PRIMA TESI DIFESA ONLINE ALLA SISSA E IN ITALIA

Il PhD in astrofisica? L’ho preso su Zoom

Le mancava solo la discussione finale, a Chiara Di Paolo, per ottenere finalmente il dottorato. Non poteva certo essere l’emergenza coronavirus a fermarla. Così la discussione della sua tesi sulla materia oscura l’hanno fatta online – lei dalla sua casa di Chieti, i membri della commissione ciascuno a casa propria. Le abbiamo chiesto qualche consiglio per chi si troverà nella stessa situazione

     18/03/2020
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Chiara Di Paolo nella casa dei genitori, a Chieti, durante la discussione della tesi. Crediti: Sissa

La prima tesi di PhD in astrofisica discussa online? È quella di Chiara Di Paolo, neodottorata alla Sissa di Trieste. Potrebbe essere, per quanto ne sappiamo, la prima tesi difesa interamente online al mondo per via dell’emergenza coronavirus, probabilmente la prima in Italia, di certo alla Sissa.

Lunedì scorso, 16 marzo, Di Paolo ha infatti discusso e difeso con successo la sua tesi di dottorato di ricerca in astrofisica e cosmologia nel corso di una sessione condotta interamente su Zoom – uno dei tanti tool per videoconferenze che fino a due settimane fa avevamo a stento sentito nominare, mentre ora saltiamo con disinvoltura dall’uno all’altro come neanche i top manager d’una multinazionale. Media Inaf l’ha raggiunta, ovviamente online.

Anzitutto congratulazioni. Ci dica, com’è andata?

«Bene, a parte qualche piccolissimo problema iniziale di audio, è filato tutto liscio».

Di chi è stata l’idea?

«La pensata è stata in contemporanea mia, del segretario degli studenti e di alcuni professori del Settore astrofisica della Sissa. Eravamo disposti a portare a termine in ogni modo ciò che andava concluso».

Leggo che in collegamento non eravate pochi: c’era il suo supervisore, Paolo Salucci, i due esaminatori esterni, Fabrizio Nesti e Andreas Burkert, la commissione della Sissa e alcuni studenti, ciascuno da casa propria. Lei invece dove si trovava?

«Ero nella mia città di residenza, Chieti. La discussione è avvenuta nella casa della mia famiglia di origine, comodamente in salotto».

Da sola?

«No, no, durante la discussione erano fisicamente presenti i miei genitori e, in collegamento WhatsApp, anche mio marito Domenico, che fa ricerca in Germania, dove è rimasto vincolato in questi giorni a causa delle restrizioni per coronavirus. C’era anche mia figlia, Giulia, una bimba di quasi tre anni, che però durante la discussione ha preferito dormire…  tanto conosceva già tutto a memoria! A parte gli scherzi, già da quando sono piccolissimi, i bambini sono molto ricettivi di fronte alle conoscenze scientifiche e assimilano concetti importanti – seppure in modo più fantasioso e originale. A volte ti danno pure idee per la ricerca!».

La sua discussione è stata probabilmente la prima in Italia in epoca di coronavirus, dicevamo. Molti però seguiranno il suo esempio. Diamo dunque qualche consiglio pratico per dottorarsi online. C’è qualche aspetto da curare in modo particolare?

«Ovviamente la priorità va alla cura delle slides, che vengono condivise sullo schermo di tutti i partecipanti, e all’attenzione nell’evitare i rumori di sottofondo. In secondo luogo, sicuramente la posizione in un posto luminoso è consona al momento finale della proclamazione, quando non si fa più la condivisione dello schermo».

Dress code?

«L’abbigliamento al solito è a piacimento… ma garantisco che solo la discussione online vi dà la possibilità di stare comodamente in pantofole!».

È riuscita a festeggiare il bel risultato?

«Sì, ho festeggiato in casa insieme alla mia piccolina e ai miei genitori, fisicamente presenti per condividere un’immancabile torta fatta in casa e un bicchiere di spumante. Il tutto in contemporanea al festeggiamento insieme a mio marito, che beveva spumante su WhatsApp da Wuerzburg. E poi chiamate, messaggi… tutto online. Ma appena la situazione sarà calma tornerò a Trieste per festeggiare come si deve anche in Sissa, di persona».

Tornando seri: il titolo della tesi lo si intravede dalla foto, parla di materia oscura. E giusto qualche mese fa, anche qui su Media Inaf, abbiamo dato notizia di una sua ricerca che ne confermava l’esistenza. Ora che il PhD ce l’ha, può dircelo: è proprio convinta al cento per cento, che ci sia la materia oscura, o a volte viene qualche dubbio pure a lei?

«Ahahahah… diciamo che ne sono convinta al 99,999 (periodico) per cento. Il fenomeno dark matter è molto vasto e dobbiamo rimanere aperti anche a nuove ipotesi, finché non avremo prove dirette più “tangibili”. Future osservazioni ed esperimenti con strumenti di tecnologia sempre più avanzata ci daranno più indizi per risolvere il misterioso puzzle».