DAL LABORATORIO DI OTTICA DELL’INAF DI PADOVA

Mille mascherine per la Protezione Civile

L’Osservatorio astronomico di Padova, una delle sedici sedi dell’Istituto nazionale di astrofisica, ha consegnato questa mattina alla Protezione Civile mille mascherine chirurgiche, ormai introvabili a causa dell’emergenza coronavirus. «Una goccia nell’oceano, ma sono le gocce che formano il mare», dice Roberto Ragazzoni, direttore dell’Osservatorio

     18/03/2020

Il direttore dell’Inaf di Padova Roberto Ragazzoni con il personale della Protezione Civile. Crediti: Leopoldo Benacchio/Inaf Padova

Questa mattina, dopo due giorni di trattative, sono state ufficialmente consegnate al personale della Protezione Civile di Padova mille mascherine per uso sanitario, da poter utilizzare in questo momento di emergenza sanitaria dovuta alla diffusione del Covid-19. 

Le mascherine, ormai introvabili ovunque, provengono dai laboratori ottici dell’Inaf – Osservatorio astronomico di Padova e sono state accettate con grande entusiasmo dalla Protezione Civile in un momento di allarme generale in cui siamo coinvolti tutti indistintamente, e in primis il personale sanitario. 

L’Osservatorio di Padova aveva da parte una scorta notevole di mascherine – fatta ovviamente in tempi non sospetti – che sono utilizzate normalmente dai ricercatori e dai tecnici impegnati nella “camera bianca”, il laboratorio in cui viene realizzata la strumentazione ottica destinata a osservazioni astronomiche da terra e dallo spazio. 

La camera bianca è un ambiente caratterizzato da aria molto pulita, ovvero a bassissimo contenuto di microparticelle di polvere in sospensione. Qui vengono assemblate le ottiche, che non devono essere contaminate da polvere e droplet come quelle che normalmente emettiamo anche solo respirando. Infatti, la polvere e i corpuscoli contribuirebbero ad aumentare la luce diffusa, peggiorando le prestazioni di strumenti e telescopi. 

«Sarà una goccia nell’oceano dei bisogni del nostro sistema sanitario in questo momento drammatico, e sicuramente presto l’azione di imprenditori illuminati colmerà gran parte di queste necessità, ma sono le gocce che formano il mare», dice Roberto Ragazzoni, direttore dell’Inaf di Padova, a seguito della consegna delle mascherine, avvenuta proprio nel giardino dell’Osservatorio.  

L’Istituto nazionale di astrofisica – i cui astronomi sono per la maggior parte in questo momento impossibilitati a lavorare negli osservatori e ai telescopi – non si tira indietro davanti alla possibilità di rendersi utile in un momento storico epocale, in cui il motore principale deve essere lo spirito di solidarietà.