DA OSSERVAZIONI DETTAGLIATE AI RAGGI X

NGC 1624-2 e il suo campo magnetico record

Il materiale denso e caldo che circonda NGC 1624-2, una stella di tipo spettrale O, è stato osservato nei raggi X dal telescopio Chandra, rilevando la presenza di una magnetosfera inaspettatamente estesa. I risultati, pubblicati oggi sulla rivista MNRAS, hanno forti implicazioni sull'evoluzione delle stelle massicce

Recenti osservazioni effettuate utilizzando l’osservatorio a raggi X Chandra della NASA hanno rivelato che la magnetosfera della stella di tipo spettrale O nota con il nome NGC 1624-2 è insolitamente grande e ospita al suo interno una furiosa tempesta di vento stellare e plasma che fagocita i raggi X prima che possano sfuggire nello spazio.

I risultati del team di ricercatori guidato dalla professoressa Véronique Petit del Florida Institute of Technology potrebbero aiutare gli scienziati a comprendere meglio il ciclo di vita delle stelle massicce, che sono essenziali per la creazione di quegli elementi pesanti necessari a dar vita a nuove stelle e pianeti. L’articolo che descrive lo studio è stato pubblicato oggi sulla rivista Monthly Notices della Royal Astronomical Society della Oxford University Press.

Il campo magnetico della stella di tipo spettrale O chiamata NGC 1624-2 è insolitamente grande per la sua classe. Nell’immagine una simulazione di quanto sarebbe esteso il suo campo magnetico se la stella si trovasse al posto del Sole. Crediti: SOHO

Il campo magnetico della stella di tipo spettrale O chiamata NGC 1624-2 è insolitamente grande per la sua classe. Nell’immagine una simulazione di quanto sarebbe esteso il suo campo magnetico se la stella si trovasse al posto del Sole. Crediti: SOHO

La stella massiccia è di tipo O, la classe spettrale più calda e più brillante dell’Universo, e ha la più grande magnetosfera che sia mai stata osservata per la sua categoria. Petit e i suoi colleghi hanno scoperto che il gas intrappolato dalle linee di campo magnetico di NGC 1624-2 assorbe i suoi stessi raggi X prima che questi riescano ad essere rilasciati nello spazio. La stella emette un vento 3-5 volte più veloce e almeno 100.000 volte più denso di quello del nostro Sole. Tale vento si aggancia con violenza al campo magnetico e le particelle intrappolate creano un’enorme aura di plasma caldo e molto denso.

«Il campo magnetico non permette al vento di allontanarsi dalla stella, perciò osserviamo questi grandi flussi, costretti a scontrarsi all’altezza dell’equatore magnetico. In questa zona si viene a creare una regione di gas riscaldato a temperature pari a 10 milioni di gradi Kelvin, che emette grandi quantità di raggi X», ha detto Petit, che faceva anche parte del team di scienziati responsabile della scoperta della stella, nel 2012. «Ma la magnetosfera è così grande che l’80% di questi raggi X vengono assorbiti prima di essere in grado di muoversi liberamente nello spazio e raggiungere il telescopio Chandra».

Il campo magnetico superficiale di NGC 1624-2 è 20.000 volte più intenso rispetto a quello del nostro Sole. Se NGC 1624-2 si fosse trovata al centro del nostro sistema solare, gli anelli di plasma denso e caldo si estenderebbero quasi fino all’orbita di Venere.

Solo una stella massiccia su dieci possiede un campo magnetico. A differenza delle stelle più piccole, che sono in grado di generare magnetismo attraverso una dinamo interna, le stelle massicce hanno tipicamente campi magnetici “fossili”, frutto di qualche evento avvenuto nelle sue prime fasi di vita, magari una collisione con un’altra stella.
Petit e il suo team avranno informazioni più dettagliate su NGC 1624-2 nel mese di ottobre, ovvero quando otterranno  i dati raccolti dal telescopio spaziale Hubble, incaricato di esplorare le complesse dinamiche del suo vento.