PARTE «BIG BANG!», SUL CANALE DEAKIDS DI SKY

Bambini nello spazio con Margherita

Un programma di divulgazione scientifica per i più piccoli, ogni giorno alle 18, su DeAKids, il canale 601 di Sky. Condotto da Margherita Hack e Federico Taddia, comincia oggi, lunedì 21 marzo, e porterà i piccoli telespettatori in viaggio per il Sistema solare a bordo d’un’astronave.

Big Bang. Con Margherita Hack e Federico Taddia

La sfida è di quelle impegnative, come raramente se ne incontrano nei palinsesti televisivi nostrani: un programma pomeridiano di divulgazione scientifica per i più piccoli. Ma piccoli sul serio: per scoprire insieme le meraviglie del Sistema solare e delle stelle, quattro o cinque anni possono bastare. Parola di Margherita Hack, conduttrice d’eccezione, insieme a Federico Taddia, del nuovo programma di DeaKids (canale 601 di Sky, tutti i giorni alle 18, a partire da lunedì 21 marzo) dal titolo “Big Bang. In viaggio nello spazio con Margherita Hack“.

Ogni giorno, dalla Terra, Margherita si collegherà con Federico che, a bordo d’una buffa navicella spaziale, viaggerà nell’Universo atterrando di volta in volta su altri pianeti. Dieci gli argomenti delle puntate, dagli asteroidi alla Luna, passando per il Sole, La Via Lattea, Le Costellazioni, Il Buco nero, I Pianeti, Marte, il Big Bang, Gravità e Attrazione. Ed ecco come la stessa Margherita Hack ha risposto alle curiosità di Media Inaf.

Come tenere incollati i bambini davanti a un programma che parla d’astronomia? Come reggere la concorrenza di videogiochi e cartoni animati?

«Ma in fondo i bambini hanno anche tante curiosità. Di sapere cosa sono le stelle, cos’è il Sole, come si fa a viaggiare nello spazio. Oggi si parla tanto di spazio, abbiamo una piattaforma spaziale, con degli astronauti che ci stanno lavorando, proprio sulle nostre teste. Nessuno se ne ricorda più. Eppure la grande avventura della conquista dello spazio è cominciata mezzo secolo fa».

A telespettatori di che fascia d’età si rivolge, il programma?

«Penso che le cose di cui parleremo siano comprensibili già a bambini di quattro o cinque anni. Dipende. Dipende dagli interessi, da quello che leggono, da ciò di cui gli si parla in casa. Possono essere interessati già a tre anni, come nemmeno a sei. Molto dipende dalla famiglia, dalle letture, dagli amici».

Bambini molto piccoli, dunque. Lei come li conosce? Anche per esperienza personale, nipotini per esempio?

«No, a livello personale no. Però sono stata a fare lezioni anche nelle scuole materne, con bambini di due anni. Certo, li avevano preparati, ma insomma, qualche domandina… già cominciano a capire qualcosa. Penso proprio che il programma andrà bene».

Per saperne di più:

Qui sotto, invece, il trailer del programma: