UNO STUDIO GIAPPONESE

Novae: fabbriche di Litio nell’Universo

Più Litio del previsto nell'esplosione di una nova. E' quanto riscontrato da un team di astronomi del National Astronomical Observatory of Japan, dell'Università Osaka Kyoiku, dell'Università di Nagoya University, e dell'Università di Kyoto Sangyo che ha condotto uno studio approfondito sulla Nova Delphini 2013. Il commento di Ulisse Munari dell'INAF-Osservatorio Astronomico di Padova

Più Litio del previsto nell’esplosione di una nova. E’ quanto riscontrato da un team di astronomi del National Astronomical Observatory of Japan, dell’Università Osaka Kyoiku, dell’Università di Nagoya University, e dell’Università di Kyoto Sangyo che ha condotto uno studio approfondito sulla Nova Delphini 2013, osservata il 14 agosto 2013.

Immagini della scoperta di Nova Delphini. In alto a sinistra un'immagine presa un giorno prima dell'esplosione. In alto a sinistra subito dopo l'esplosione, e in basso la conferma ottenuta con un telescopio da 60 cm. Crediti: Koichi Itagaki

Immagini della scoperta di Nova Delphini. In alto a sinistra un’immagine presa un giorno prima dell’esplosione. In alto a destra subito dopo l’esplosione, e in basso la conferma ottenuta con un telescopio da 60 cm. Crediti: Koichi Itagaki

Una nova è un’esplosione che avviene sulla superficie di una nana bianca, una stella compatta e molto calda, quando la sua compagna le cede una grande quantità di materiale. Se le due stelle si trovano abbastanza vicine, la compagna cede materia alla nana bianca attraverso un disco di accrescimento. Il materiale accumulato può scaldarsi fino al punto di innescare una reazione esplosiva che chiamiamo nova.

Utilizzando lo spettrografo ad alta dispersione (Hign Dispersion Spectrograph, HDS) montato sul Telescopio Subaru da 8.2 metri, il team di astronomi giapponesi guidato da Akito Tajitsu ha scoperto che l’esplosione di questa nova ha prodotto una quantità di Litio maggiore di quella prevista dalle simulazioni. Il Litio è un elemento chiave nello studio dell’evoluzione chimica dell’universo, poiché è stato prodotto attraverso differenti canali: la nucleosintesi primordiale del Big Bang, le collisioni tra raggi cosmici e il mezzo interstellare, all’interno delle stelle e come risultato delle esplosioni di novae e supernovae. Fino ad oggi le stime ottenute per questi vari processi erano solamente indirette. Questa nuova osservazione fornisce la prima evidenza diretta di un rilascio di Litio nel mezzo galattico da parte di un oggetto stellare.

Impressione artistica dell'esplosione di nova. Crediti: National Astronomical Observatory of Japan

Impressione artistica dell’esplosione di nova. Crediti: National Astronomical Observatory of Japan

«La correlazione tra novae e la produzione di Litio era stata già evidenziata nel 2008 da un lavoro di George Wallerstein» ci ha spiegato Ulisse Munari dell’INAF – Osservatorio Astronomico di Padova. «In quell’articolo si mostrava che le uniche binarie simbiotiche a mostrare Litio negli spettri erano quelle che avevano subito esplosioni di nova. Lo studio del team giapponese mostra che la produzione di Litio è rilevabile anche in novae che non abbiano una gigante rossa come stella che trasferisce massa ad una nana bianca, ma una più normale nana rossa. Ora la palla passa nel campo dei teorici, per la ricerca e definizione della serie di reazioni nucleari che rendano ragione della diffusa presenza del Litio, normalmente non presente in quantità significative nelle simulazioni teoriche sino ad ora compiute».

La speranza è che questa scoperta, insieme alle future osservazioni di altri eventi simili, possa aiutarci a migliorare la nostra conoscenza dell’evoluzione chimica della galassia.

Questa ricerca verrà pubblicata sul numero di Nature del 19 febbraio, con il titolo “Explosive lithium production in the classical nova V339 Del (Nova Delphini 2013)”.