IL CIELO DELLE DOLOMITI NEL SITO APOD DELLA NASA

Congiunzione ad alta quota

La foto astronomica del giorno scelta oggi dalla Nasa ritrae la Luna e Giove in congiunzione accanto a un monumento roccioso patrimonio dell’umanità: le Tre Cime di Lavaredo. Autrice dello scatto è l'astrofotografa Giorgia Hofer. L’abbiamo intervistata

Lo scatto di Giorgia Hofer, dal titolo “The Moon and Jupiter over the Alps”, scelto oggi dalla Nasa come Apod, Astronomy Picture of the Day. Crediti: Giorgia Hofer (Cortina Astronomical Association)

Il nostro Marco Galliani, nel cielo del mese d’agosto, lo aveva scritto: “la Luna sarà l’oggetto celeste che arricchirà anche questi cieli serali d’agosto. Segnatevi intanto queste date: 9 e 11 agosto, quando il nostro satellite naturale, in piena fase crescente, ci regalerà delle splendide congiunzioni, rispettivamente con Giove e Saturno”. Nessuno però, neppure la Nasa, si aspettava di vedere la congiunzione con Giove incastonata in un così surreale scatto come quello che vedete qui a fianco (cliccare per ingrandire), tant’è che l’agenzia spaziare Usa l’ha scelto come foto astronomica del giorno – Apod, Astronomy Picture of the Day.

Intitolata “The Moon and Jupiter over the Alps“, l’astrofotografia, scattata la sera del 9 agosto scorso, mostra il nostro satellite naturale e il gigante gassoso Giove allineati mentre sorgono insieme a sud-ovest, dopo il tramonto. Uno spettacolo astronomico già suggestivo di suo, reso ancor più spettacolare dallo sfondo che gli fa da cornice: tre cime montuose, visibili a sinistra nell’immagine, che l’Unesco ha dichiarato patrimonio dell’umanità nel 2009, e scelte come teatro delle avvincenti battaglie spaziali del film del 2018 Solo: A Star Wars Story: le Tre Cime di Lavaredo. Tre obelischi rocciosi che rappresentano il simbolo delle Dolomiti, rispettivamente la Cima Grande, quella centrale (3.003 metri), la Cima Ovest, quella a destra (2.973 metri), e la Cima Piccola, a sinistra (2.857 metri). In alto a sinistra, a sovrastare le imponenti vette, un luminoso Saturno e, in primo piano, in prospettiva ai piedi delle cime, il rifugio Antonio Locatelli (in tedesco Dreizinnenhütte), situato nel parco naturale omonimo – le “Tre Cime di Lavaredo”, appunto – posto al confine tra le il Veneto e l’Alto Adige, a 2.450 metri.  A destra, invece, la piccola chiesetta alpina che si trova di fronte al rifugio.

A scattare l’immagine, un nome non nuovo a Media Inaf: l’astrofotografa che ha fatto delle stelle e delle montagne la sua grande passione, Giorgia Hofer, già vincitrice nel 2014 del primo premio del concorso di astrofotografia “International Earth and Sky Photo Contest on Dark Skies Importance” nella categoria “Against the Lights”. Un nome che non è nuovo nemmeno alla Nasa: la Apod del 5 maggio 2017, che mostra l’occultazione di Aldebaran da parte della Luna, era anch’essa opera sua. L’abbiamo raggiunta per conoscere i dettagli.

Giorgia Hofer, l’astrofotografa autrice dello scatto scelto oggi dalla Nasa come immagine astronomica del giorno

Ci racconti, come è nato questo scatto ad alta quota? 

«Io e il mio compagno siamo entrambi grandi appassionati di camminate in montagna, di alpinismo e naturalmente di fotografie notturne. Passiamo spesso fuori le notti per fotografare il cielo stellato, perché abbiamo la fortuna di abitare in un posto con pochissimo inquinamento luminoso e vicino a delle montagne meravigliose. Questa è la nostra passione, che ci ha fatto conoscere e unire. Ci piace vivere la montagna in ogni sua sfaccettatura: il silenzio e la pace che si avvertono in questi luoghi, soprattutto di notte, sono impagabili e riempiono il cuore e l’anima. La sera del 9 agosto 2019 abbiamo deciso di fare un’escursione per poter fotografare la congiunzione che quella sera ci sarebbe stata tra la Luna e Giove. Abbiamo raggiunto il rifugio Auronzo in auto, che si trova diametralmente opposto al rifugio Locatelli, alle 20.30 ore locali. A quell’ora si vedeva solamente la Luna, il cielo era ancora chiaro. Nonostante la zona sia a una quota elevata, quella sera la temperatura era davvero gradevole, attorno ai 15 gradi. Ci siamo incamminati subito verso il Rifugio Locatelli, e nel tragitto abbiamo fatto altri scatti alla congiunzione durante l’ora blu e anche dopo il crepuscolo. Le nuvole e la nebbia erano sempre presenti, ma ci hanno lasciato osservare benissimo in qualsiasi situazione la congiunzione. Speravamo di vedere qualche Perseide, ma il cielo era troppo chiaro a causa della luminosità della Luna. Attorno alle 23.30 la congiunzione si è spostata alla destra delle Tre Cime di Lavaredo e noi abbiamo pensato di immortalare di nuovo quella bellissima visione. La fotografia è uno scatto singolo di 8 secondi di esposizione, Iso 1000, f/2,2 eseguito con una Nikon D750 e obiettivo Nikkor 20 mm f/1,8».

Il suo sito è ricco di bellissime foto, complimenti. Ma com’è nata la sua passione per l’astronomia e per l’astrofotografia?

«Nasce sin da ragazzina, ma è dall’incontro con l’Associazione astronomica di Cortina, nel 2009, che ho fatto il salto di qualità sia nell’approfondimento della materia scientifica sia nello sviluppo della passione per l’astrofotografia».

C’è qualcuno a cui vorrebbe dedicare la foto?

«Dedico questo successo innanzitutto al nostro amico Alessandro Dimai, recentemente scomparso, perché senza il suo supporto e la sua passione per la divulgazione dell’astronomia negli ultimi 30 anni non sarei mai arrivata a questi risultati. E al mio compagno, che mi sostiene sempre e che mi accompagna durante le nostre escursioni notturne. Mi sento di ringraziare inoltre tutti gli amici dell’Associazione astronomica di Cortina, sempre impegnata nella divulgazione della scienza più bella, e agli amici Marcella Giulia Pace, Alessia Scarso, Dario Giannobile e Marco Meniero, bravissimi astrofotografi che condividono con me la passione per il cielo stellato. La nostra collaborazione è sempre fonte di confronto, consigli e critiche costruttive, per poter crescere e migliorarsi sempre».

Di cosa si occupa, l’Associazione astronomica di Cortina?

«È nata nel 1972 dall’entusiasmo di una ventina di soci fondatori. Scopo principale del sodalizio era quello di costruire un osservatorio astronomico che permettesse di sfruttare al meglio la trasparenza e la purezza dell’aria, che fanno di Cortina una delle mete privilegiate del turismo mondiale. Fu così, che dopo immani sforzi economici ed organizzativi, sorse nel 1975 l’Osservatorio astronomico del Col Drusciè, oggi intitolato alla memoria del compianto Helmut Ullrich, situato alla sommità dell’omonimo colle ai piedi del massiccio delle Tofane. Attualmente, l’unica struttura, gestita da astrofili, completamente automatizzata e remotizzata via Internet. Grazie anche alle possibilità offerte dalle nuove tecnologie di ripresa delle immagini, i soci dell’Associazione si occupano principalmente di studi riguardanti le comete e osservazioni di galassie per la ricerca di supernove. Nell’ambito del programma Cross (Col drusciè Remote Observatory Supernovae Search program) sono già state scoperte 40 supernove e un pianetino, chiamato Cortina d’Ampezzo».

Ci rimane un ultimo quesito: l’uomo che si vede nel viale, chi è? 

«Il mio compagno, Rudy, con il quale sono sempre alla ricerca di nuovi siti da immortalare con cieli bui dove fotografare le stelle».