AL VAGLIO POSSIBILI SINERGIE

La Sardegna protagonista nelle scienze spaziali

Si è svolto nei giorni scorsi un importante incontro fra i vertici della Regione Autonoma della Sardegna, dell'Agenzia Spaziale Italiana, dell'Istituto Nazionale di Astrofisica del Distretto Aerospaziale della Sardegna e un gruppo di studiosi ed esperti nel campo della ricerca spaziale. In discussione un protocollo d'intesa quadro tra Regione Autonoma della Sardegna e Agenzia Spaziale Italiana e i possibili sviluppi della ricerca astrofisica in Sardegna. I commenti dei presidenti ASI e INAF

incontro-sardegnaSi è svolto nei giorni scorsi un importante incontro fra il Presidente della Regione Autonoma della Sardegna (RAS) Francesco Pigliaru, il vicepresidente della Regione Autonoma della Sardegna Raffaele Paci, il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) Roberto Battiston, il presidente dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) Nicolò D’Amico, il presidente del Distretto Aerospaziale della Sardegna (DASS) Giacomo Cao e un gruppo di studiosi ed esperti nel campo della ricerca spaziale.

Durante l’incontro, la cui agenda prevedeva tra l’altro la discussione su un protocollo d’intesa quadro tra Regione Autonoma della Sardegna e Agenzia Spaziale Italiana, sono stati affrontati i possibili sviluppi dell’astrofisica spaziale in Sardegna, un settore che, grazie alle possibilità aperte dal Sardinia Radio Telescope (SRT), si mostra estremamente interessante e promettente in vari ambiti.

«L’Aerospazio è uno dei settori in cui crediamo fortemente» ha affermato a conclusione dell’incontro il vicepresidente RAS Paci. «Ora, grazie anche ai finanziamenti messi in campo dall’Europa per questo settore, vogliamo fare un passo avanti, trasformando la ricerca di base in opportunità di lavoro, ricchezza e crescita sociale per la nostra regione».

Per il presidente dell’ASI Roberto Battiston «L’ Agenzia Spaziale Italiana ha un rapporto speciale con la Sardegna, regione che ha sempre investito nella ricerca e nella tecnologia. A partire dall’innovativo  Sardinia Radio Telescope, realizzato assieme all’ INAF con il 20% di contributo dell’ ASI, passando per i progetti del DASS nel settore dello sviluppo delle  tecnologie per le telecomunicazioni ed il controllo satellitare  dei treni, nonché nel settore dello sviluppo dei nuovi sistemi di lancio e dei materiali avanzati in grado di resistere a temperature elevatissime, il rapporto tra ASI e le istituzioni tecniche e scientifiche della Sardegna è solido e destinato a consolidarsi nel breve e medio termine, coinvolgendo attori importanti come l’ESA e la NASA. Ho  confermato al Presidente Pigliaru – prosegue Battiston – l’interesse di ASI per un accordo quadro che valuti, in particolare, l’utilizzo ed il potenziamento del SRT per il tracciamento di detriti spaziali (progetto europeo SST) e per i servizi di Deep Space Network con la NASA, e  il sostegno allo sviluppo delle tecnologie di propulsione e relative ai materiali avanzati necessari per la prossima generazione del lanciatore italiano VEGA-C in collaborazione con il DASS».​

Battiston_SRT2«Le dichiarazioni dei vertici della Regione Sardegna e del presidente Battiston – aggiunge Nicolò D’Amico – configurano l’avvio di un virtuoso processo di capitalizzazione degli investimenti fatti in Sardegna dall’INAF in collaborazione con la Regione, con l’Università   e con l’ASI, che oggi si inquadrano anche in un ambizioso programma di sviluppo di ampio respiro del Distretto Aero Spaziale della Sardegna (DASS)».

Dopo l’incontro in Regione, il Presidente dell’ASI, accompagnato dal Presidente INAF e da tecnologi dell’INAF di Cagliari, ha visitato il sito di SRT, i laboratori di sviluppo tecnologico e le strutture di outreach cittadine dell’INAF nel nuovo Campus della Scienza a Selargius.