UNA RICORRENZA CON INAF PROTAGONISTA

Sedici maggio, giorno della luce

Dopo l’anno della luce e la settimana della luce, la radiazione elettromagnetica ha ora anche una sua giornata internazionale. La data scelta dall’Unesco è quella della prima realizzazione artigianale di un laser al cristallo di rubino, avvenuta il 16/5/1960

16.05.2018

È del 14 novembre scorso la proclamazione, da parte dell’Unesco, del Giorno internazionale della luce e delle tecnologie a essa collegate. Dunque da oggi in poi il 16 maggio di ogni anno sarà dedicato a coltivare una consapevolezza profonda sull’importanza della luce e delle tecnologie fotoniche. La data vuole ricordare l’anniversario della prima realizzazione artigianale di un laser al cristallo di rubino che ha aperto la strada a tutte le successive applicazioni laser, avvenuta il 16 maggio 1960 grazie a Theodore Maiman. Fisico e ingegnere statunitense, Maiman è l’esempio perfetto di come una scoperta scientifica possa portare con sé enormi benefici, non solo alla comunità scientifica stessa ma a tutta la società: ad esempio, in questo caso, in termini di telecomunicazioni, fibre ottiche, salute pubblica, misure industriali, civili e ambientali e lavorazioni di materiali.

La proclamazione di questa giornata internazionale consentirà di far apprezzare a livello globale il ruolo centrale che la luce e le tecnologie fotoniche svolgono nella vita dei cittadini, non solo in campo scientifico e tecnologico ma anche dal punto di vista della cultura, dell’istruzione e dello sviluppo sostenibile. In tutto il mondo si stanno pianificando, per il prossimo 16 maggio, una serie di attività di outreach ed educative, rivolte in modo speciale agli studenti e ai giovani. Per sostenere tutte queste attività e collaborazioni è stato rinnovato il sito dell’iniziativa, che ora contiene molte risorse e informazioni utili per partecipare o pianificare una attività.

Bambine e bambini con le “costelazioni luminose” da loro stessi realizzate: una delle tante attività didattiche proposte dall’Inaf in occasione della settimana della luce 2017. Crediti: Matteo Boni, Sara Ricciardi e Sara Venturi / Iasf Bologna

La luce è centrale per capire il mondo attorno a noi e per lo sviluppo tecnologico. Dai raggi gamma alle onde radio, lo spettro elettromagnetico ci dà informazioni sull’origine del nostro universo ed è il cuore di molte tecnologie che plasmano la nostra società. Già dal 2015, con le attività legate all’Anno internazionale della luce, e negli anni successivi hanno preso forma, sotto l’ombrello Unesco, contatti e collaborazioni tra politici, leader industriali, scienziati, artisti, imprese sociali, Ong ed il pubblico. Nel solo 2015 si sono svolte 13mila attività in 147 paesi, che hanno raggiunto una platea stimata di 100 milioni di persone.

Lo stesso Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) in questi anni ha progettato e promosso le attività legate all’Anno della luce, grazie a progetti come “From astronomical light to public enlightment through public outreach and education”, che dal 2015 – nella seconda settimana di novembre – porta i ricercatori nei musei, nei teatri e nelle scuole per vedere la luce con occhi diversi e sperimentare le tecnologie fotoniche. E anche il prossimo maggio l’Inaf sarà certamente in prima linea con le attività di outreach, didattica e public engagement, perché si sa: l’astrofisica è fatta di luce!