IDEE PER SUPERARE LA SPENDING REVIEW

La ricerca sul filo dei tagli

In un incontro a Roma presso la sede del CNR Sindacati, vertici degli enti di ricerca e politici hanno discusso dei tagli imposti dalla spending review alla ricerca pubblica e avanzato proposte per rilanciare il settore.

Si è svolto ieri pomeriggio a Roma, presso la sede del Consiglio Nazionale delle Ricerche, un incontro tra sindacati e rappresentanti degli enti pubblici di ricerca. Al centro della discussione, i tagli alla ricerca pubblica indicati nella bozza del decreto sulla Spending review. L’iniziativa, alla quale hanno partecipato i vertici di molti enti pubblici di ricerca, come l’INAF, l’INFN, l’INGV, CRA, ISS, ISPRA, INDAM, CNR, INEA e ISFOL, e i politici Vincenzo Vita (PD), Giulia Rodano (IdV), Paola Binetti (UdC), Umberto Guidoni (Sel), Paolo Ferrero (Federazione della Sinistra), Fabio Granata (Fli),  è stata promossa dalle segreterie nazionali dei sindacati Flc-Cgil, Fir Cisl e Uil-Rua e si è svolta proprio mentre in Senato era in corso la discussione sugli emendamenti al decreto.

Tra i partecipanti è emersa chiara e condivisa l’idea che la ricerca, uno dei pilastri imprescindibili su cui si basa la cultura e la crescita di un Paese, non possa essere ulteriormente penalizzata da ulteriori tagli, che rischiano di affossarla definitivamente. Ma accanto a questo grido di dolore c’è anche la volontà di trovare strategie comuni con il Governo per ottimizzare le risorse e coordinare le attività dei vari enti coinvolti. ”C’e’ l’esigenza di creare un tavolo di confronto serio sulle prospettive per il settore della ricerca pubblica e privata”, ha detto aprendo l’incontro il segretario nazionale della Fir-Cisl, Giuseppe De Biase. L’obiettivo comune, ha aggiunto, e’ ”creare un forte coordinamento, una governance unica che metta a sistema le risorse in un percorso unico di razionalizzazione”.

Un’idea condivisa dal presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Fernando Ferroni, per cui ”bisogna lavorare nella direzione di un coordinamento unico, capace di dar voce a tutti gli enti di ricerca come tali”. La mancanza di questo coordinamento si è fatta sentire soprattutto nei modi con cui si sono decisi i tagli, ha detto ancora Ferroni, che sono arrivati proprio all’indomani del successo internazionale legato alla scoperta del bosone di Higgs. ”Molto di quel decreto – ha osservato – e’ stato scritto all’insaputa del Ministero della Ricerca”. Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente dell’Istituto Nazionale di Astrofisica , Giovanni Bignami, che dice: ”i tagli sono arrivati in modo indiscriminato, come se i ricercatori non sapessero che si deve fare la spending review”, con un’operazione che ”ha vanificato il ruolo dell’Agenzia nazionale per la valutazione, nata per premiare il merito e colpire il demerito”. Assolutamente favorevole al coordinamento comune degli enti di ricerca anche il presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Stefano Gresta. ”Ci siamo anche resi conto che non esiste una legge che inquadri complessivamente il comparto della ricerca. Per questo siamo favorevoli ad un’iniziativa parlamentare da sottoporre al governo, un quadro di riferimento per regolamentare e coordinare il settore della ricerca”.

E un segnale positivo sembra arrivare in queste ore dal Parlamento. Nel pacchetto di emendamenti al decreto che verrà presentato alla Commissione Bilancio del Senato, secondo quanto annunciato da uno dei due relatori, Gilberto Pichetto Fratin del Pdl, se non si presenteranno problemi di copertura, è infatti prevista l’eliminazione del taglio di  30 milioni di euro agli enti pubblici di ricerca per il 2012.
Il servizio sull’incontro presso la sede del Consiglio Nazionale delle Ricerche a Roma