LA MISSIONE CHEOPS DELL'ESA

Il misura-pianeti

Misurare con precisione le dimensioni dei pianeti extrasolari attorno alle stelle più brillanti, per capire la loro struttura interna e la loro evoluzione. Ecco l'obiettivo principale della missione appena approvata dall'Agenzia Spaziale Europea a cui l'INAF, l'ASI e l'Università di Padova forniranno un importante supporto sia scientifico che tecnico.

Sarà il nostro ‘metro spaziale’ che permetterà di conoscere con grande precisione quanto sono grandi i pianeti extrasolari. E soprattutto, quelli simili per dimensioni e masse alla Terra. CHEOPS – questo il nome della nuova missione dell’Agenzia Spaziale Europea ufficialmente approvata il 19 ottobre scorso – partirà per questo suo particolare obiettivo scientifico nel 2017.  Particolare ma anche  determinante per conoscere come sono fatti i pianeti extrasolari comparabili alla Terra.

“CHEOPS sarà in grado di misurare, in quella frazione di sistemi extrasolari dove i pianeti transitano davanti alla loro stella madre, la loro dimensione con grande accuratezza” spiega ai nostri microfoni Isabella Pagano, dell’INAF-Osservatorio Astrofisico di Catania, una dei tre membri del team italiano proponente la missione. “Questo parametro è molto importante perché ci permetterà di risalire alla densità di quei pianeti e quindi alla loro struttura interna. Un’informazione decisiva per capire come i pianeti si siano formati e più in generale come siano fatti i sistemi planetari al di fuori del nostro”.

La partecipazione italiana a CHEOPS, la prima dell’ESA di classe S, ovvero piccola, è assai significativa, sia dal punto di vista scientifico sia tecnologico. C’è infatti un nutrito gruppo di ricercatori INAF e dell’Università di Padova che segue progetti di ricerca e caratterizzazione di pianeti extrasolari, forti anche della recente entrata in funzione dello spettrografo HARPS-N installato al Telescopio Nazionale Galileo sulle Isole Canarie. Molti degli esopianeti che verranno scoperti in questo contesto saranno parte degli obiettivi di CHEOPS, creando così una forte sinergia tra i due strumenti. Sotto l’aspetto tecnologico, l’INAF supporterà l’ASI nella realizzazione degli specchi principale e secondario del telescopio di bordo, dello schermo che protegge il satellite e la sua strumentazione dalla radiazione solare e alla calibrazione del sistema di puntamento. “La partecipazione italiana  a CHEOPS pone definitivamente la nostra comunità al massimo livello internazionale in un settore di ricerca giovane, ma di alto impatto scientifico e  di grande interesse per il pubblico” dice Giampaolo Piotto, dell’ Università di Padova e associato INAF, membro del gruppo che ha proposto la missione  all’ESA.

Nel progetto sono coinvolti per l’INAF gli Osservatori Astrofisici di Catania e Torino, gli Osservatori Astronomici di Padova e Palermo e la Fondazione Galileo Galilei. Partecipa inoltre l’Università di Padova. L’Agenzia Spaziale Italiana  fornirà un contributo determinante alla missione, affidando all’industria italiana la realizzazione degli specchi, dello schermo e di parte del sistema di puntamento e supportando gli scienziati per le attività di loro responsabilità. La missione potrà inoltre contare sull’utilizzo del Centro ASI di Malindi come stazione di terra e sull’ASI Science Data Center (ASDC) come contributo alla riduzione e all’archiviazione dei dati.

 

Per saperne di più:

  • Il comunicato stampa congiunto INAF-ASI
  • L’intervista di Media INAF a Isabella Pagano
  • Il sito web Exoplanets in Italy dedicato alla ricerca professionale di pianeti extrasolari nel nostro Paese
  • Il sito web della missione CHEOPS