FONDI PER LA REALIZZAZIONE DI SKA

Il Max Planck investe 11 milioni su MeerKAT

La Germania uscirà dal progetto SKA a giugno 2015, ma l'istituto di ricerca tedesco ha scelto comunque di rendere disponibili dei fondi per costruire e installare ricevitori radio sulle antenne sudafricane della rete dello Square Kilometre Array

     03/12/2014
La prima antenna di MeerKAT si staglia sulla Via Lattea e le Nubi di Magellano. Crediti: SKA SA / Photowise

La prima antenna di MeerKAT si staglia sulla Via Lattea e le Nubi di Magellano. Crediti: SKA SA / Photowise

Se la Germania ha deciso di chiamarsi fuori, il Max Plank Institute for Radio Astronomy (MPIfR) e la Max-Planck-Society (MPG) sembrano non condividerne la scelta di non  investire nel progetto dello Square Kilometre Array. Infatti i due istituti tedeschi hanno messo a disposizione  11 milioni di euro per costruire e installare i ricevitori radio sulle antenne sudafricane MeerKAT. L’annuncio è stato dato dal ministro della Scienza e Tecnologia del Sudafrica Naledi Pandor: «questo investimento così significativo proveniente da un istituto di ricerca di fama mondiale, sede di numerosi premi Nobel, è un importante voto di fiducia per la scienza sudafricana in generale e per MeerKAT in particolare».

La notizia ha sorpreso, e non poco, gli addetti ai lavori, soprattutto perché solo sei mesi fa la Germania aveva annunciato al mondo di voler abbandonare il progetto. I motivi di tale decisione attribuiti alla crisi finanziaria che sta attraversando tutta l’Europa, soprattutto nel comparto ricerca. L’attuale investimento arriva direttamente dai fondi del Max-Planck e, quindi, secondo i rappresentanti dell’istituto tedesco, non rappresenta un rientro in gioco da parte della Germania. «La decisione di uscire da SKA – ha spiegato Michael Kramer, direttore del Max Planck Institute (Bonn , Germania) – è stata presa dal Ministero per l’Istruzione e la Ricerca tedesco e non dalla German Research Foundation. Questo finanziamento per MeerKAT viene, invece, direttamente dalle casse della Max-Planck-Society (MPG) e del nostro Istituto (MPIfR) perché per noi è un progetto entusiasmante che si tradurrà poi in una potente rete di radiotelescopi. Inoltre è un’opportunità eccellente per i nostri interessi scientifici». Il Max Planck contribuirà «fornendo sistemi di ricezione e acquisizione dati, perché vogliamo sfruttare questo telescopio».

La decisione della Germania mette in difficoltà le industrie tedesche che non potranno più fare offerte per i principali appalti. Inoltre, la comunità scientifica tedesca avrà serie difficoltà a utilizzare, in futuro, i radiotelescopi di SKA. Forse per questo il corposo investimento del Max Planck Institute, ufficialmente per MeerKAT, ma come non collegarlo al progetto SKA: «MeerKAT è emozionante. Speriamo in futuro di poter sfruttare anche altri radiotelescopi di SKA, ma è una decisione non legata al nostro interesse scientifico», ha sottolineato Kramer, che ha anche tenuto a ribadire: «stiamo investendo questi soldi nelle antenne MeerKAT che vengono costruite e gestite dai colleghi sudafricani. Questo non ci ridarà un posto nel Consiglio di amministrazione della SKA Organisation che è un organismo internazionale e indipendente». Formalmente non è quello lo scopo. Per il presidente della MPG, Martin Stratmann «MeerKAT è un progetto importante non solo per l’astronomia, ma anche per fare scienza in Africa in generale. La MPG è molto lieta di consentire una stretta collaborazione fra i suoi scienziati e la comunità sudafricana e attende di vedere il primo assaggio di Universo che fornirà MeerKAT con i ricevitori del MPIfR».

Rappresentazione artistica di un'antenna MeerKAT. I ricercatori sperano che tutti e 64 i ricevitori saranno installati entro la fine del 2016. Crediti: SKA Africa

Rappresentazione artistica di un’antenna MeerKAT. I ricercatori sperano che tutti e 64 i ricevitori saranno installati entro la fine del 2016. Crediti: SKA Africa

La prima delle 64 antenne, che comporranno l’array sudafricano, è stata posata lo scorso marzo: si tratta corpi movimentabili pesanti 42 tonnellate e alti quasi 20 metri. Questa prima antenna, assieme ad altre che verranno posizionate l’anno prossimo, fungeranno da precursori per il progetto SKA. L’entrata in funzione è prevista per il 2017, mentre il completamento dell’intero progetto (il tetto di costo per ora è 650 milioni di euro) è stato fissato attorno al 2020. Il MeerKAT viene costruito in Sudafrica, nel deserto di Karoo, e sarà, almeno fino a quando non verrà collegato con gli altri radiotelescopi di SKA (al termine della Fase 1), il più grande radiotelescopio dell’emisfero Sud e il più sensibile interferometro radio in banda L (0,9-1,67 GHz) del mondo. Per adesso il Parkes (64 metri) dello CSIRO è il più largo radiotelescopio dell’emisfero Sud.

A stretto contatto con industrie e università sudafricane, nonché con istituzioni di tutto il mondo, il team locale di SKA ha sviluppato tecnologie e sistemi per MeerKAT, compresi dish compositi innovativi e hardware e algoritmi all’avanguardia per l’elaborazione dei segnali. I ricevitori che verranno forniti dal MPIfR opereranno nella banda S delle radiofrequenze e saranno utilizzati principalmente per gli studi delle pulsar. Altri due gruppi di ricevitori, per la banda L e la banda UHF di sono già in fase di costruzione in Sudafrica. Le antenne MeerKAT, del tipo offset-gregoriano, saranno dotate di due riflettori, uno principale da 13,5 metri e un sub-riflettore di 3,8 metri. Le 64 antenne, tutte identiche, verranno collegate da 170 km di cavo in fibra ottica e funzioneranno come un unico grande radiotelescopio. Unendosi alle antenne che verranno costruite in Australia, il risultato sarà il più grande network di radiotelescopi del mondo. Il ricevitore lavorerà con una gamma di frequenze tra 1,6 e 3,5 GHz e consentirà di effettuare studi scientifici che ricadono negli interessi fondamentali Max Planck Institute. «I nostri interessi di ricerca includono la fisica fondamentale con test di teorie della gravità e rivelazione di onde gravitazionali mediante osservazioni Pulsar», ha aggiunto Kramer, capo del dipartimento di fisica fondamentale. Oltre alle pulsar, il progetto si occuperà anche di altre aree di astronomia, come «la spettroscopia molecolare del mezzo interstellar», ha aggiunto. Meerkat si unirà anche alla rete mondiale della Very Long Baseline Interferometry (VLBI).

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