RIPRESE AD ALTA RISOLUZIONE DA MARS EXPRESS

La storia di Marte in Technicolor

La regione Ascuris Planum di Marte mostra nelle dettagliate riprese della sonda dell'ESA i chiari segni di un complesso passato geologico. Gli sgargianti colori, artificiali, indicano le differenti quote della superficie

La ripresa topografica della regione Ascuris Planum ottenuta dalla High Resolution Stereo Camera della sonda Mars Express dell'ESA il 10 novembre 2014 nel corso dell'orbita 13785. le tonalità del rosso e bianco indicano il terreno più elevato, mentre le sfumature del blu e viola segnalano le zone più basse. Crediti: ESA/DLR/FU Berlin

La ripresa topografica della regione Ascuris Planum ottenuta dalla High Resolution Stereo Camera della sonda Mars Express dell’ESA il 10 novembre 2014 nel corso dell’orbita 13785. le tonalità del rosso e bianco indicano il terreno più elevato, mentre le sfumature del blu e viola segnalano le zone più basse. Crediti: ESA/DLR/FU Berlin

Un arcobaleno sulla superficie di Marte? Sì, ma artificiale. La splendida immagine rilasciata oggi dall’Agenzia Spaziale Europea è stata elaborata al computer con i colori dell’iride solo per permetterci di apprezzare meglio le differenze di altitudine di una delle regioni geologicamente più diversificate presenti sul Pianeta rosso.

L’inquadratura, che copre un’area di circa 15.000 chilometri quadrati, ritrae Tempe Fossae, nella regione denominata Ascuris Planum. Questa e le immagini seguenti sono state prese dalla camera stereografica ad alta risoluzione della sonda Mars Express il 10 novembre dello scorso anno.

La stessa immagine della regione Ascuris Planum in colori naturali. Copyright ESA/DLR/FU Berlin

La stessa immagine della regione Ascuris Planum in colori naturali. Copyright ESA/DLR/FU Berlin

Ascuris Planum è un’area molto interessante per studiare la geologia marziana: si trova infatti in prossimità della zona di transizione tra gli altopiani meridionali, di antica formazione, e le pianure settentrionali, più giovani. L’area è caratterizzata da una grande varietà di strutture tettoniche e vulcaniche, con età che abbracciano gran parte della storia geologica di Marte. E l’immagine sopra è perfetta per dimostrarlo: si possono facilmente notare un gran numero di strutture – rettilinee e curve – che attraversano in lungo e in largo la regione. Si tratta molto probabilmente di graben,  un termine utilizzato dai geologi per indicare una parte della crosta che sprofonda a seguito del movimento delle faglie vicine.

La regione Ascuris Planum e, nel rettangolo più grande l'area coperta dalla ripresa di Mars Express. Crediti: NASA MGS MOLA Science Team

La regione Ascuris Planum e, nel rettangolo più grande l’area coperta dalla ripresa di Mars Express. Crediti: NASA MGS MOLA Science Team

Le altezze relative e le profondità dei vari graben ripresi nell’immagine possono essere apprezzati ‘leggendo’ la distribuzione dei colori e conoscendo il loro significato: le tonalità del rosso e bianco indicano il terreno più elevato, mentre le sfumature del blu e viola segnalano le zone più basse. I graben hanno larghezze medie di qualche chilometro e una profondità compresa tra i mille e i duemila metri.

L’immagine, specie nella porzione di destra, rivela in modo evidente due distinti gruppi di queste formazioni, che si propagano tra loro in direzioni quasi perpendicolari, a testimonianza di un passato in cui la superficie del pianeta ha sperimentato sollecitazioni molto intense e lungo diverse direttrici. In basso a sinistra, invece, si possono individuare le tracce di antiche colate laviche, probabilmente emerse dal sottosuolo da fratture della crosta o provenienti dal piccolo vulcano Labeatis Mons, poco lontano.

Vista prospettica di una porzione della Ascuris Planum. Crediti: ESA/DLR/FU Berlin

Vista prospettica di una porzione della Ascuris Planum. Crediti: ESA/DLR/FU Berlin

Concentrando la nostra attenzione nella pozione di destra dell’immagine, riproposta nella vista prospettica qui a destra, possiamo individuare due crateri da impatto il cui bordo è parzialmente cancellato dai graben vicini.

In prossimità del cratere più piccolo c’è un’altra curiosa struttura geologica: una lunga serie di crateri circolari a pozzo (pit crater), la cui origine può essere legata a vari fenomeni: attività vulcanica, movimenti tettonici o erosioni sotterranee dovute al passaggio di acque di falda.

Volete vedere la superficie di Marte ancora più dia vicino? Molto più vicino? Allora quello che fa per voi è il video del giorno di oggi (qui sotto), che mostra le immagini prese in ben undici anni da Opportunity, il Rover della NASA nella sua maratona scientifica, scorrazzando sul Pianeta rosso per più di quarantadue chilometri.