25 LE SCUOLE ITALIANE ALLA GARA DEL MIT

Zero Robotics 2018, Vercelli sul tetto del mondo

Il Dark Team del Liceo Scientifico “Avogadro” di Vercelli, in collaborazione con due scuole statunitensi, si è aggiudicato l'edizione 2018 della Zero Robotics, competizione aperta agli studenti delle scuole superiori per la programmazione dei robot che assistono gli astronauti sulla Stazione spaziale internazionale

Il Dark Team dell’Avogadro di Vercelli sul palco di Alicante per la premiazione – foto via iisavogadrovc.gov.it

Zero Robotics è una competizione tra studenti delle scuole superiori per programmare dei piccoli robot presenti sulla Stazione spaziale internazionale chiamati Spheres (Synchronized Position Hold Engage and Reorient Experimental Satellites). Creata nel 2009 dal Mit Space System Laboratory in collaborazione con l’astronauta Greg Chamitoff, ha l’obiettivo di aprire il modo di fare ricerca sulla Stazione spaziale agli studenti delle scuole superiori. Fortemente ispirata a FirstI (For Inspiration and Recognition of Science and Technology), altra competizione per studenti fondata nel 1989 dall’inventore Dean Kamen, prevede che i team di studenti si impegnino per la programmazione dei robot che assistono gli astronauti sulla Stazione spaziale durante gli esperimenti che ogni giorno conducono. Inoltre i vari team nazionali si aggregano in macro-team internazionali costituiti da scuole di diverse nazioni, promuovendo così la collaborazione tra studenti di paesi differenti.

Punti di forza della Zero Robotics sono lo sviluppo delle competenze di fisica e matematica necessarie per muovere le Spheres in un ambiente a bassa gravità e lo sviluppo nelle capacità di progettazione dell’algoritmo ottimale e di programmazione dello stesso in un linguaggio simile a C/C++. Altrettanto importante per il raggiungimento della vittoria sono le scelte strategiche, spesso controintuitive se ragioniamo con l’ottica di esseri ancorati alla superficie di un pianeta e che è possibile raggiungere attraverso le analisi matematiche e fisiche dell’ambiente della Stazione spaziale, permettendo così agli studenti di mettere in pratica le conoscenze acquisite in un vero e proprio dialogo multidisciplinare.

Dopo un paio di edizioni sperimentali condotte con scuole statunitensi, la Zero Robotics è stata aperta anche alle scuole di tutto il mondo e oggi vede la collaborazione, al fianco del Mit, di altre istituzioni prima fra tutte la Nasa. Tra i paesi più attivi c’è, invece, l’Italia, con ben 25 scuole iscritte alla competizione, tanto che è stato istituito anche un campionato italiano di Zero Robotics (l’unico al mondo) che, come si legge nel comunicato rilasciato da Leonardo Reyneri del Politecnico di Torino e presidente del Comitato Guida Italiano di Zero Robotics, sta iniziando e terminerà con la fase finale a metà aprile.

Le finali internazionali dell’edizione 2018, tenutesi a fine gennaio presso le tre sedi dell’Università di Alicante, del Mit di Boston e del Seymour Centre dell’Università di Sydney, hanno visto il quinto successo consecutivo di una scuola italiana grazie al Dark Team del Liceo Scientifico Avogadro di Vercelli in collaborazione con Stuy-Naught della Stuyvesant High School di New York e dello Spaghetti Code della Cedarburg High School di Cedarburg.

Anche gli altri team italiani hanno ben figurato nella competizione di quest’anno, consolidando così la tradizione delle nostre scuole: al secondo posto, infatti, si è classificato il Crab Nebula del Liceo Cecioni di Livorno in collaborazione con il Proof Robotics della Proof School di San Francisco e il Rock Rovers della Council Rock High School South di Holland. Nella categoria Virtual, invece, al secondo posto dietro il team vincitore, costituito da una scuola rumena e due australiane, troviamo l’House of Coders del Liceo Scientifico Francesco Vercelli di Asti in collaborazione con il Tea Party sempre dell’Iss Avogadro e del Gucci Ganghis Khan della Winston Churchill High School di Potomac.