L'OPPORTUNITA' PER UNO STUDENTE DELLA UT

Un telecomando da 150 milioni di km

Studente del dottorato di fisica dell’Università del Tennessee, Chris Tate, ha avuto la rara opportunità di controllare uno strumento scientifico a bordo del rover Curiosity su Marte, un rilevatore di neuttroni per la ricerca dell'idrogeno

Lo studente e il professore - crediti UT

Per un giovane studente telecomandare uno strumento distante 150 milioni di chilometri dalla Terra rappresenta un’esperienza sicuramente unica e irripetibile. É quanto è tocccato in sorte allo studente del dottorato di fisica dell’Università del Tennessee, Chris Tate, che ha avuto la rara opportunità di controllare uno strumento scientifico a bordo del rover Curiosity su Marte.

In qualità di “capo payload uplink”, Tate ha assemblato e verificato la sequenza dei comandi di un rivelatore di neutroni e durante la notte i suoi comandi sono stati inviati al rover. Attraverso quest’operazione Curiosity ha ottenuto informazioni per accendersi, prendere i dati per un paio di ore, salvare il tutto e inviarlo sulla Terra.

Il rover della Nasa, su Marte da più di una settimana, si sta preparando per verificare se il pianeta rosso sia mai stato, o lo è ancora, un ambiente in grado di sostenere la vita microbica. Quotidianamente gli scienziati inviano istruzioni al rover per raccogliere i dati durante il Martian Day e renderli fruibili agli scienziati sulla Terra. Il rilevatore di neutroni, utilizzato dal team di Tate, cerca l’idrogeno, che si trova nell’acqua e nei sali minerali idrati, per verificare se una certa zona sia adatta ad ospitare la vita.

“É incredibile pensare che ho detto ad un robot su un altro pianeta, distante 150 milioni di chilometri, di fare qualcosa.”, ha detto il giovane Chris Tate “Questo strumento ci può dare un sacco di informazioni dell’ambiente che non possiamo ottenere da tutte quelle belle immagini che scendono dal rover. Insieme agli altri dati possiamo caraterizzare l’ambiente in modo tale che siamo in grado di conoscere lo stato attuale di Marte e la sua lunga storia”.

Tate sta lavorando con Jeffrey Moersch, professore al JPL (Jet Propulsion Laboratory in Pasadena, California) dall’inizio di agosto e vi rimarrà fino a novembre.

 

Fonte: Media INAF | Scritto da Silvia Dragone