HUBBLE STUDIA OTTO GIOVIANI CALDI

Che caldo su quegli esopianeti!

Da un nuovo studio sui pianeti extrasolari emergono dati sulla composizione dell'atmosfera di pianeti gioviani caldi: in alcuni non è stata riscontrata la presenza di ossido di titanio, come invece previsto dai modelli, e su altri è stata invece rilevata un'abbondante quantità di vapore acqueo, che conferma le teorie sull'importanza di nuvole e vento per il clima degli esopianeti.

58635_webL’anno scorso, un team guidato dall’Università di Exeter ha lavorato per quasi 200 ore sul telescopio spaziale Hubble della NASA /ESA per esaminare l’atmosfera di otto esopianeti del tipo “Hot Jupiter”, tramite lo spettro della luce che filtra dall’atmosfera del pianeta quando questo passa davanti alla stella madre.

I primi risultati dello studio, la più grande indagine di questo tipo sui pianeti extrasolari, sono stati appena presentati al National Astronomy Meeting a St. Andrews (UK). Le analisi rivelano che nuvole e vento giocano un importante ruolo nel determinare le caratteristiche dell’atmosfera di questi pianeti. Di recente, d’altronde, era stato pubblicato lo studio di alcuni ricercatori statunitensi che avevano simulato al computer l’influenza delle nuvole sul clima degli esopianeti, e quindi la possibilità che su di essi si trovino condizioni potenzialmente adatte alla vita.

La nuova ricerca dell’Università di Exeter, con a capo Catherine Huitson, ha preso in considerazione 8 pianeti gioviani caldi, pianeti extrasolari la cui massa è simile o addirittura superiore a quella di Giove, ma che orbitano molto vicino alla propria stella madre, a differenza dello stesso Giove. Per questo motivo su questi pianeti si registrano temperature altissime, tra i 1000 e i 3000 gradi Celsius.

Gli astronomi possono rilevare quali gas sono presenti nell’atmosfera analizzando proprio lo spettro di luce che viene filtrata al momento del passaggio davanti alla stella. Sono pianeti che presentano una diversa composizione e conformazione rispetto a quelli del Sistema Solare, come Giove, dove le temperature fra le nuvole raggiungono i -150° C.

Il primo pianeta esaminato dal team è uno dei più caldi: si arriva a quasi 2000 gradi. I ricercatori hanno notato, però, un’anomalia: l’inaspettata assenza di ossido di titanio. Recenti modelli computerizzati in 3D di questi pianeti evidenziano che dovrebbero esserci tracce di ossido di titanio nel vento, che dovrebbe trasportare le molecole di questo elemento e portarle verso la parte alta nell’atmosfera. Il fatto che non ne sono state trovate tracce implica che i venti su questo pianeta non sono così forti come si pensava o, in alternativa, le molecole sono talmente grandi da non poter essere trasportate dal vento.

Huitson ha spiegato che “l’ossido di titanio è  importante perché potrebbe intrappolare il calore atmosferico in alto formando la stratosfera – lo stesso ruolo che l’ozono svolge sulla Terra. Tuttavia, i nostri risultati dimostrano che questa molecola non è presente nell’atmosfera superiore”.

Il team non si è fermato all’ossido di titanio, ma ha anche analizzato la presenza di vapore acqueo nelle atmosfere di due degli esopianeti e quantità importanti di acqua sono state trovate, proprio come previsto dai modelli matematici sulle nuvole e sull’influenza del clima.

Diagramma che mostra il metodo utilizzato per rilevare i componenti atmosferici (crediti ESA / David Canta)

Diagramma che mostra il metodo utilizzato per rilevare i componenti atmosferici (crediti ESA / David Canta)