TRA MARTE E LA COMETA SIDING SPRING

Appuntamento domenica sera

Cinque sonde, tre americane, una europea e una indiana, sono in attesa del passaggio ravvicinato della cometa Siding Spring di Marte. La prima occasione per osservare da vicino una cometa proveniente direttamente dalla Nube di Oort, insomma dal passato

     17/10/2014

Marte e la cometa Siding SpringSarà una fine dell’anno decisamente importante per le comete, o almeno per quelle sotto osservazione dell’uomo. Dalla cometa 67/P Churyumov-Gerasimenko, presa di “mira” dalla sonda Rosetta che a breve (il 12 novembre) rilascerà sul suo nucleo il lander Philae, all’incontro casuale, quello tra la cometa Siding Spring (previsto domenica sera alle 20.27 quando raggiungerà la distanza minima dal pianeta rosso, circa 140.000 chilometri, meno della metà della distanza Terra-Luna) e cinque, ben cinque, sonde umane che studiano il pianeta Marte.

L’ultima sopraggiunta è la sonda Maven, destinata allo studio dell’atmosfera di Marte, sarà forse la più attrezzata per lo studio, inatteso, di questa cometa. Ci si potrebbe chiedere per quali motivi si sia interessati a Siding Spring quando qualche giorno dopo si potrà finalmente “saggiare” il nucleo di una cometa? Perché è la sua prima passeggiata nel sistema solare, la prima volta che si avvicinerà al Sole.

Siding Spring infatti viene dalla culla delle comete, la Nube di Oort, una fascia di oggetti che distano da 5.000 a 100.000 volte la distanza Terra – Sole e che è il residuo del processo di formazione planetaria iniziato 4,6 miliardi di anni fa.

Siding Spring sarà dunque la prima cometa proveniente direttamente dalla Nube di Oort, insomma dal passato, ad essere studiata da vicino da sonde spaziali, fornendo agli scienziati una preziosa occasione per conoscere la sua composizione, compresi quei composti di acqua e carbonio esistenti durante la formazione del sistema solare 4,6 miliardi anni fa.

India, Europa e Stati Uniti domenica sera saranno uniti nell’attesa del passaggio e della successiva analisi dei dati, sperando che i detriti che accompagnano la cometa nella sua corsa alla velocità di 56 km al secondo, non producano danni alle sonde.

Per chi volesse seguire gli avvenimenti può collegarsi al blog Mars Express o seguire la diretta streaming da Centro Spaziale Operativo dell’ESA