OTTICHE PRODOTTE DA OFFICINA STELLARE SPA

Occhiali nuovi per Moons

Una lente tutta “made in Italy” è pronta per entrare a far parte del sistema ottico di Moons, lo spettrografo infrarosso per il Very Large Telescope che dovrebbe diventare operativo nel 2021. Sarà in grado di percepire nello stesso momento la luce proveniente da molti oggetti celesti, lavorando sia sulle lunghezza d’onda della luce visibile che nel vicino infrarosso

     27/01/2020
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Fresca di fabbricazione, questa mostrata nella foto è una delle due lenti che serviranno a correggere l’immagine che il telescopio crea sul suo piano focale, straordinariamente ampio: circa un metro. Crediti: A. Tozzi/Inaf Arcetri/Officina Stellare

Buone notizie per Moons, lo spettrografo ottico e infrarosso “multioggetto” (produrrà spettri di mille oggetti simultaneamente) in costruzione per il Vlt, il Very Large Telescope dell’Osservatorio europeo australe (Eso) di Cerro Paranal, in Cile: è pronta una nuova lente destinata a correggere la qualità del fuoco sul piano focale dello strumento.

Questa lente e altre ottiche più piccole sono prodotte da un’azienda italiana, l’Officina Stellare, che si sta già occupando della produzione di alcune ottiche criogeniche, in particolare di quattro prismi – denominati HR-RI (High Resolution for wavelength RI) – di ben 26 kg ciascuno.

«Moons è uno spettrografo multioggetto molto eclettico: sarà in grado di raccogliere informazioni spettroscopiche da una moltitudine e varietà di oggetti scientifici», dice a Media Inaf Andrea Tozzi dell’Inaf di Arcetri, responsabile della meccanica criogenica di buona parte dello strumento, che sarà realizzata dalla Ads International di Lecco. «Ed è al contempo un bellissimo campo da gioco per chi si occupa di tecnologia di punta».

Oltre a essere molto significativo il ruolo dei ricercatori italiani, sia in Italia che all’estero, è infatti notevole il coinvolgimento delle aziende italiane di settore, fattore che rende questo tipo di progetti tecnologici di eccellenza nazionale particolarmente interessanti anche in termini di ricadute industriali.

Acronimo di Multi-Object Optical and Near-infrared Spectrograph, Moons è composto da un criostato alto oltre quattro metri posizionato a un paio di metri di distanza da uno dei fuochi cosiddetti Nasmyth di Yepun – uno dei quattro telescopi da 8 metri del Vlt. La luce entra nel criostato tramite le mille fibre ottiche che raccolgono la luce di altrettanti oggetti: l’ingresso delle fibra è infatti posizionato sul piano focale del telescopio, dove un sistema robotizzato si occupa di posizionarle in corrispondenza di un oggetto scientifico da altrettanti posizionato automatizzati. Il criostato ha il compito di tenere la temperatura intorno ai 100 K (173 gradi sotto zero) per limitare il disturbo introdotto dai rivelatopri infrarossi.

Pensato per essere di complemento al Vlt, Moons osserverà sia stelle all’interno della Via Lattea che oggetti extra-galattici, e sarà in grado di percepire nello stesso momento la luce proveniente da molti oggetti celesti, lavorando sia sulle lunghezza d’onda della luce visibile che nel vicino infrarosso. Tra i suoi obiettivi scientifici ci sarà quello di studiare la composizione chimica delle atmosfere dei pianeti extrasolari.