TROVATO L'ACCORDO SUI LANCIATORI

Aspettando l’Unione Europea

Si è concluso con un accordo lo scontro franco-tedesco sui lanciatori grazie anche al ruolo diplomatico italiano. Via libera alla Stazione Spaziale Internazionale fino al 2020 con l'ipotesi di un nuovo modulo di servizio per la ISS. Ufficialmente senza problemi EXOMARS. Alla fine raccolti 10 miliardi di Euro per il prossimo triennio, ma l'attesa è per il 2014 con la speranza di una crisi economica passata e un ruolo nuovo per l'UE

L’abbraccio che ha riservato, in un momento non ufficiale, Johann D. Wörner, Presidente della DLR, l’Agenzia Spaziale Tedesca al Presidente dell’ASI Enrico Saggese, diceva molto di più della tante parole che francesi e tedeschi si erano precipitati a pronunziare poco prima che il vertice fosse dichiarato chiuso.

Il tema quello relativo ai lanciatori,  con l’ipotesi tedesca di un’evoluzione dell’Ariane (versione ME) e quella francese con la prospettiva di un Ariane tutto nuovo (versione 6). Nella giornata dei tutti vincenti, iniziavano i francesi con un comunicato pieno di parole ma con poca sostanza, se non quell’asserita asse franco-tedesca che si sarebbe formata e che avrebbe dato vita ad entrambe le versioni, cosa che effettivamente poi è stato, con tempistiche diverse: prima l’evoluzione, poi la nuova versione.

A seguire in sala stampa si affacciava il ministro tedesco, di persona e in lingua originale (!), cercando di illustrare il punto di vista della Germania.

Il confronto a distanza  franco-tedesco, si faceva più chiaro prima con le parole del ministro Profumo “L’idea dell’Europa è quella di una stretta connessione a tre: Ariane 5 ME, Ariane 6 e Vega”. Aggiungete che nel programma Vega entrano i tedeschi, cosa che irrobustisce a livello europeo il lanciatore italiano, che l’ultimo stadio dell’Ariane, che sia 5 o che sia 6, rimarrà a stato liquido (come volevano i tedeschi), metteteci che l’Italia contribuirà alla realizzazione di Ariane 6, insaporite con l’abbraccio di cui alle prime righe e alla fine può essere che si faccia strada in voi l’idea  che più che di un asse franco-tedesco si debba definire un accordo italo-tedesco. O che almeno alla apparente ecumenica situazione abbia contribuito la diplomazia italiana. Sta di fatto che il programma Vega Plus (lo sviluppo evolutivo del lanciatore italiano) viene finanziato con oltre 80 milioni di Euro di cui almeno un terzo tedeschi (un terzo poi per Italia e Francia).

Risolto il nodo più difficile è andata via decisamente più tranquilla la discussione sugli altri temi, come la Stazione Spaziale Internazionale, con la “ratifica” della decisione  americana di prolungarne la vita al 2020 e la scelta di fornire alla stessa un nuovo modulo di servizio che potrebbe vedere un deciso coinvolgimento italiano (visto il notevole expertise delle nostre industrie). Corrispondente al peso che si vuole svolgere l’investimento, 45 milioni di Euro.

Senza nodi alla fine è apparso il programma EXOMARS, tutti convinti che nel 2016 si lancerà il rover con un vettore Proton e che si raggiungerà senza problemi un accordo coi russi. I quali sembrano voler entrare in programmi di esplorazione come JUICE destinato allo studio dei Pianeti Medicei, le lune di Giove scoperte da Galileo Galilei.

Comunque si andata, molto di quello deciso a Napoli, sarà rianalizzato nella prossima Ministeriale dell’Agenzia Spaziale Europea, nel 2014 in una località tra la Svizzera e il Lussemburgo, i paesi che avranno la presidenza di questo vertice per i prossimi tre anni. Alla fine il Direttore Generale dell’ESA, Jean-Jaques Dordain, ha definito stressante il vertice, ma non poteva essere altrimenti. Alla fine però dieci miliardi di Euro per il prossimo triennio sono un buon risultato.

Ma nel 2014 non è solo attesa la verifica delle scelte fatte, ma anche del ruolo che dovrà avere nelle politiche spaziali il governo comunitario: “Credo che i grandi temi – ha detto il ministro Profumo – non possano che avere una dimensione: l’Europa”.

Il Comunicato Stampa finale del MIUR

 

httpvh://youtu.be/UeGp5Z4VRyI