SI È SPENTO IERI L’ASTROFISICO STATUNITENSE

Addio a Neil Gehrels

Ci ha lasciati lunedì 6 febbraio, a 64 anni, Neil Gehrels, uno fra gli scienziati più apprezzati al mondo nel campo dell’astrofisica delle alte energie. «Neil era diventato un vero amico, per me come per tanti altri colleghi italiani che negli anni hanno collaborato con lui», ricorda Gianpiero Tagliaferri, direttore dell’Osservatorio Astronomico di Brera dell’Inaf

Ritratto di Neil Gehrels nel suo ufficio del Goddard Space Flight Center, nel 2005.

Se n’è andato nella giornata di ieri, all’età di 64 anni, Neil Gehrels, astrofisico statunitense esperto nel campo dell’astrofisica delle alte energie.

Ricercatore poliedrico, era attivo nello sviluppo di nuova tecnologia, nell’analisi dei dati e si dilettava con la teoria. Neil Gehrels era responsabile del Laboratorio di fisica delle astroparticelle del Goddard Space Flight Centre, ed era noto tra gli astronomi per il suo ruolo nella progettazione, realizzazione e gestione del satellite Swift, dedicato principalmente alla scoperta di Gamma Ray Burst.

Il campo di ricerca in cui ha concentrato maggiormente i suoi studi è l’astrofisica delle alte energie, con particolare interesse per fenomeni transienti, come supernove, lampi gamma e sorgenti di onde gravitazionali. Ha fornito anche un contributo fondamentale allo sviluppo di strumentazione di nuova generazione per lo studio del cosmo dallo spazio.

«Ho conosciuto e iniziato a collaborare con Neil Gherels negli anni ‘90 quando sono stato coinvolto nel team che ha proposto alla Nasa, all’Asi ed al Particle Physics and Astronomy Research Council la missione Swift, poi accettata, di cui lui era il principal investigator (PI)», racconta a Media Inaf Gianpiero Tagliaferri, direttore dell’Osservatorio Astronomico di Brera dell’Inaf. «Neil era già stato il PI del satellite Compton Gamma Ray Observatory (Cgro), un progetto della Nasa di grande successo, ugualmente si è mostrato da subito come una persona molto affabile e piena di entusiasmo. Nella mia partecipazione ormai ventennale al progetto Swift, di cui da anni sono coordinatore della partecipazione del team italiano, ho interagito tantissimo con Neil senza mai avere screzi o contrasti».

«Neil aveva la capacità di esercitare la sua leadership in modo semplice ma efficace, garantendo una unità di intenti nella collaborazione internazionale che ha creato e gestisce Swift in modo fantastico, portandoci ad ottenere i successi che tutti conosciamo e di cui gli riconosciamo gran merito», prosegue Tagliaferri. «Ma soprattutto Neil era diventato un vero amico, così come per tanti altri colleghi italiani che negli anni hanno collaborato con lui, sia prima che durante il progetto Swift. Oltre a Cgro e Swift, Neil ha contribuito al successo di tanti altri progetti, tra i quali Integral e Fermi ed era attualmente anche il project scientist del Wide Field Infrared Survey Telescope, nonché Presidente della Commissione International Astronomical Union sull’Astrofisica delle Onde Gravitazionali».

«La scomparsa di Neil lascia un vuoto enorme, sia nel campo scientifico, che nel cuore di molti di noi che hanno avuto la fortuna di lavorare e condividere con lui momenti ed esperienze indimenticabili. Ci mancherai Neil, ma sarai sempre con noi».

Guarda l’intervista rilasciata da Neil Gherels a Inaf Tv, nel 2014, in occasione di una sua visita in Italia: