UN SUCCESSO A FORTE CONNOTAZIONE ITALIANA

Al Team LAT di Fermi il premio Bruno Rossi

Non dipende solo dalla nazionalità di chi il premio ha avuto dedicato, ma anche dal fatto che il 20% del team che fa capo al Large Area Telescope è composto di ricercatori italiani, dell'INFN in primo luogo, ma anche di INAF e ASI. Un riconoscimento che segue quello ottenuto nel 1998 dal satellite Beppo Sax, il primo a "cogliere" l'evento "gamma ray burst".

Il premio Bruno Rossi al team del Large Area Telescope (LAT) montato sul satellite della NASA, Fermi.

L’HEAD Rossi Prize promosso dalla American Astronomical Society oltre al team è andato al co-creatore di Fermi, Bill Atwood, e al Fermi LAT Principal Investigator, Peter Michelson.

Nella motivazione si legge che i vincitori hanno “reso possibile , attraverso lo sviluppo del  LAT, una nuova visione e comprensione di stelle di neutroni, resti di supernove, raggi cosmici,sistemi binari,nuclei galattici attivi e lampi gamma.

Il LAT, finanziato anche dall’Agenzia Spaziale Italiana, è stato progettato e realizzato con un contributo decisivo dei fisici e tecnologi di varie sezioni dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e prevede la gestione, distribuzione ed analisi dei dati della missione attraverso il centro ASI ASDC ed il loro utilizzo da parte della comunità italiana (coordinata anche da INAF) che è, tradizionalmente, tra le più attive nell’astrofisica delle alte energie. Su un totale di 215 membri sono 43 gli italiani presenti nel team di LAT, il 20% del totale.

Il satellite Fermi è una missione internazionale ideata con lo scopo di esplorare il cielo ad altissime energie. Si tratta di un telescopio spaziale in grado di rivelare fotoni nel range gamma che va da 30 MeV ad 300 GeV. L’osservatorio spaziale Fermi, lanciato l’11 giugno 2008 con un Delta II, è una missione NASA con ampia collaborazione internazionale (Italia, Giappone, Francia, Svezia).

Non è la prima volta che ai ricercatori italiani viene riconosciuto il premio Bruno Rossi. Nel 2007 è stata la volta del satellite Swift, a cui ASI e INAF contribuiscono in maniera determinante. Italianissimo il satellite Beppo Sax dell’Agenzia Spaziale Italiana, il cui team fu insignito del prestigioso premio nel 1998   che ebbe il merito di riuscire per primo a “catturare” un gamma ray burst. Il team italo-olandese era guidato da Livio Scarsi dell’INAF – IASFPA scomparso nel 2006. Cinque anni prima il premio era andato a Giovanni Fabrizio Bignami per il ruolo svolto nel risolvere il mistero di Geminga.

I premiati con il Bruno Rossi Prize