IMMAGINE RECORD DAL TELESCOPIO VISTA DELL’ESO

Piccola nube di Magellano a 1.6 gigapixel

La piccola galassia nella costellazione del Tucano è una caratteristica inconfondibile del cielo australe, anche a occhio nudo. La visione dei telescopi in luce visibile è oscurata dalla polvere interstellare, ma il telescopio infrarosso Vista è riuscito a guardare al di là di questa polvere. Alla guida dello studio, Stefano Rubele dell’Università di Padova

Le potenzialità infrarosse del telescopio Vista hanno consentito di vedere la miriade di stelle di Smc come mai prima: è l’immagine nella banda infrarossa più grande mai ottenuta della Piccola Nube di Magellano. L’intera inquadratura comprende milioni di stelle. Crediti:
Eso/Vista Vmc [cliccare per la versione zoommabile]

La Piccola nube di Magellano (Smc, dall’inglese Small Magellanic Cloud) è una galassia nana, di taglia più piccola della compagna, la Grande nube di Magellano (Lmc, da Large Magellanic Cloud). Sono, tra le galassie vicine alla nostra, due delle più prossime – la Smc si trova a circa 200mila anni luce, un dodicesimo della distanza della più famosa galassia di Andromeda. Hanno anche una forma peculiare, a seguito dell’interazione reciproca e con la Via Lattea.

La relativa vicinanza alla Terra le rende candidati ideali per lo studio della formazione ed evoluzione delle stelle. Tuttavia, mentre la distribuzione e la storia della formazione stellare in queste galassie nane sono notoriamente complesse, uno degli ostacoli maggiori per ottenere osservazioni chiare della formazione stellare nelle galassie è la polvere interstellare. Enormi nubi composte da questi minuscoli granelli diffondono e assorbono parte della radiazione emessa dalle stelle – specialmente la luce visibile – limitando quello che si può vedere da terra con i telescopi. Questo processo è noto come estinzione dovuta alla polvere.

La Smc è piena di polvere e la luce visibile emessa dalle sue stelle soffre di notevole estinzione. Fortunatamente, non tutta la radiazione elettromagnetica viene influenzata dalla polvere nello stesso modo. La radiazione infrarossa attraversa la polvere interstellare più facilmente della luce visibile, perciò guardando la luce infrarossa di una galassia possiamo studiare le nuove stelle che si formano all’interno delle nubi di polvere e gas.

Vista, il telescopio per survey in luce visibile e infrarossa, è stato progettato in particolare per la radiazione infrarossa. La survey di Vista delle Nubi di Magellano (Vmc), intende produrre una mappa della storia di formazione stellare di Smc e Lmc e mappare la loro struttura tridimensionale. Milioni di stelle di Smc sono già state fotografate nella banda infrarossa, grazie alla survey Vmc, dandoci una veduta senza confronti, quasi inalterata per l’influenza della polvere.

L’inquadratura di questa enorme immagine è piena di stelle appartenenti alla Piccola nube di Magellano. Contiene anche migliaia di galassie di sfondo e molti ammassi stellari brillanti, tra cui 47 Tucanae, sulla destra dell’immagine, molto più vicina a Terra di Smc. L’immagine può essere ingrandita: vi mostrerà Smc come non l’avete mai vista.

La quantità di nuove informazioni contenute in questa immagine da 1,6 gigapixel (43 223 x 38 236 pixel) è stata analizzata da un gruppo internazionale di astronomi, sotto la guida di Stefano Rubele dell’Università di Padova, utilizzando modelli stellari d’avanguardia per produrre risultati sorprendenti.

La survey Vmcha svelato che la maggior parte delle stelle all’interno di Smc si sono formate molto più recentemente di quelle delle più grandi galassie vicine. Questo primo risultato della survey è appena un assaggio delle scoperte che verranno, a mano a mano che la survey continua a riempire i vuoti della nostra mappa delle Nubi di Magellano.


Fonte: comunicato stampa Eso

Per saperne di più:

Guarda su MediaInaf Tv l’intervista a Stefano Rubele: