SCIOGLIERÀ L’ENIGMA DELLE CHIAZZE BRILLANTI?

Dawn in discesa verso l’orbita finale

Il motore ionico è stato azionato venerdì scorso, fa sapere la NASA, e per metà dicembre avranno inizio le operazioni scientifiche dalla quarta e ultima orbita, la più ravvicinata, ad appena 380 km dalla superficie del pianeta nano Cerere

L’ultimo tweet, all’una di notte di venerdì 30 ottobre, dice 1200 km: è la distanza che separa l’orbita della sonda Dawn della NASA dal suolo di Cerere. E la discesa continua. Una discesa cominciata una settimana fa, venerdì 23, con la riattivazione del motore ionico. Da quota 1470 km – la terza delle orbite scientifiche, nella quale Dawn aveva trascorso gli ultimi due mesi – la sonda ha circa sette settimane di tempo per scendere a soli 380 km dalla superficie del pianeta nano.

È la destinazione finale della missione, la cosiddetta low-altitude mapping orbit. Se tutto va come da programma, da lì Dawn riprenderà la sua attività di ricognizione scientifica a partire da metà dicembre. Osservazioni a distanza ravvicinata come non mai, tale da consentire la raccolta d’immagini a una risoluzione di 35 metri per pixel.

Sufficiente, sperano gli scienziati, per mettere la parola fine al mistero che ancora avvolge la natura di quelle chiazze brillanti che continuano a risplendere dal fondo del cratere Occator, che vediamo ritratte qui sotto da un’altitudine di 1470 km.

Crediti: NASA/JPL-Caltech / UCLA / MPS / DLR / IDA

Crediti: NASA/JPL-Caltech / UCLA / MPS / DLR / IDA