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Congiunzioni e comete: le più lette del 2015

Tra gli articoli più letti quello sulla congiunzione astrale Giove-Venere e uno sulla cometa Lovejoy. Tra i preferiti anche articoli che trattano argomenti di fisica fondamentale. Nella top ten anche l'eclissi

Schermata 2015-12-30 alle 12.54.53La fine del 2015 si avvicina ed è tempo di bilanci anche per la redazione di Media INAF. Nel corso di quest’anno abbiamo raggiunto oltre 347mila utenti (tra appassionati di astronomia e lettori meno esperti), portando sul quotidiano dell’INAF ben 40 mila utenti unici nuovi (quindi lettori che non si erano mai collegati con il nostro sito). Abbiamo raggiunto oltre 1,17 milioni di pagine visualizzate e di media ogni mese abbiamo circa 40 mila ingressi al sito. La previsione è quella di raggiungere la cifra di 1,4 milioni di pagine visualizzate entro la fine del 2017.

Di anno in anno, il quotidiano Media INAF è sempre più riconosciuto tra i media che si occupano di scienza (e non solo) e il successo è dovuto anche al consistente numero di contenuti che offriamo ai nostri lettori: nel 2015 la redazione di Media INAF ha pubblicato oltre 1250 notizie, trattando argomenti dall’astrofisica e allo spazio, aprendo anche alla fisica fondamentale e alla tecnologia industriale nell’ambito spaziale

E se di bilanci e classifiche si parla, non possiamo non considerare l’articolo più letto (esclusivamente i click su Media INAF) di tutto il 2015: Incontro ravvicinato tra Giove e Venere, che è stato letto ben 9813 volte. Si tratta di un articolo pubblicato lo scorso 29 giugno per la congiunzione Venere-Giove, uno spettacolo atteso con trepidazione da astronomi e amatori perché regala una visione diversa dei due corpi celesti. Al secondo posto della nostra classifica vediamo Nel futuro c’è Marte, che ha totalizzato 8923 letture (ma – come sappiamo – Marte è un argomento che riscuote sempre un grande successo, visti anche i recenti incassi milionari registrati dal film “The Martian“). Passiamo poi alla medaglia di bronzo che va a Occhio alla cometa Lovejoy letto 6720 volte in tutto il 2015.

Anche leggendo solo i titoli arrivati sul “podio” di Media INAF possiamo già intuire che guardare con occhi “sognanti” l’Universo e il nostro cielo ha sempre un fascino irresistibile per i nostri lettori, così come per tutti gli appassionati di astronomia. Nessuna sonda “a zonzo” per il Sistema solare riuscirà mai a emozionare l’uomo come l’essere testimone oculare (soprattutto se si possiede un telescopio) di una congiunzione astrale, di una eclissi o del passaggio di una cometa.

Al quarto posto troviamo Il mostruoso buco nero all’alba dell’universo con 5401 letture, mentre al quinto posto c’è Caronte e la montagna sprofondata (4483 letture), che ha avuto successo soprattutto perché si tratta di un articolo su una delle lune ghiacciate di Plutone, raggiunto per la prima volta dalla sonda New Horizons nel luglio di quest’anno. Sicuramente, il pianeta nano e i suoi satelliti naturali affascinano il lettore essendo tra gli oggetti più remoti del nostro Sistema solare e quindi (chissà) gli “scrigni” dei segreti dell’origine di pianeti, comete e quant’altro conosciamo attorno a noi.

Nella classifica, al sesto posto, entra di diritto anche un articolo sullo studio degli esopianeti: Un’altra Terra è davvero possibile con 4444 letture. Astronomi e astrofisici danno la caccia in lungo e in largo a sistemi di esopianeti che possano essere il più simili possibile al coppia Terra-Sole, che consentito la nascita della vita. Grazie a telescopi potentissimi (dalla Terra o dallo spazio) si cercano pianeti extrasolari in grado di ospitare (un giorno) la popolazione terrestre, semmai dovesse essere necessario fuggire dal nostro pianeta (altro dettaglio da non dimenticare: semmai fosse possibile fuggire dalla Terra). Ogni tanto un gruppo di ricerca crede di aver trovato il “gemello” della Terra e questo appassiona il lettore.

Così come interessanti, anche dal punto di vista medico, sono le condizioni di salute che gli astronauti si trovano ad affrontare nello spazio, per la precisione sulla Stazione spaziale internazionale. L’articolo I rischi degli astronauti nello spazio ha raggiunto quasi 3900 letture, ma perché? È il sogno di ogni uomo poter viaggiare tra stelle e pianeti, camminare nello spazio, e galleggiare nelle astronavi in assenza di gravità. Ma non bisogna dimenticare i rischi a cui va incontro chi, per mesi e mesi, rimane in orbita attorno alla Terra: osteoporosi, nausea spaziale, perdita di massa ossea e muscolare, problemi cardiaci e cecità spaziale, diabete, tutto questo causato da microbi spaziali, tempeste solari, radiazioni assenza di gravità e polvere tossica. Questa è la realtà, proprio quella che vivono gli astronauti sia durante la missione, che al ritorno sulla Terra.

Come detto, tra gli argomenti più amati da lettori esperti e non, ci sono le eclissi. Il 2015 ci ha regalato diverse emozioni legate a questo straordinario fenomeno: ricordiamo l’eclissi di Luna lo scorso settembre, ma soprattutto l’eclissi di Sole. L’articolo Arriva l’eclissi di Sole! ha totalizzato 3566 letture, piazzandosi al numero 8 della nostra classifica. Non solo. Tutti i materiali multimediali legati a questo evento, video e immagini, hanno riscosso uno straordinario successo sui nostri social.

Ad affascinare i lettori, però, c’è anche il mistero della fisica, il paradosso e tutto ciò che di inconcreto e intangibile ha la fisica delle particelle. Al decimo posto troviamo La metamorfosi del neutrino  con 3458 letture e questa è la conferma che anche argomenti ardui da comprendere per il lettore medio, hanno successo per il nostro costante desiderio di conoscere e di comprendere l’ignoto.

E nell’anno della Conferenza sul clima dell’ONU Cop21, nella classifica entra al decimo posto 2030, torna l’era glaciale? Improbabile (3414 letture), che riporta l’attenzione non solo su quanto l’uomo influisca sull’ambiente e sui cambiamenti climatici, ma anche su quanto l’attività solare (o meglio la scarsa attività solare) si responsabile di diversi fenomeni climatici sul nostro pianeta.

 

 

Fonte: Media INAF | Scritto da Eleonora Ferroni