IL PUNTO DELLA SITUAZIONE CON GÜNTHER HASINGER

ExoMars ed Euclid, fra collaudi e incertezze

Sono settimane decisive, quelle che ci attendono, per conoscere la sorte della missione russo-europea ExoMars 2020, il cui lancio, programmato per luglio, potrebbe venir rimandato a causa di problemi con i paracadute. Ma anche la missione Euclid è alle prese con un contrattempo. Ne parliamo con Günther Hasinger, direttore delle Attività di scienza dell’Esa

     05/03/2020
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Il rover Rosalind di ExoMars 2020. Crediti: Esa/N. Vicente

Mentre la Nasa si appresta a dare un nome al suo rover Mars 2020, il cui countdown è già iniziato sul web, la missione ExoMars 2020 dell’Agenzia spaziale europea (Esa) – pur anch’essa con lancio programmato per il prossimo mese di luglio, non è ancora uscita dalle fase di stallo nella quale il progetto si era incagliato a seguito dei problemi emersi durante i collaudi dei paracadute che dovrebbero depositare dolcemente il rover Rosalind sulla superficie marziana. Come stanno procedendo le cose? Per fare il punto della situazione, Media Inaf ha intervistato il direttore delle Attività di scienza dell’Esa, Günther Hasinger.

Professor Hasinger, avevamo lasciato ExoMars lo scorso dicembre dando la notizia che il collaudo finale dei paracadute era in calendario a cavallo tra febbraio e marzo. Oggi a che punto siamo?

«Le prove di caduta ad alta quota (high altitude drop tests) dei due paracadute principali sono in programma per la fine di marzo 2020. Nel frattempo, sono stati condotti sei test a terra per dimostrare l’estrazione dei paracadute, conclusi con successo».

Nei giorni scorsi la Bbc ha riferito di un nuovo contrattempo relativo al rover, un problema con le staffe dei pannelli fotovoltaici. Di che si tratta?

«C’è un lieve disaccoppiamento di una parte dei pannelli solari sorto a seguito dei test ambientali del sistema. È un problema che si è ripetuto, lo avevamo già riscontrato durante alcuni test precedenti, ed è già prevista una soluzione meccanica che sarà implementata nella sede torinese di Thales Alenia Space. Comunque non è considerato un problema serio».

Quali sono, al momento, le probabilità di riuscire a lanciare ExoMars nel 2020?

«A fine gennaio 2020 si è tenuta una review a livello operativo del progetto ExoMars 2020,  organizzata dall’Esa e dal suo partner russo Roscosmos. La valutazione preliminare è stata comunicata il 3 febbraio scorso ai capi delle due agenzie spaziali, i quali hanno incaricato i rispettivi ispettori generali e capi programma di presentare un piano e un programma aggiornati con tutte le attività che è necessario completare per ottenere un’autorizzazione al lancio. Questo piano sarà esaminato dai capi delle due agenzie, che si incontreranno il 12 marzo per concordare in modo congiunto i passi successivi».

Un’altra missione scientifica che pare stia avendo alcuni contrattempi è Euclid. Quali sono i problemi che sta affrontando?

«È stato riscontrato, molto di recente, che le specifiche relative a uno dei quattro grismi [ndt: il ‘grism’ è un dispositivo ottico che agisce sia da prisma che da reticolo di diffrazione] erano errate (era ribaltato), e di conseguenza è stato montato in modo sbagliato. Ciò implica che la risoluzione spettrale, per questo grisma, risulta degradata di circa un fattore 2 all’estremità rossa dello spettro».

Schema dello strumento Nisp di Euclid, con la ruota porta-grismi. Fonte: www.mpia.de

È un problema che potrebbe avere ricadute sulle prestazioni scientifiche della missione?

«Bisogna anzitutto considerare che i grismi rossi sono tre, montati con diverse angolazioni per ridurre la confusione dovuta a spettri sovrapposti. Oltre a questi, c’è anche un grisma blu. Durante le fasi di preparazione del progetto originale dello strumento, si era discusso a lungo se fossero necessari 2 o 3 grismi rossi, e solo alla fine si prese decisione conservativa di adottare la soluzione con 3 grismi rossi. Se anche le prestazioni di uno di questi grismi risultano ridotte in una porzione della sua gamma di lunghezze d’onda, dunque, questo avrà un impatto relativamente contenuto sulle prestazioni scientifiche. Tuttavia, è un impatto che non è semplice da valutare. Le simulazioni sulle prestazioni scientifiche sono in questi giorni in fase di rielaborazione, e saranno valutate da un team indipendente di scienziati. Si tratta di un processo piuttosto complesso, che dovrebbe essere completato verso la fine di marzo. A quel punto, sarà possibile comprendere meglio quale sarà l’impatto»

Ed è un problema eventualmente risolvibile?

«Per ora, lo scenario adottato è quello di tenere tutto così com’è. Naturalmente, per la decisione finale, che sarà presa ad aprile, terremo conto dei risultati delle simulazioni scientifiche. Comunque sì, in linea di principio è possibile correggere l’hardware, ma si stima che questo avrebbe serie conseguenze sulla tempistica del progetto. In ogni caso sono tutti dettagli attualmente in fase di elaborazione».