MILIONI DI MESSAGGI SUL PIANETA ROSSO

Su Marte una “capsula dell’umanità”

Un gruppo internazionale di studenti universitari ha annunciato ieri di voler costruire un piccolo veicolo spaziale da inviare su Marte. Con una particolarità: l’astronave dovrebbe trasportare una capsula del tempo contenente testimonianze digitali della vita sul nostro pianeta.

Un' immagine della superficie marziana. Crediti: ESA

Un’ immagine della superficie marziana. Crediti: ESA

Mentre il rover della NASA Curiosity continua la sua esplorazione del suolo di Marte, il pianeta rosso diventa l’obiettivo di un progetto molto diverso. Prima di tutto per quanto riguarda gli ideatori, che vengono dall’università e hanno costituito un gruppo internazionale di studenti, non governativo e no-profit.  E poi per il contenuto stesso del progetto, a dir poco insolito: spedire su Marte un veicolo spaziale che trasporti milioni di messaggi da parte dei cittadini di tutto il mondo.

La chiamano “capsula del tempo dell’umanità”, ed è una sfera di titanio di circa 5 cm di diametro che dovrebbe viaggiare all’interno della piccola astronave diretta sul pianeta rosso. Dentro la sfera, archiviati in una “memoria” fatta di quarzo di vetro, milioni di foto, video, file audio e messaggi di testo, insomma tutto ciò che può testimoniare in formato digitale la ricchezza della vita sulla Terra.

La tecnologia utilizzata sarà basata su CubeSat, un tipo di piattaforma divenuta molto popolare per le missioni in orbita attorno alla Terra ma mai utilizzata prima per viaggi interplanetari. Si tratta di un satellite miniaturizzato di forma cubica, con volume di 10 cm³ e massa non superiore a 1,33 kg.

Per la spinta del veicolo, l’idea è quella di utilizzare la tecnica di propulsione elettrospray. In pratica la mini astronave sarebbe portata in orbita come carico secondario di un lancio commerciale, e acquisterebbe poi velocità grazie ai propulsori elettrici del veicolo, prendendo così la sua strada verso Marte.

I dettagli sono ancora tutti da stabilire. Sul sito di lancio del progetto, gli studenti hanno annunciato che la prima fase (design e pianificazione della missione) dovrebbe concludersi alla fine del gennaio 2014. Inizierà poi un’attività di crowdfunding, semplice ma potenzialmente molto efficace: chiunque potrà inviare le proprie creazioni digitali con un contributo di 99 centesimi.

“Potrebbe essere il più grande meccanismo di autofinanziamento della storia” ha commentato Emily Briere della Duke University, Durham, Stati Uniti. “L’obiettivo è dare a tutti, in qualunque parte del mondo, la possibilità di essere parte di questa grande avventura. Tutti i soldi raccolti andranno al progetto gestito dagli studenti, al 100%”.

I ragazzi hanno già ricevuto il supporto di diverse istituzioni, tra cui MIT, Explore Mars e Remarkable Technologies, Inc.

Caleb Whitlock, dello Space Propulsion Laboratory del MIT, ha detto: “È un privilegio essere coinvolti in un progetto come questo. Lasciare un segno duraturo su un altro pianeta è una prospettiva emozionante, così come progettare un sistema in grado di farlo”.

“Lasciare il segno” sembra essere proprio l’obiettivo trainante dell’intero progetto, quello che dovrebbe spingere un gran numero di persone a partecipare. Ma la missione potrebbe anche far fare dei passi avanti al settore, sempre più in espansione, delle tecnologie di archivio dei dati. Come recenti studi hanno dimostrato, il vetro di quarzo può infatti garantire ai nostri archivi milioni di anni di sopravvivenza. Certo, utilizzare Marte come hard disk può essere un po’ scomodo, ma senza dubbio affascinante.