LE OSSERVAZIONI CON IL VLT DELL'ESO

Galassie primordiali con elementi pesanti

Studiare due galassie primordiali grazie ad un lampo di raggio gamma. È quanto ha fatto un gruppo di astronomi avvalendo del Very Large Telescope dell'ESO. E l'osservazione ha finito per rivelare due galassie dell'Universo primordiale ricche di elementi chimici pesanti.

Un lontano lampo gamma come sonda per studiare la composizione di galassie molto distanti. È il metodo usato da un gruppo di astronomi che grazie a nuove osservazioni, effettuale con il VLT dell’ESO, hanno rivelato due galassie nell’Universo giovane molto più ricche del Sole di elementi chimici pesanti. Le due galassie stanno per fondersi.

I lampi di Raggi Gamma dopo essere individuati da satelliti orbitali come l’italiano AGILE o gli americani Fermi e Swift, sono immediatamente studiati da telescopi a terra di grandi dimensioni, che possono studiare la post-luminescenza (afterglow in inglese) che il lampo gamma emette in luce visibile e infrarossa nelle ore e giorni successivi.

Uno di questi è stato visto da Fermi e poco dopo individuato dal satellite Swift e con il sistema GROND al telescopio dell’MPG/ESO da 2,2 m in Chile e quindi studiato in dettaglio con il telescopio VLT (Very Large Telescope) dell’ESO appena un giorno dopo l’esplosione.

L’osservazione del VLT mostra che la luce brillante del lampo gamma è passata attraverso la galassia ospite e un’altra galassia vicina. Queste galassie vengono osservate com’erano circa 12 miliardi di anni fa. Galassie così distanti sono raramente illuminate dal bagliore di un lampo gamma.

“È stata una sorpresa scoprire che il gas freddo di queste due galassie dell’Universo primordiale avesse una composizione chimica cos’ strana” spiega Sandra Savaglio (Max-Planck Institute for Extraterrestrial Physics, Garching, Germania), primo autore della ricerca. “Queste galassie hanno più elementi pesanti di quanto non sia mai stato visto in una galassia in un tempo così lontano nell’evoluzione dell’Universo. Non ci aspettavamo che l’Universo fosse così maturo, così evoluto chimicamente, così presto”.

Quando la luce del lampo gamma passa attraverso la galassia, il gas funziona da filtro e assorbe parte della luce, a lunghezze d’onda specifiche. Senza il lampo gamma queste galassie sono così deboli da risultare invisibili. Analizzando attentamente le impronte rivelatrici dei diversi elementi chimici l’equipe ha potuto decodificare la composizione del gas freddo di queste galassie lontane e in particolare scoprire quanto ricche fossero di elementi pesanti.

La coppia di galassie appena scoperta deve formare stelle a un tasso molto rapido per poter arricchire il gas freddo così in fretta e così’ tanto. Poiché le due galassie sono molto vicine, potrebbero essere sul punto di fondersi, cosa che provocherebbe un aumento della formazione di stelle, quando le nubi di gas si scontrano. Il nuovo risultato inoltre confermerebbe l’idea che i lampi gamma possano essere associati a eventi di formazione stellare massiccia.

Il comunicato dell’ESO in italiano

Fonte: Media INAF | Scritto da Redazione Media Inaf