NEW HORIZON LO RAGGIUNGERA' NEL 2015

L’atmosfera di Plutone è dura a morire

Un team di ricercatori ha esaminato i dati raccolti dal 1988 al 2003, effettuando dei calcoli precisi sulla pressione atmosferica. Quest'anno gli astronomi hanno mostrato che l'atmosfera è più spessa rispetto al passato e che quindi è difficile che scomparirà nei prossimi secoli. Nonostante la lontananza dal Sole i gas non ghiacciano quasi mai.

Dalla combinazione delle osservazioni dell’atmosfera di Plutone dal 1988 al 2013 e dai modelli precedenti che descrivevano l’equilibrio energetico tra la superficie e l’atmosfera, alcuni astronomi hanno concluso che l’atmosfera del pianeta nano non scompare in alcun punto della sua orbita, che dura ben 248 anni. I dati ottenuti osservando le occultazioni (passaggi di Plutone davanti a stelle lontane, che consentono di studiare come l’atmosfera filtra la luce della stella) mostrano infatti una pressione atmosferica in aumento con il tempo.

Questo rassicura i ricercatori che temevano che l’atmosfera del pianeta fosse destinata a dissolversi man mano che esso si allontanaa dal Sole, e che quindi sia il caso di sbrigarsi a studiarla da vicino (cosa che peraltro accadrà nel 2015, quando la sonda della NASA New Horizon si avvicinerà a Plutone e mapperà la superficie del pianeta nano, la sua temperatura e la sua composizione).

Ma lo studio dal team di Catherine Olkin del Southwest Research Institute di Boulder, Colorado, mostra che l’atmosfera composta da azoto, metano, monossido di carbonio e ossigeno non dovrebbe sparire. Rispetto ai dati raccolti dal 1998 l’atmosfera è anzi ora tre volte più densa.

Il momento centrale dello studio è stato lo scorso 4 maggio, quando Plutone è passato davanti a una stella nella costellazione del Sagittario permettendo agli astronomi di guardare nel dettaglio l’atmosfera bloccare parte della luce della stella . Il modo in cui la luce della stella si è affievolita gradualmente ha rivelato un’atmosfera con circa un centomillesimo della pressione di quella terrestre ma comunque abbastanza sostanziosa da non scomparire mai durante l’orbita.

Nel 1989 Plutone si è avvicinato al Sole raggiungendo il suo perielio (29,58 U.A). Quando nel 2113 raggiungerà l’afelio avrà il 36% di luce solare in meno ed entrerà nel pieno inverno plutoniano. A quel punto si troverà anche fuori dalla Fascia di Kuiper. Per questo molti scienziati hanno predetto un eventuale collasso della sua atmosfera. Secondo la Olkin, invece, si verificherà soltanto un parziale congelamento dei gas sulla superficie, come accade su Marte al polo sud durante l’inverno. La temperatura su Plutone è di -233 gradi Celsius, quindi l’acqua ha la consistenza della roccia e gas come l’azoto e il metano rimangono quasi sempre allo stato gassoso. E’ proprio durante il perielio che il pianeta nano assorbe tutta l’energia di cui ha bisogno per non perdere l’atmosfera durante la sua lunga orbita lontano dal Sole.

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