UNA SCOMMESSA NEL 2007 ORA REALTà

LAReS, molto più di un satellite

Non è solo un satellite che metterà alla prova la teoria della relatività, ma un complesso sistema che permetterà di comprendere la dinamica del vettore italiano Vega. Una scommessa fatta nel 2007, dall'allora presidente dell'ASI, Bignami.

Il lancio di Vega è stato un successo. Non solo perché il lanciatore italiano ha funzionato alla perfezione, richiamando alla memoria, nella terra di Kourou, in Guyana Francese, una famosa canzone di Paolo Conte dal titolo Bartali, ma anche per un satellite a bordo di nome LAReS. Qualcosa di più di un semplice satellite, come ci spiega Enrico Flamini, Coordinatore Scientifico dell’Agenzia Spaziale Italiana:  “LAReS non si riferisce solo ad un satellite (LAser Relativity Satellite), ma ad un sistema piuttosto complesso che ha immesso in orbita, oltre ad una sfera di tungsteno con 92 specchi riflettenti raggi laser, che è il vero e proprio satellite, altri 8 satelliti di piccole dimensioni, alcuni molto ridotte, e ha fornito una serie di immagini e dati che sono stati fondamentali per il lancio di qualifica di Vega. Dati e filmati – conclude Flamini – delle riprese delle due telecamere che non solo sono spettacolari, ma importantissimi per comprendere la dinamica del volo”.

LAReS dunque, un sistema e un satellite. Il satellite, che è una evoluzione dei satelliti LAGEOS I e II, ha come obiettivo di raggiungere importanti obiettivi scientifici nel campo della fisica gravitazionale, fisica fondamentale e scienze della Terra. La teoria della Relatività Generale di Albert Einstein, teoria su cui si basa gran parte della nostra comprensione dell’Universo, pur avendo avuto già diverse conferme sperimentali, continua ad essere messa alla prova dagli scienziati. I due filoni in cui si concentrano attualmente gli sforzi sono la rivelazione delle onde gravitazionali e la misura sempre più accurata dell’effetto Lense-Thirring. L’effetto Lense-Thirring descrive la distorsione dello spazio-tempo causata dalla rotazione di un corpo dotato di massa ed è stato misurato con una precisione del 10% attraverso la valutazione della variazione dell’orbita dei satelliti italo-americani LAGEOS e LAGEOS 2, misurata per mezzo del laser ranging. Responsabile Scientifico del satellite è Ignazio Ciufolini dell’Università di Lecce: “”Il lancio di qualifica del VEGA e del satellite LARES ha dimostrato le grandissime potenzialità di alcuni settori della ricerca scientifica, tecnologica ed industriale italiana. Nonostante i voli di qualifica abbiano un elevatissimo rischio statistico di insuccesso, il VEGA ed il meccanismo di separazione del LARES hanno funzionato alla perfezione, i parametri orbitali del LARES in orbita corrispondono con grandissima precisione a quelli previsti prima del lancio, lanciatori ben più sperimentati non avrebbero potuto funzionare meglio. Il satellite LARES metterà alla prova la teoria della Relatività Generale di Einstein migliorando di circa un ordine di grandezza le precedenti misure ottenute nel 2004 con i satelliti LAGEOS, riottenute poi nel 2011 con la missione spaziale dedicata Gravity Probe B. Inoltre il satellite sarà estremamente utile per misure di geodesia spaziale e geodinamica”.

Soddisfatto, in doppia veste, il Presidente dell’INAF Giovanni Bignami. Ovviamente per il successo del lancio, per i risultati che potranno venire per la comprensione delle leggi che regolano l’universo dai dati che ci permetterà di raccogliere il satellite LAReS, ma anche perché “potremmo avere tra le mani grossi risultati, con una spesa piccolissima. Si trattò solo di avere un po’ di coraggio, quando, nel 2007 (Bignami era a capo dell’ASI ndr), decidemmo che valeva la pena di lanciare tecnologia e scienza italiane in orbita, invece della zavorra che di solito si mette in un primo lancio. Per fortuna l`abbiamo avuto”.