NUOVO VALORE DELLA COSTANTE DI HUBBLE

Spitzer misura l’espansione dell’Universo

Spitzer, il telescopio spaziale della NASA, è riuscito a misurare con la massima accuratezza mai raggiunta il tasso di espansione dell'Universo, grazie alla sua visione ad infrarosso. Il valore della costante di Hubble e è ora stato stimato a 74,3 più o meno 2,1 chilometri al secondo per megaparsec.

     04/10/2012

Credit: NASA/JPL-Caltech

Utilizzando il telescopio spaziale Spitzer della NASA, gli astronomi sono riusciti a misurare con la maggiore precisione mai raggiunta il valore della costante di Hubble, ossia il tasso di accelerazione dell’espansione dell’universo.

La costante di Hubble è un numero dal quale non si può prescindere in cosmologia e prende il nome da Edwin P. Hubble che, nel 1920, dimostrò che l’universo è in crescita costante dalla sua nascita, insomma dal momento del Big Bang. Nel 1990 gli astronomi hanno scoperto che l’espansione dell’Universo accelera costantemente.

Per capire l’età dell’universo è fondamentale quantificare il sua tasso di espansione, e qui entra in gioco la costante di Hubble (Ho). Ma come ha fatto Spitzer a misurare questo valore? Ha studiato le variabili Cefeidi, stelle “pulsanti” di cui si possono calcolare con relativa facilità, a partire dalla loro luce, distanza dalla Terra e velocità a cui si allontano da noi. A differenza del telescopio spaziale Hubble che lavora a lunghezza d’onda nello spettro della luce visibile e che era stato giù utilizzato in passato per questo tipo di misurazioni, Spizter ha ottenuto risultati più accurati in infrarosso, facendo scendere il tasso d’incertezza del 3%. Glenn Wahlgren, scienziato della NASA e membro del programma Spitzer a Washington, ha evidenziato che la visione ad infrarosso del telescopio spaziale offre una vista migliore delle stelle variabili Cefeidi, permettendo di perfezionare le precedenti misurazioni del Hubble.

Il nuovo valore della costante di Hublle è stimato a 74,3 più o meno 2,1 chilometri al secondo per megaparsec (un megaparsec è pari a circa 3 milioni di anni luce).

«Spitzer – ha detto Micheal Werner del Jet Propulsion Laboratory della NASA, a Pasadena – è andato oltre le nostre aspettative. Ci ha stupito perché per primo ha studiato le atmosfere degli esopianeti e ora capiamo che un valido e fondamentale strumento astronomico e cosmologico».

I risultati, pubblicati in uno studio sulla rivista Astrophysical Journal, sono stati utilizzati per ottenere anche una misurazione indipendente dell’energia oscura, uno dei più grandi misteri dell’astronomia.

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