IL SATELLITE ESA NELL’OBIETTIVO DI VST

Dov’è Gaia?

Un punto bianco in evidenza nelle due immagini scattate dal VLT Survey Telescope lo scorso 23 gennaio: è Gaia, il satellite ESA lanciato lo scorso 19 dicembre dalla base europea di Kourou con il vettore Soyuz-Fregat e attualmente in orbita nel punto Lagrangiano L2, una regione di equilibrio gravitazionale nel sistema Terra Sole.

Gaia vista da VST, il Very Large Telescope Survey Telescope in Cile. Il satellite ESA si trova a circa 1 milione e mezzo di chilometri dalla Terra .

Gaia vista da VST, il Very Large Telescope Survey Telescope in Cile. Il satellite ESA si trova a circa 1 milione e mezzo di chilometri dalla Terra .

Non è Wally che dovete cercare in queste immagini. Il buffo personaggio che indossa un’inconfondibile maglia a righe rosse e bianche, cappello e occhiali, passeggia tranquillo nelle tavole dell’illustratore Martin Handford. Nascosto in una regione affollata di stelle, il minuscolo puntino bianco evidenziato in queste due immagini non è altro che Gaia, il satellite dell’Agenzia spaziale europea, catturato dall’occhio attento del Very Large Telescope Survey Telescope in Cile, il telescopio ad ampio campo di vista, risultato di una collaborazione tra l’INAF – Osservatorio Astronomico di Capodimonte e l’Osservatorio europeo meridionale ESO.

Gaia è stato lanciato il 19 dicembre 2013 dallo spazioporto dell’ESA nella Guyana francese e si trova circa a un milione e mezzo di chilometri di distanza dal nostro pianeta, in orbita attorno a un punto virtuale dello spazio conosciuto come L2. Da questo privilegiato punto di vista – una regione di equilibrio gravitazionale nel sistema Terra Sole dove l’attrazione gravitazionale del Sole e della Terra si bilanciano quasi esattamente – Gaia scruterà il cielo ininterrottamente per i prossimi cinque anni, studiando un miliardo di stelle nella Via Lattea e fornendo misure di posizioni, distanze e movimenti, intensità della radiazione emessa e caratteristiche della radiazione emessa alle varie lunghezze d’onda. L’intento degli astronomi è produrre una mappa 3D senza precedenti con misure di posizioni, distanze e movimenti stellari. Dati che ci permetteranno di analizzare l’origine e l’evoluzione della Galassia.

Sono ben 8 gli istituti e gli osservatori dell’INAF che contribuiranno al successo della missione a cui si aggiunge l’ASI Data Center (ASDC) dove operano ricercatori INAF e ASI. 

Per le stelle più brillanti l’obiettivo è quello di misurare la loro posizione nello spazio con una precisione equivalente alle dimensioni di una monetina sulla Luna, vista da Terra. E per realizzare questo compito ambizioso è fondamentale conoscere la posizione di Gaia nel Sistema Solare. Cosa che fortunatamente è possibile grazie ai telescopi terrestri, come il VLT Survey Telescope, con cui è possibile catturare i deboli riflessi di luce che pannelli solari e antenna del satellite rimandano in obiettivo (su questa distanza la luce di Gaia è circa un milione di volte più debole di quanto si può vedere a occhio nudo).

Il VST è stato ideato e progettato all’INAF – Osservatorio Astronomico di Capodimonte, che lo ha inizialmente finanziato con fondi attribuiti all’Osservatorio dal Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica (oggi MIUR), dal Consorzio Nazionale di Astronomia e Astrofisica (CNAA), e dal Consiglio Regionale della Campania. Ed è sempre l’Osservatorio Astronomico di Capodimonte che attualmente gestisce il progetto VST.