PICCOLO STOP PER LA MISSIONE SU SATURNO

La sonda Cassini riprende fiato

Tre settimane di interruzione delle attività scientifiche a bordo della sonda NASA-ESA-ASI dovute a un errore momentaneo di un computer di bordo. Gianrico Filacchione (INAF-IASF Roma): “E’ tutto OK, a giorni Cassini tornerà completamente operativa”.

In California sono le 16 del 2 novembre scorso, tutto scorre tranquillo al centro di controllo del Jet Propulsion Laboratory della NASA. Ma all’improvviso arriva un allarme dalla sonda Cassini, che da oltre sei anni è in orbita intorno a Saturno e sta raccogliendo preziose informazioni sul pianeta e il suo sistema di lune. Un errore imprevisto segnalato dall’elettronica ha automaticamente attivato la modalità di allarme della Cassini, in gergo tecnico “safe mode”.

In queste condizioni i dati scambiati con il centro di controllo di missione sono solo quelli strettamente necessari al controllo dei parametri vitali della sonda e dei suoi strumenti a bordo, interrompendo così il flusso dei dati prettamente scientifici.  Grande è ovviamente la concitazione degli addetti e degli scienziati coinvolti, che si mettono subito a studiare i dati della telemetria per comprendere cosa è avvenuto. “Fortunatamente il satellite ha eseguito in automatico la corretta procedura di safing, orientando verso la Terra l’antenna ad alto guadagno di 4 metri di diametro di realizzazione italiana ed attendendo i comandi di ripristino da parte dei controllori della missione” ci dice Gianrico Filacchione, dell’INAF-IASF Roma, in quei giorni al JPL per seguire una delle riunioni periodiche del Cassini Project. “Superati i primi momenti di sorpresa, abbiamo capito nel giro di pochi giorni che fortunatamente niente di grave era accaduto alla sonda. E ricordo che dal 2004, anno d’inizio dell’esplorazione del sistema di Saturno, solo nel settembre del 2007 si è verificato un safing a bordo del satellite, che si dimostra pertanto uno dei più affidabili”.

Il problema che ha determinato questo temporaneo stop nelle operazioni scientifiche di Cassini è stato individuato nell’inversione di un bit nel computer che governa i comandi e il sistema dati della sonda. Gli ingegneri hanno subito resettato e riavviato il computer che aveva registrato l’anomalia, permettendo di riprendere il riscaldamento di uno degli strumenti di Cassini. Gli altri verranno progressivamente riavviati nei prossimi giorni e si prevede il completo ripristino delle attività scientifiche per il 24 novembre prossimo.

“Questo piccolo stop ci ha impedito di seguire un flyby di Titano, la luna più grande di Saturno. Una perdita marginale, visto che sono programmati più di cinquanta altri passaggi ravvicinati a Titano da qui alla conclusione della missione, oggi fissata al 2017. L’impatto di questa interruzione è limitato” prosegue Filacchione, che grazie ai dati forniti da VIMS, uno degli strumenti a bordo di Cassini e a cui l’ASI ha fornito il canale VIS, ha recentemente scoperto la presenza di acqua ghiacciata negli anelli di Saturno. “Avremmo potuto anche riprendere molto prima le operazioni, ma in questi giorni le antenne da 70 metri del Deep Space Network che permettono di comunicare con la sonda sono dedicate alla missione EPOXI che sta fornendo dati sulla cometa Hartley2. In assenza di queste antenne, il link con Cassini richiede maggior tempo per il trasferimento dei comandi e delle telemetrie”.