NEL PROGRAMMA COSMIC VISION 2015-2025

Ice JUICE per ESA

Significativa è la presenza italiana nella missione selezionata dall'ESA e dedicata alle lune ghiacciate di Giove. A colloquio con Federico Tosi, del team scientifico della missione e con Giuseppe Piccioni, responsabile per INAF, entrambi dello IAPS-INAF di Roma.

     03/05/2012

La Commissione per i Programmi Scientifici (SPC – Science Programme Committee) dell’Agenzia Spaziale Europea ha fatto la sua scelta: la prima grande missione scelta nell’ambito della Cosmic Vision 2015-2025 è JUICE (JUpiter ICy moons Explorer). JUICE è stata selezionata tra un terzetto finalista di missioni che comprendeva anche NGO (New Gravitational wave Observatory) per la caccia alle onde gravitazionali e ATHENA (Advanced Telescope for High-Energy Astrophysics) per lo studio dei processi fisici ad alte energie.

Estremamente rilevante in questa missione il ruolo italiano e dell’INAF in particolare. Sia dal punto di vista del coinvolgimento dei ricercatori che per la parte strumentale.

Fa parte del team ESA di definizione della missione Federico Tosi, dello IAPS-INAF di Roma, al quale abbiamo chiesto quali sono gli obiettivi della missione.

JUICE è una missione che deve rispondere a due domande fondamentali. La prima domanda è se nel sistema di Giove, in particolare all’interno delle due lune ghiacciate Ganimede ed Europa, esistano le condizioni adatte allo sviluppo di forme di vita elementari. La seconda domanda è quali sono i processi fisici che operano all’interno dello stesso sistema di Giove. Ecco, questi sono i due quesiti fondamentali ai quali la missione dovrà dare delle risposte.

Quali sono le tappe della missione?

JUICE dovrebbe essere lanciata nel 2022 e ci metterà quasi otto anni a raggiungere il sistema di Giove. Una volta arrivata, la sonda entrerà in orbita intorno al pianeta. Compirà quindi un esteso tour del sistema che prevede incontri ravvicinati con tutte e tre le lune ghiacciate Europa, Ganimede e Callisto e, infine, dopo due anni e mezzo di viaggio nel sistema, entrerà in orbita intorno a Ganimede, che non solo è la più grande luna del sistema gioviano, ma anche il più grande satellite naturale del Sistema Solare. A quel punto la sonda compirà una mappatura completa di Ganimede, sia della sua superficie, sia del suo interno, grazie alla strumentazione a bordo.

Strumentazione che parla italiano, come ci spiega Giuseppe Piccioni, responsabile scientifico per l’Istituto Nazionale di Astrofisica della missione, anche lui dello IAPS-INAF: “Il ruolo dell’INAF e italiano in generale su JUICE è molto importante. Sono coinvolti diversi nostri istituti come anche varie università sul territorio nazionale. L’aspettativa da parte della comunità internazionale è molto elevata, sia dei nostri partner europei che d’oltreoceano. In particolare per i possibili risultati che potrà darci della strumentazione su cui abbiamo una comprovata esperienza scientifica e su cui potremmo avere una potenziale leadership, ovvero nel campo dei radar e delle camere in particolare quella iperspettrale, o nell’ambito degli atomi neutri e, seppur in maniera più marginale per l’INAF, nella radioscienza”.

Che cosa succederà da qui al lancio?

Sebbene il lancio possa apparire lontano come data, il 2022, le tappe per arrivarci saranno comunque molte e ravvicinate. Nel momento in cui sarà completata la selezione degli strumenti, che dovrebbe avvenire all’inizio del prossimo anno, vi sarà una corsa contro il tempo per compiere tutti i necessari sviluppi tecnologici e consolidare i progetti ottici o di elettronica o quant’altro, in modo da arrivare al meglio al momento dell’avvio della missione. Dopodiché dopo il lancio fino all’arrivo della sonda su Giove sono previste sia attività di routine, come l’accensione e il check-out degli strumenti, o particolari come diversi fly-by di pianeti, utili non solo a testare il funzionamento della strumentazione, ma anche a studiare i pianeti stessi, in particolare Venere e la Terra. Infine con l’arrivo a Giove ci dedicheremo sia al pianeta che alle sue lune.

Questa appare la missione più organicamente dedicata alle lune del sistema gioviano, è vero?

Credo che si possa dire di si. In un certo senso siamo orgogliosi perché probabilmente riusciremo a fare in anticipo quello che anche la NASA ha sempre desiderato fare negli ultimi anni prima che le difficoltà di budget glielo impedissero.

Ascolta l’intervista completa