oltre che riparazioni di altri strumenti.

I due paracadute principali, ciascuno con il proprio paracadute pilota per l’estrazione, sono fondamentali per rallentare il modulo di discesa di ExoMars prima dell’atterraggio sul Pianeta rosso, perché tutta la missione si giocherà in quei sei minuti: il modulo passerà da una velocità di circa 21 mila km/h nel corso del rientro atmosferico a un atterraggio morbido

La sequenza di dispiegamento dei due paracadute pilota e dei due paracadute principali (di 15 e 35 metri) della seconda missione ExoMars. Crediti: Esa

Le nuove sacche per il contenimento e il rilascio dei paracadute sono state dichiarate idonee per i test di lancio ad alta quota, rimandati comunque a settembre 2020 a causa delle restrizioni imposte dalla pandemia da nuovo coronavirus. Nel frattempo i test di estrazione sono andati a buon fine, dimostrando di riuscire a evitare lacerazioni a una velocità di espulsione di 200 km/h. In tutto, da novembre 2019 a gennaio 2020, sono stati effettuati sei test di estrazione presso il Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, California.

Altre modiche saranno effettuate sui pannelli solari che serviranno al rover per sopravvivere alle gelide (a dir poco) notti su Marte. All’inizio del 2020, dopo alcuni test ambientali, erano state rilevate delle crepe; per questo motivo, presso gli stabilimenti della Airbus nel Regno Unito, verranno installati dei nuovi sistemi di chiusura per rinforzare l’interfaccia fra i pannelli solari e le staffe di sostegno.

The Rosalind Franklin rover of the joint Esa-Roscosmos ExoMars mission completed a series of environmental tests at the end of 2019 at Airbus, Toulouse, France. Crediti: Airbus

Il modello di volo del rover, che si trova attualmente nella sede di Thales Alenia Space di Torino, verrà sottoposto a operazioni di manutenzione ordinaria, come carica della batteria e controlli microbiologici rigorosi, fondamentali per assicurarsi che la missione non introduca batteri terrestri su Marte.

Alcune parti elettroniche secondarie del Mars Organic Molecule Analyser (Moma) verranno sostituite: il Moma è uno strumento in grado di rilevare molecole organiche e di svolgere indagini sulla potenziale origine, evoluzione e distribuzione della vita su Marte. Sostituzione in programma anche per lo spettrometro all’infrarosso Infrared Spectrometer for ExoMars (Isem), che analizzerà i minerali presenti sulla superficie del pianeta: a prendere il suo posto sarà la copia di riserva, che ha dimostrato di avere una migliore performance nei test. Aggiornamenti del software, invece, per il Close-Up Imager (Clucpi), una delle telecamere poste sulla sommità della trivella del rover destinata a raccogliere immagini a colori ad alta risoluzione delle rocce e del suolo marziano.