LO SCONTRO CON ANTLIA 2 ALL’ORIGINE DELLE INCRESPATURE

Incidente galattico per la Via Lattea

Un gruppo di scienziati sostiene che la collisione della galassia nana Antlia 2 con la Via Lattea sia responsabile delle increspature che la nostra galassia presenta nella parte esterna del suo disco. Le prove sono nella seconda release dei dati di Gaia e i ricercatori coinvolti nella scoperta avevano previsto l’esistenza della galassia coinvolta nello scontro dieci anni fa

     14/06/2019

Simulazione dello scontro tra Antlia 2 e la Via Lattea. Crediti: Sukanya Chakrabarti / Rochester Institute of Technology.

Recentemente sono state trovate le prove di un incidente galattico avvenuto tra la nostra galassia e una galassia nana chiamata Antlia 2. Sukanya Chakrabarti, del Rochester Institute of Technology, ritiene che questo scontro sia responsabile delle increspature che la Via Lattea presenta nel suo disco esterno e ha presentato il lavoro del suo gruppo di ricerca al 234° convegno dell’American Astronomical Society a St. Louis, nel Maryland.

La galassia nana Antlia 2 è stata scoperta grazie alla seconda data release di Gaia, la missione dell’Agenzia spaziale europea che sta facendo una mappa tridimensionale della nostra galassia. È una galassia nana di dimensioni simili a quelle della Grande Nube di Magellano, ma 10mila volte più debole: la sua luminosità superficiale è la più bassa di ogni galassia ad oggi scoperta, ed è circa 100 volte più diffusa di qualsiasi galassia ultra diffusa nota.

La sua attuale posizione coincide con quella di una galassia nana, dominata da materia oscura, che Chakrabarti predisse nel 2009 attraverso un’analisi dinamica. Usando i dati di Gaia, Chakrabarti ha calcolato quella che dovrebbe essere stata la sua traiettoria passata, scoprendo che Antlia 2 deve essersi scontrata con la Via Lattea, producendo le grandi increspature che vediamo nel disco di gas esterno della nostra galassia.

Questa simulazione illustra come la Via Lattea e Antlia 2 hanno interagito da 3 miliardi di anni fa ad oggi. I pannelli di sinistra mostrano la distribuzione del gas e i pannelli a destra mostrano le stelle. I pannelli superiori mostrano le galassie viste dall’alto mentre i pannelli inferiori mostrano le galassie viste di fianco. Crediti: Sukanya Chakrabarti / Rochester Institute of Technology.

Le prossime release di Gaia forniranno ulteriore chiarezza e Chakrabarti ha già previsto cosa ci possiamo aspettare per quanto riguarda il movimento delle stelle di Antlia 2. La ricercatrice sostiene, inoltre, che la scoperta potrebbe aiutare a sviluppare nuovi metodi per andare a caccia di galassie dominate dalla materia oscura e alla fine risolvere l’antico dilemma sulla natura della materia oscura.

«Non abbiamo ancora capito quale sia la natura della particella di cui è composta la materia oscura, ma se si pensa di sapere quanta materia oscura ci sia, ciò che rimane da capire è come la sua densità vari con il raggio», afferma Chakrabarti. «Se Antlia 2 è la galassia nana che avevamo previsto, allora sappiamo quale doveva essere la sua orbita. Sappiamo che si è avvicinata al disco galattico e questo pone vincoli stringenti, non solo sulla massa, ma anche sul suo profilo di densità. Ciò significa che alla fine è possibile utilizzare Antlia 2 come banco di prova per comprendere la natura della materia oscura».

I ricercatori hanno esplorato anche altre potenziali cause per le increspature nel disco esterno della Via Lattea, ma hanno escluso gli altri candidati. La forza di marea della galassia nana del Sagittario era insufficiente e le Grandi e Piccole Nubi di Magellano sono troppo distanti. Secondo gli autori del nuovo studio, l’evidenza indica che Antlia 2 è la causa più probabile.

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